
da Innsbruck a Jenbach, dalla Nordkette alle cittadine di Hall e Schwaz
La prima tappa del nostro cicloviaggio da Innsbruck a Wasserburg am Inn, in Germania, si è conclusa a Jenbach che, diciamolo subito, è stata la nota meno interessante della giornata.
Privo di grandi motivi di interesse, ma porta di accesso all'Achensee, Jenbach si è rivelato utile dal punto di vista del chilometraggio (si trovava strategicamente a circa 40 km da Kufstein ed altrettanti da Innsbruck) ma non ha regalato grandi emozioni anche per la chiusura di quello che doveva essere il miglior ristorante del paese, Seppi am Kienberg. A posteriori avremmo soggiornato più volentieri a Stans, abitato più genuinamente rurale e verdeggiante, situato circa cinque chilometri ad ovest di Jenbach.
Il castello di Tratzberg
Tra Stans e Jenbach, si trova il castello di Tratzberg, in posizione sopraelevata sul fondovalle, immerso nei boschi del versante orografico sinistro della valle dell'Inn. E' uno dei più importanti monumenti artistici e culturali del paese, considerato un perfetto esempio di architettura di transizione tra il tardo gotico e il primo Rinascimento nelle regioni alpine.
Le prime testimonianze storiche documentano l'esistenza di una fortezza medievale in questa esatta posizione già nel 1296, nata principalmente con funzioni di difesa doganale al confine con la Baviera. Successivamente, l'imperatore Massimiliano I la utilizzò come residenza di caccia personale. Verso il 1490 la struttura originaria fu quasi interamente distrutta da un grave incendio. Nel 1499 lo stesso imperatore cedette le rovine ai fratelli Veit-Jakob e Simon Tänzl in cambio del castello di Berneck. I fratelli Tänzl, arricchitisi notevolmente grazie alle quote delle vicine miniere d'argento di Schwaz e nominati nobili poco dopo, avviarono nel 1500 una colossale ricostruzione. Nel giro di otto anni edificarono un complesso a quattro ali su tre piani, arricchito da un cortile interno, porticati, scale a torre e splendidi dettagli in marmo di Hagau.
La proprietà passò di mano diverse volte nel corso dei secoli successivi. Nel 1553 gli eredi dei Tänzl vendettero la struttura al cavaliere Georg von Ilsung, il quale portò a termine l'ala nord e commissionò le caratteristiche pitture facciali che ancora oggi decorano il cortile interno. In seguito, la fortezza passò alla celebre famiglia di mercanti Fugger, che lasciò la propria impronta in ambienti come la Fuggerstube. Dopo ulteriori passaggi di proprietà che videro coinvolte le famiglie Stauber-Imhof, Von der Halden e Tannenberg, il castello subì pesanti saccheggi e danni agli arredi interni nel 1809 da parte delle truppe bavaresi durante le guerre napoleoniche.
La rinascita del castello avvenne nel 1847, quando fu acquisito per via ereditaria dalla famiglia Enzenberg. I nuovi proprietari scelsero di farne la propria residenza principale, avviando profondi e meticolosi interventi di restauro conservativo che si sono tramandati fino a oggi. Attualmente il castello è di proprietà del conte Ulrich Goëss-Enzenberg e di sua moglie Katrin, che continuano ad abitarlo pur avendone aperto una vasta porzione al pubblico per visite turistiche.
Gli interni aperti ai visitatori custodiscono arredi d'epoca originali di inestimabile valore storico. Tra le sale principali spicca la maestosa Habsburgersaal, contenente un celebre dipinto murale che raffigura l'albero genealogico della Casa d'Asburgo. Si possono inoltre ammirare rari mobili gotici e rinascimentali, la camera della regina Anna di Boemia, i salotti femminili, l'armeria con collezioni di armi risalenti al quindicesimo e sedicesimo secolo e la cappella del castello, dotata di un altar maggiore del 1750 dedicato a Santa Caterina d'Alessandria.
Innsbruck
Riavvolgendo il nastro della giornata, però, torniamo al punto di partenza e cioè Innsbruck, città che - già dal nome - evidenzia un profondo legame con il fiume Inn. Innsbruck, infatti, deriva da "Inn" e da "brücke" che in tedesco significa ponte.
Per la nostra pedalata abbiamo attraversato le strade principali di Innsbruck portandoci lungo il corso dell'Inn proprio nei pressi del celebre Tettuccio d'oro, "Goldenes Dachl".
