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San Nicolò, una chiesetta davvero panoramica (scorri la gallery!)
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Santa Giustina, tra i vigneti
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I sentieri più bassi si snodano tra i vigneti
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I ruderi di castel Pietra
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Cavalli al pascolo attorno ad Auna di Sotto
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Autunno a Lengmoos
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Passeggiate autunnali
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Lengmoos
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I vigneti in una giornata grigia
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Le piramidi di terra di Lengmoos - Longomoso
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Uno scorcio su San Nicolò
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Pascoli autunnali vicino al maso Pfoshof
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Punta Santner ed il massiccio dello Sciliar dal maso Pfoshof
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Geometrie e colori
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Kematen, la chiesa di fine Ottocento
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Un'altra vista sullo Sciliar, stavolta da Kematen
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Catinaccio e Torri di Vajolet, controluce al mattino
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Cornedo, sull'altro crinale della val d'Isarco
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Cornedo, oltre i vigneti
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Magici colori autunnali
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Verso la gola del rio Rivellone
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Sul sentiero del castagno
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Piramidi di terra: sembra quasi di sfiorarle!
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I più piccoli sembrano divertirsi!
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Tra prati e boschi, i mille colori dell'autunno
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Tavolozza di colori autunnali
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Autunno nella gola del rio Rivellone
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Che vista sul Catinaccio!
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I panoramici pascoli del maso Partschoner
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Torggelen!
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Vigneti e Catinaccio, contrasto di colori affascinante
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Sciliar e punta Santner, maestosità ed eleganza
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Lasciando il maso Partschoner, incantati dal panorama
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Una foto tira l'altra al maso Partschoner
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Maso Partschoner, 1000 mslm
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Autunno con vista al maso Partschoner
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Un'ultima panoramica verso Catinaccio e Torri di Vajolet
Alto Adige

Altopiano del Renon

Renon, o Ritten secondo la più diffusa parlata tedesca, è un comune sparso che regala una grande varietà di ambienti. Dalle ultime case di Bolzano, quartiere Santa Maddalena, si prende quota tra vigneti e boschi di latifoglie: salire ad Auna di Sotto, a Costalovara, a Collalbo durante una giornata autunnale garantisce un quadro di ricordi indimenticabili.
Dal sito www.renon.com traiamo questa presentazione: "L’altipiano del Renon è situato nel cuore dell’Alto Adige, al di sopra del capoluogo Bolzano e tra i fiumi Isarco e Talvera. Grazie alla posizione particolarmente soleggiata, questa zona gode di un clima mite d’inverno, mentre l’altitudine media di mille metri al di sopra del livello del mare è ideale per sfuggire alle calde estati cittadine. Qui troverete il più bel panorama delle Dolomiti patrimonio naturale Unesco, e molto di più: natura, cultura, e la possibilità di praticare molte attività in un’ambiente mozzafiato".


VERSO LE PIRAMIDI
Giunti ad Auna di Sotto s'incontra una prima possibilità per camminare: il sentiero 12 prende quota tra alcuni ampi prati per poi addentrarsi nel bosco e sbucare in corrispondenza del piccolo laghetto di Costalovara. Ma nei pressi di Auna di Sotto si incontra un primo gruppo di piramidi: è sfiorato dal percorso del sentiero del Castagno (Keschtweg) di cui si parla più avanti.
A Costalovara arriva anche il trenino del Renon che, in coincidenza con la funivia, permette di muoversi dal centro di Bolzano fino all'altopiano senza prendere l'auto. Auna di Sotto, invece, è servita (bene) dagli autobus.
Il trenino, dalla storia più che secolare ma modernissimo, copre la tratta Soprabolzano (Oberbozen, dove arriva la funivia da Bolzano) - Collalbo (Klobenstein) in circa venti minuti.
E proprio da quest'ultima località, Collalbo, vero capoluogo dell'altopiano, parte un'altra passeggiata verso uno scenografico gruppo di piramidi.
Si tratta dei pinnacoli di Lengmoos: vi si arriva percorrendo il sentiero 29 o il 35 per portarsi poi sul numero 20. Qualora si parta, invece, da Lengmoos è sufficiente costeggiare un bel prato, accanto al piccolo paese, e poi proseguire pressoché in piano fino al bosco nel quale si insinua il sentiero 20: il panorama sarà unico!
Le piramidi sono circondate da larici e latifoglie e sullo sfondo si stagliano sull'orizzonte la sagoma dello Sciliar, il profilo di Punta Santner e più lontane le Odle.



