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Signato, tra Bolzano e l'Altopiano di Renon (scorri la gallery!)
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Chiesetta di Santa Maria, sullo sfondo lo Sciliar
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Alpeggi a Longmoos
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Dolomiti dalla vetta
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Alpe di Villandro
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Abbazia di Sabiona
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Chiusa
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Abbazia di Sabiona
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Abbazia di Sabiona
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Vista sullo Sciliar
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Chiusa
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Longmoos
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Vigneti salendo al Renon
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Cavalli al pascolo
Lasciati Ispirare

In vetta al Corno di Renon

La fatica è tanta, tantissima, ma viene ripagata da incredibili soddisfazioni panoramiche. Salire sul Corno di Renon da Chiusa richiede impegno, capacità e tanta abnegazione: il dislivello da superare, infatti, supera i 1500 metri ed i più puristi digeriranno poco volentieri i tanti chilometri di asfalto che conducono da Chiusa fino alla malga Gasser dove inizia lo sterrato che porta, tra alpeggi e radi boschi di conifere, fino alla vetta del Corno di Renon. Vetta in sé poco romantica, visti gli impianti ed i ripetitori, ma garanzia di un panorama più unico che raro: ad est, Sella, Sassolungo, Sassopiatto, Odle, Latemar. A sud la valle dell’Adige e le Dolomiti di Brenta, ad ovest le cime della val Venosta, a nord gli sterminati spazi dell’alpe di Villandro e le vette di confine. Trecentosessanta gradi di emozioni!
La discesa poi è davvero divertente, sterrata fino a Pemmern e asfaltata fino a Bolzano.
I più attenti avranno notato che partenza ed arrivo non coincidono: suggeriamo, infatti, di sfruttare il servizio treno+bici per abbreviare un percorso già impegnativo senza caricarlo di un lungo trasferimento lungo la pur affascinante ciclabile della val d’Isarco.
La partenza è dunque fissata a Chiusa (525 mslm), romantica cittadina nel cuore della val d’Isarco, alle porte di Bressanone. Vi si arriva in meno di mezz'ora di treno, partendo da Bolzano. Seguendo le indicazioni per Villandro si prende velocemente a salire su pendenze ragguardevoli distratti solo da un bel panorama sui vigneti e sull’imponente abbazia di Sabiona.
La salita non molla mai e conduce ai 1600 mslm di malga Gasser (km 16.2). Qui cessano sia l’asfalto sia la coesistenza con le auto: si sale su sterrato, su pendenze mai impossibili zigzagando lungo le pendici settentrionali del Corno di Renon che spicca dall’alto dei suo 2200 metri di altezza.
Raggiunta questa vetta (km 22) è il momento di godersi la lunga discesa. Su sterrato si passa dal rifugio Feltuner, si risale leggermente fino all’arrivo della funivia che sale da Pemmern e si scende poi ancora tra boschi e radure fin proprio a Pemmern (7.2 km di discesa, 1540 mslm).
Qui si ritrova l’asfalto che non si lascerà fino al rientro a Bolzano (ulteriori venti chilometri di discesa): tutta questa discesa regala splendidi scorci sulle Dolomiti e pertanto richiederà diverse soste fotografiche. In vetta Sassolungo e Sassopiatto prenderanno la scena mentre dopo Pemmern saranno le Odle ad offrire gli scorsi più suggestivi. Più in basso sembrerà invece di sfiorare lo Sciliar e l’inconfondibile Punta Santner.
Impagabile anche l’alternarsi di ambienti: praterie d’alta quota, boschi di conifere, latifoglie e poi addirittura i vigneti!
Percorso che merita anche sul finire di stagione quando, come testimoniano le foto, l'autunno si accende in mille colori!

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