Da qui la ciclabile dell'Inn (Innradweg) segue fedelmente il corso del fiume per svariati chilometri attraversando i sobborghi di Innsbruck che - in alcuni casi - si rivelano davvero piacevoli sia per apprezzare sia l'eleganza di diversi quartieri sia per i tanti parchi e giardini che si trovano tra la città e la campagna.
Prima di lasciare la città, però, non si può non visitarla con attenzione. Le sue origini risalgono all’epoca romana, ma è nel Medioevo che Innsbruck assume un ruolo centrale grazie alla costruzione del ponte sull’Inn. Nel XV secolo, sotto l’imperatore Massimiliano I, la città diventa sede imperiale e conosce un periodo di forte crescita, testimoniato da numerosi edifici ancora visibili nel centro storico.
Tra i principali punti di interesse:
- il Tettuccio d’Oro (Goldenes Dachl): simbolo della città, è un loggiato decorato con oltre 2.600 tegole di rame dorato, costruito nel 1500 per volontà di Massimiliano I. Si affaccia sulla Herzog-Friedrich-Straße e ospita un piccolo museo dedicato all’imperatore e alla storia della città;
- la Torre Civica (Stadtturm): situata accanto al Tettuccio d’Oro, fu costruita nel XV secolo come torre di guardia. Alta circa 51 metri, offre una vista panoramica sul centro storico e sulle montagne circostanti. La salita è possibile tramite una scala interna di 148 gradini. Si articola su una doppia spirale, una per la salita, una per la discesa;
- la Hofburg di Innsbruck: residenza imperiale degli Asburgo, fu trasformata in stile rococò nel XVIII secolo per volere di Maria Teresa d’Austria che però non vi fece quasi più ritorno dopo la morte del marito Francesco Stefano: nella stanza dove morì fece realizzare una cappella. E' seconda per rilevanza solo a quella di Vienna. Al suo interno si trovano la Sala dei Giganti, gli appartamenti imperiali e una cappella di corte. La Hofburg è oggi un museo visitabile, con percorsi dedicati alla storia della città e della dinastia asburgica;
- Hofkirche: chiesa gotica che ospita il monumento funebre di Massimiliano I, con una serie di statue in bronzo a grandezza naturale;
- la cattedrale di San Giacomo (Dom zu St. Jakob) è la chiesa principale di Innsbruck e uno degli edifici religiosi più significativi del Tirolo. Situata nel centro storico, a pochi passi dal Tettuccio d’Oro, la cattedrale è un esempio di architettura barocca austriaca, ricostruita nel XVIII secolo su una struttura romanica preesistente. L’interno è caratterizzato da una navata luminosa, decorazioni in stucco e affreschi del pittore bavarese Cosmas Damian Asam. L’altare maggiore ospita l’icona della Madonna Ausiliatrice, un’opera del 1570 attribuita a Lucas Cranach il Vecchio, molto venerata nella regione. Tra gli elementi di rilievo spiccano le due torri gemelle, che caratterizzano lo skyline della città, il pulpito barocco, finemente scolpito, ed il monumento funebre dell'arciduca Massimiliano III, in marmo nero ed alabastro.
Hall in Tirol
La prima sosta è stata Hall in Tirol, a circa dieci chilometri da Innsbruck.
Si lascia la ciclabile e si entra nella cittadina il cui centro storico - il più vasto quartiere di origine medievale dell'intero Tirolo (la cui conservazione è stata oggetto di riconoscimenti e premi) - si trova sulla sommità di una ripida collina. Tra il fiume ed il centro, però, si trova Castel Hasegg, dove l'arciduca Sigismondo d'Austria trasferì la zecca principesca nel 1477. Qui venne dunque coniato il primo tallero, una moneta d'argento di grande diametro che ha rivoluzionato la storia monetaria europea. Oggi nel castello, un tempo presidio lungo il fiume, si trova il Museo della Zecca.
La storia di Hall si lega indissolubilmente al commercio del sale e dell'argento. Menzionata per la prima volta nel 1232 per via delle sue saline nella Halltal, riceve il diritto civico nel 1303, diventando il fulcro mercantile della regione. Il sale, estratto fino al 1967, veniva esportato in gran parte d'Europa ed è tuttora rappresentato nello stemma cittadino da due leoni che sorreggono un barile.