UN LUNGO PERCORSO ESPLORATIVO
Tra le varie possibilità escursionistiche tra i boschi ed i pascoli dell'Altopiano, si può suggerire il sentiero 11 che da Collalbo porta a Siffiano e si innesta poi sul sentiero del Castagno da seguire fino ad Auna di Sotto dove si può scegliere se prendere l'autobus e fare rientro al punto di partenza o percorrere il già citato sentiero 12 fino a Costalovara e rientrare in treno. Il percorso è lungo ma mai davvero impegnativo e diluisce il dislivello in uno sviluppo davvero esteso. 
Non è nemmeno male l'idea di partire da Collalbo, fare tappa alle piramidi di Longomoso (Lengmoos) e poi, rientrati a Collalbo, scendere verso Siffiano e proseguire poi, come detto, verso Auna di Sotto.
Oltre alle piramidi ed alla natura rigogliosa, questo lungo itinerario consente di ammirare vasti panorami verso le Dolomiti, di affacciarsi su boschi e vigneti dei versanti che digradano verso la val d'Isarco e, infine, di scoprire i ruderi di castel Pietra.
Meravigliosi in ogni stagione, questi percorsi sono consigliati soprattutto durante l'autunno quando il Renon si accende di colori e malghe e cantine sono in festa per il Toerggelen. Nato come momento di confronto tra contadini e vignaioli che si incontravano per assaggiare il vino nuovo e scambiarsi pareri ed opinioni, il Toerggelen è oggi un motivo di festa per gli abitanti e per gli ospiti che possono gustare le specialità locali accompagnate da un buon bicchiere di vino.



IL SENTIERO DEL CASTAGNO
Presentazione a cura dell'ufficio turistico della val d'Isarco.
Un'unica fascia di castagneti ricopre i pendii della valle Isarco da Varna presso Bressanone fino all'altipiano del Renon e giù fino al maniero illustrato di castel Roncolo, poco a nord di Bolzano.
Un tracciato ideale per il "sentiero del castagno", "Keschtnweg", in tedesco. Un percorso pensato non solo per la stagione autunnale, poiché la vegetazione è talmente varia da affascinare in qualsiasi stagione.
Il sentiero segnalato porta attraverso boschi di latifoglie colorati, prati dal verde intenso e attraverso castagneti secolari - uno spettacolo della natura unico.
Qua e là diversi contadini offrono prodotti regionali in vendita diretta.
Lungo il sentiero luoghi d'arte e di cultura ricordano una storia secolare, luoghi mistici raccontano di streghe, maghi e spiriti.
In tutta Europa, il castagno, più di altre specie arboree, ha da sempre avuto un'importanza differenziata e vitale, a tal punto da essere riconosciuto come "albero del pane" (il castagno fino a pochi secoli fa forniva l'alimento base per almeno sei mesi all'anno). Anche nelle nostre latitudini, il castagno aveva questa funzione vitale. Il castagno è al fianco dell'uomo e ne è stato plagiato, tant'è vero che da questa "simbiosi" si è sviluppata una vera e propria "cultura del castagno".
Il castagno in passato era "la vita per la montagna". Grazie al recupero di molti castagneti, e forse anche attraverso questo sentiero, il castagno ricopre ancora il ruolo d'un tempo, nonostante condizioni di vita e situazioni socio-economiche mutate, 
Il "Keschtnweg" sicuramente aiuta a riscoprire la forte unione "uomo-albero", e forse anche ad amarla.


SENTIERO DEL PASTORE E FREUD PROMENADE
E’ stato inaugurato nel 2019 un nuovo sentiero sull’Altopiano del Renon: si tratta dell’Hirtensteig, un sentiero didattico dedicato alla vita ed alle storie dei pastori. Il percorso si snoda attorno a Collalbo per tre chilometri e richiede un’ora circa di cammino. Lungo il tragitto si toccano cinque stazioni che, mediante l’utilizzo di tavole tematiche e contributi multimediali, approfondiscono e raccontano presente e passato di questo antico mestiere.
Di cosa parlano queste tavole? Di argomenti leggeri, come la tradizionale dieta dei pastori (fatta di latte di capra, pane duro, farina e speck), ma anche di temi cruenti come le battaglie che opponevano i confinanti: a fronteggiarsi spesso senza esclusione di colpi erano gli abitanti del Renon e quelli di Villandro.
Particolare attenzione è riservata alla Rittner Alm, ovvero l’Alpe del Renon, una delle più vaste alpi comunali d’Europa estesa oltre le pendici del Corno di Renon, verso i territori di Barbiano e proprio Villandro.
Un altro percorso da provare è la Freud Promenade, un percorso facile, ma lungo circa sei chilometri (www.freudpromenade.it), che conduce da Soprabolzano a Collalbo. Sul sentiero la sosta è offerta da diverse panchine che riportano aforismi e pensieri del celebre neurologo, psicanalista e filosofo austriaco. Perché Freud? Perché Sigmund Schlomo Freud era innamorato di questo territorio e lo descriveva come “divinamente bello e accogliente” al suo amico Carl Gustav Jung. 


UN ALTRO PERCORSO SOPRA COLLALBO
Oltre a quanto descritto sopra, si può pensare ad un altro percorso circolare a "medie altitudini". Si parte da Collalbo e vi si fa rientro dopo un'escursione priva di grandi dislivelli (si arriverà ad un cumulato di circa 300 metri ma distribuito in numerosi saliscendi privi di difficoltà) e su terreno molto misto. Ci si manterrà sempre tra i 1000 ed i 1200 metri di altitudine.
In partenza dalla stazione di Collalbo (si può, quindi, pensare di arrivare in treno da Soprabolzano, godendo, come detto, di un'esperienza panoramica unica in Italia dato che lo storico trenino si snoda con grande discrezione tra pascoli e boschi dell'altopiano: difficilmente si staccheranno gli occhi dal finestrino!) si seguono le frequenti indicazioni per le piramidi di terra di Lengmoos.
Si cammina in paese fino ad arrivare in corrispondenza di una vasta radura dove si preferisce andare a prendere l'ombreggiata "Fenn Promenade" e camminare nel verde.
In breve, poco più di mezz'ora complessiva, si raggiunge il laghetto di Lengmoos nel quale si può godere sia di un suggestivo riflesso (incantevole d'autunno) sia della fioritura delle ninfee.
Da qui si prosegue percorrendo qualche metro della provinciale fino alla deviazione pedonale per le piramidi di terra di Lengmoos - Longomoso: si ammirano a distanza ma sono incorniciate da un panorama davvero suggestivo (15' da Lengmoos - Longomoso). Due chiesette, una verso nord ed una verso nord est, e soprattutto le Odle sullo sfondo. Una vista che difficilmente si potrà dimenticare.
Da qui il giro ad anello prosegue lungo l'ampia traccia forestale, si continua a camminare verso nord: prossima tappa intermedia, il maso Pfoshof, ideale punto di ristoro. Ai piedi di un ponte della provinciale si prende a sinistra, cambiando direzione (una sorta di tornante) e si torna a salire, sempre su traccia ampia e battuta.
In breve si raggiunge proprio la provinciale da prendere verso destra: dopo poche decine di metri si attraversa e ci si reimmerge in boschi e radure in direzione Kematen (Caminata) e Pfoshof. Quando si ritrova l'asfalto (via Oberlengmoos, circa 30' dalle piramidi) s'impone una decisione: svoltare a sinistra, in salita, conduce a Pfoshof dove è possibile ristorarsi godendo di un bel panorama sulle Dolomiti ed in particolare sullo Scilar e la caratteristica punta Santner (circa 10').
Viceversa l'itinerario ad anello prosegue.
Si potrebbe anche rientrare in breve a Collalbo (15') ma è senz'altro piacevole proseguire invece verso Kematen (Caminata) ignorando però l'indicazione che imporrebbe di percorrere un prato abbastanza impaludato: meglio proseguire lungo l'asfaltata Oberlengmoosstrasse e poi prendere a destra Tanngasse. Si cammina, in tutto, per una decina di minuti su asfalto prima di ritrovare le indicazioni per Kematen che, stavolta, vanno assecondate con attenzione per districarsi tra prati, boschi di conifere ed alcune proprietà private.
La chiesa di Kematen (40' da Pfoshof) è davvero pittoresca ma non ha un passato così intrigante. Ha poco più di un secolo di storia e fu edificata per volere dei tenutari locali che vollero replicare un edificio sacro ammirato in val Venosta. Ben più affascinante è riflettere sull'importanza storica dell'Altopiano: quando la val d'Isarco non era percorsa da una ferrovia, una statale ed un'autostrada non era che un'inospitale forra difficilmente accessibile. I traffici ed i commerci, nonché le manovre militari, si svolgevano in quota ed il Renon si trova al centro delle più frequentate vie di comunicazione tra nord e sud.
Guadagnata la provinciale si rientra a Collalbo camminando sul marciapiede ed ammirando un ampio panorama sulle Dolomiti.