Nel cuore del centro storico si incontra anche il Museo delle Miniere, che ricostruisce fedelmente l'ambiente sotterraneo dei minatori di sale con cunicoli, pozzi e scivoli.
Il patrimonio artistico e religioso è rilevante. Nella piazza superiore si erge la Chiesa parrocchiale di San Nicola, in stile gotico. Poco distante si trovano la Basilica del Sacro Cuore, caratterizzata da elementi rinascimentali, e la chiesa di Ognissanti, primo esempio di architettura barocca nel Tirolo settentrionale. Nella zona sud-est sorge infine la Chiesa del Salvatore, nota per un prezioso affresco del Giudizio Universale risalente al 1418.
Schwaz
Seconda e ultima sosta di giornata, Schwaz, sulla riva destra dell'Inn, a venti chilometri da Hall in Tirol, circa trenta da Innsbruck ed una decina dall'arrivo della tappa a Jenbach.
L'arrivo della pista ciclabile è davvero scenografico perché le torri della cittadina svettano sui campi mentre a sud della città s'impone la sagoma del castello Freundberg.
Il nome della località viene citato ufficialmente per la prima volta come Sûates in un documento di donazione datato tra il 930 e il 931. Nel dodicesimo secolo i signori di Freundsberg edificarono l'omonimo castello per proteggere la zona e in seguito ottennero il permesso di istituire un mercato settimanale.
Il momento di massimo splendore e rilevanza internazionale per Schwaz si concentrò tra il quindicesimo e il sedicesimo secolo. In questo periodo la cittadina divenne il fulcro europeo dell'estrazione dell'argento e del rame. La straordinaria ricchezza mineraria del sottosuolo finanziò in larga parte le attività della potente famiglia di banchieri Fugger e, di riflesso, l'ascesa finanziaria e politica degli imperatori d'Austria. Grazie all'indotto generato dalle miniere, la popolazione crebbe a tal punto da raggiungere circa ventimila abitanti, un numero che rese Schwaz la seconda città più grande dell'intero Impero Asburgico dopo la capitale Vienna. Oggi Schwaz mantiene l'antico status di città capoluogo e conta poco meno di quattordicimila residenti.
L'economia locale, pur conservando un forte legame con il proprio patrimonio storico attraverso il turismo e la vecchia miniera d'argento aperta al pubblico (Silberbergwerk), si basa sulla presenza di importanti realtà industriali nei settori degli abrasivi, dei sistemi di verniciatura e della gestione ambientale.
Una volta lasciata Schwaz ci si riporta sulla sinistra del fiume Inn (che si era superato per entrare nel centro di Schwaz) e si continua a pedalare in direzione di Jenbach con una possibile deviazione per la rurale Stans, quieta e placidamente adagiata su un morbido pendio.
Attenzione all'arrivo a Jenbach: il finale propone una salita non indifferente, pur se breve, per portarsi dalla pista ciclabile alla strada principale del paese che conduce poi in centro dove si trovano un grande hotel e diversi ristoranti di vario livello. Seppi am Kienberg, invece, si trova alle porte del paese, proprio sulla strada che conduce a Stans.
In termini atletici, la giornata non è impegnativa per chiunque abbia un minimo di allenamento ma richiede - per i più piccoli - un certo sforzo. Lungo i quaranta chilometri del percorso, non ci sono grandi salite (eccezion fatta per l'arrivo a Jenbach) ed è praticamente impossibile perdersi dato che le indicazioni guidano puntalmente ad ogni bivio o incrocio.
Il paesaggio passa gradualmente dal contesto urbano di Innsbruck alla dimensione rurale della valle dell'Inn, tra campi coltivati e boschi ripariali. S'incrociano anche diverse fattorie e ci si accosta spesso alla linea ferroviaria.
Il viaggio, durato quattro giorni e svoltosi in compagnia di Giulio, 9 anni, è stato raccontato in queste pagine, dedicate ognuna ad una tappa (clicca per aprire le varie descrizioni):
- da Innsbruck a Jenbach;
- da Jenbach a Kufstein;
- da Kufstein a Rosenheim, in Germania;
- da Rosenheim a Wasserburg am Inn.
La descrizione cicloturistica del percorso è qui: www.cicloweb.net/ispira/ispira/itinerari103.htm mentre cliccando questo link, www.cicloweb.net/guide/g-non-solo-nord-italia/nsinnradweg.htm, si possono approfondire i dettagli delle località incontrate lungo l'intero percorso.