TRA VIGNETI E DOLOMITI
A quote inferiori, un facile anello corre tra boschi e vigneti delle pendici meridionali dell'altopiano di Renon offrendo, ai più allenati, la possibilità di una deviazione verso le piramidi di Soprabolzano - Oberbozen. I motivi di interesse di questa passeggiata, tutto sommato non proibitiva, sono molteplici e sono ancora più … validi durante l'autunno. Dal punto di vista panoramico, infatti, l'autunno regala colori unici sia ai vigneti sia ai boschi di latifoglie: ogni sguardo, quindi, sarà rallegrato da infinite sfumature di giallo, arancione e rosso. Dal punto  di vista "culinario", l'autunno è la stagione del torggelen e quindi i masi saranno in festa, pronti ad offrire i prodotti tipici di questa stagione, dalle castagne al vino nuovo, passando per la zucca.
Il percorso, però, è affascinante in ogni stagione anche se in estate, svolgendosi a quote medio basse, potrebbe essere segnato da temperature particolarmente elevate.
Si parte da un parcheggio situato a margine della strada principale verso Auna di Sotto, a monte dell'hotel Unterinner ed a valle del maso Plattner, in corrispondenza di una fermata dell'autobus.
Si attraversa e si cammina su una stradina asfaltata in direzione di Signato: durante le prime ore del mattino sarà difficile apprezzare il panorama verso il Catinaccio e le Torri del Vajolet ma quando il sole supera lo zenit la vista si fa sempre più appagante fino a diventare sontuosa nel tardo pomeriggio. In autunno, poi, con i colori dei vigneti e dei boschi di latifoglie ad incorniciare il panorama, il quadretto sarà indimenticabile. Senza grandi fatiche si cammina mantenendosi sempre ad una quota intorno agli ottocento metri. Boschi di latifoglie si intervallano a radure più o meno ampie, si ammirano, verso sud, Cornedo e la sua chiesetta tra boschi e vigneti. In circa tre quarti d'ora si arriva a Signato affrontando un breve strappo. Qui, seguendo le indicazioni, si cambia direzione e si prende a camminare verso est in direzione del maso Partschoner (1000 mslm circa) che si raggiunge in meno di mezz'ora. La vista è ora davvero ampia ed abbraccia appieno Torri di Vajolet, Catinaccio e Roda di Vael. Davvero spettacolare. In ombra, verso sud est, le pareti del Latemar.
Dal maso Partschoner in breve si fa rientro al punto di partenza affrontando però il tratto più tecnico del percorso: se fin qui si è camminato su asfalto e mulattiere sterrate, la traccia diviene qui più impegnativa, un vero sentiero di montagna tra radici e gradoni rocciosi. Verso la fine si evita di proseguire verso Auna di Sotto (Unterinn) ma si svolta verso destra prendendo in discesa verso il maso Plattner. In mezz'ora dal Parschoner si è nuovamente alla base. La camminata, in tutto, impiega per poco più di due ore.
Chi volesse camminare un po' di più trova senz'altro pane per i suoi denti. A Signato (840 mslm) si prende a sinistra in direzione di Bolzano e Soprabolzano, lungo il sentiero del castagno (Keschtnweg). Si scende nella gola del rio Rivellone abbandonando l'asfalto e percorrendo un sentiero che, a tratti ripido, perde alcune decine di metri di quota. Un ponticello in legno (760 mslm) consente l'attraversamento del torrente e segna il momento in cui si riprende a salire dapprima lungo una radura, poi nel bosco su quella che diventa un'ampia forestale. Si ignora la prima deviazione verso destra (nessuna segnalazione) e si asseconda invece la successiva: le indicazioni verso le piramidi di terra guidano verso nord. In circa 15' si arriva ad un belvedere da cui ammirare, e quasi sfiorare, una pittoresca formazione rocciosa (45' da Signato, 900 mslm circa).
Ma come nascono le piramidi di terra? La loro origine è davvero sorprendente.
"I pinnacoli sono formati da coni di materiale morenico su ciascuno dei quali poggia un grande masso creando singolari strutture di terra costituite da argilla morenica di origine fluvio-glaciale, residuo del ghiacciaio principale della Val Isarco e di alcuni ghiacciai locali secondari. Queste formazioni geologiche hanno la peculiarità di essere coese e compatte in condizioni di siccità, ma in quanto argillose, se esposte alla pioggia perdono stabilità e si sgretolano formando scarpate di 10 – 15 metri. I massi aderiscono all'argilla creando una barriera contro la pioggia, così che ad ogni precipitazione si verifica un inconsueto fenomeno: il materiale non protetto dai massi viene eroso e trasportato a valle facendo emergere letteralmente dal fondo le maestose piramidi di terra. È difficile definire il lasso di tempo entro il quale si può formare una piramide di terra, in quanto il fenomeno dipende da numerosi fattori. Così come è pressoché impossibile definire con precisione l’età delle piramidi di terra o che possono raggiungere. Una cosa però è certa: le piramidi di terra più belle e più grandi si sono formate nel corso di migliaia di anni. Una piramide di terra è destinata a scomparire rapidamente quando il cosiddetto „cappello“ cade dall’apice della colonna: in tal modo, privo di protezione, il materiale rimane esposto alle intemperie e la colonna si riduce ad ogni precipitazione. E mentre nel corso di questo processo una piramide di terra scompare, sulla scarpata se ne forma contemporaneamente una nuova" (da www.ritten.com).
Anche questa estensione della passeggiata offre la massima soddisfazione in autunno quando i colori accendono sia il bosco sia il sottobosco e si cammina su un letto di foglie di faggio, castagno ed altre latifoglie. Il ritorno a Signato, salvo si voglia proseguire verso gli altri gruppi di piramidi, fino alle porte di Soprabolzano Oberbozen, avviene sul percorso di andata.


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