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dai vigneti di Caldaro alle pendici del Renon, pedalate d'ogni tipo
Oltradige è una vasta area compresa tra la città di Bolzano ed i confini meridionale della provincia, un tempo era indicata sui depliant turistici come il Giardino del Sud Tirolo.
Rientrano in questo ambito, nei dintorni di Bolzano, il lago di Caldaro, i luoghi lungo la Strada del Vino, il Parco Naturale del Monte Corno con le famose gole del Bletter e le straordinarie pendici dell'altopiano del Renon. Tra questi verdi pendii dal profilo dolce e sinuoso si nascondono pittoreschi borghi ed imponenti castelli medioevali.
E numerose sono le opportunità per pedalare in bicicletta, mountain bike o gravel su morbidi percorsi collinari o impegnative ascese.
La bellezza del territorio acquista ancora più valore grazie a servizi capillari e offerte interessanti per i visitatori: i noleggi, ad esempio, sono una certezza in tutto l’Alto Adige, con diversi fornitori che mettono a disposizione svariati punti per l’affitto oltre a settemila biciclette e cinquecento e-bike, per chi preferisce la pedalata assistita.
E per un soggiorno il più possibile ecologico, c’è la BikeMobil Card: si tratta di un biglietto combinato, che comprende l’utilizzo di tutti i mezzi del Trasporto Pubblico Integrato Alto Adige e il noleggio per un giorno di una bicicletta, grazie alla partnership con “Bici Alto Adige”. La card è disponibile in versione giornaliera, per tre o sette giorni consecutivi (la bici può essere restituita in uno dei qualsiasi punti di noleggio partecipanti all’iniziativa senza sovrapprezzo – www.mobilcard.info).
GIRO DEL LAGO DI CALDARO
Venticinque chilometri sostanzialmente pianeggianti permettono di compiere il percorso attorno al lago di Caldaro.
Si parte e si arriva presso gli stabilimenti Lido.
Si prende in direzione nord verso la trattoria Geier: si spinge la bici per circa duecento metri di sentiero (nr.3) e poi in rapida successione si gira a sinistra, destra ed ancora destra per raggiungere il versante orientale del lago di Caldaro. Qui si gira nuovamente a destra per imboccare la carrozzabile che porta al Klughammer - Campi al Lago, godendo di una bella vista sulla rovina di Castel Chiaro. Si passa per il biotopo di Caldaro e da una zona militare.
Dopo una curva a sinistra (segnale Gmund) si prosegue diritto per una strada agricola verso sud.
Si attraversa la provinciale Ora - Termeno e si continua lungo una strada tra i frutteti che si immette sulla carrozzabile che proviene dall'autostrada. Al seguente incrocio si gira a destra in direzione di Termeno e dopo il sottopassaggio della seconda strada agricola si gira a destra e quindi nuovamente in direzione nord.
Si percorre un tratto della provinciale Ora - Termeno, si piega a destra poi a sinistra e si risale la strada agricola.
Circa cinquanta metri dopo una curva a destra si svolta a sinistra e, dopo il deposito munizioni - zona militare, si torna al biotopo lago di Caldaro.
Qui si sale a sinistra fino alla parte occidentale del lago: poco prima di immettersi sulla provinciale si sale a destra per una stradina immersa nei frutteti e dopo circa settecento metri si gira a sinistra, si attraversa la strada principale e tenendosi leggermente a destra si sale su un tracciato di strada antica.
In seguito si spinge la bici lungo un marciapiedi sopraelevato, si prosegue sino al successivo marciapiede sino alla chiesetta di San Giuseppe al Lago. Qui si gira a destra, poi si prosegue per tornare al punto di partenza.
Media difficoltà. Per mountain bike.

A CASTELVECCHIO - ALTENBURG
Ponendo la base a San Giuseppe al Lago, frazione di Caldaro, è possibile disegnare un percorso circolare di una ventina di chilometri, con dislivello di circa cinquecento metri, che regala una bella gita tra boschi e vigneti, oltre ad una suggestiva vista sul lago di Caldaro.
Dalle rive del lago si risale fino alla provinciale e qui si prendono le indicazioni escursionistiche per la gola Rastenbachklamm, deviando dalla (trafficata) SP14 appena a valle dell'hotel Seeperle. Si percorre così, in buona salita, via Rastenbach, superando il parcheggio escursionistico a servizio della gola (km 1.5 dal Lido di Caldaro).
Sempre su via Rastenbach si pedala in falsopiano verso nord, prendendo via Barleit che conduce fino alle porte di Caldaro paese. Percorsa via Europa si svolta a sinistra per fare duecento metri lungo la SP15 che porterebbe al passo della Mendola: il giro, invece, prevede di girare subito a sinistra lungo via Castelvecchio (Altenburgerweg) che in moderata salita, ora in un ombroso bosco di latifoglie, arriva fino a Castelvecchio (Altenburg) in meno di quattro chilometri (totali 8.7 km).
Vale la pena fermarsi ed ammirare il panorama: lasciata la bici alla chiesetta, circondata dai vigneti, si possono fare pochi passi verso est per guadagnare un'ampia vista sulle colline attorno a Caldaro, sul suo lago, sui vigneti e - sullo sfondo - verso le Dolomiti.
Dopo la sosta panoramica ci si rimette in sella per scendere rapidamente a Termeno (km 13.5) e lì prendere la pista ciclabile che riporta al punto di partenza.


(Autunno attorno al lago di Caldaro)
PIANA ROTALIANA
I sessanta chilometri di percorso, privi di sensibili variazioni altimetriche, si snodano attraverso i ricchi vigneti della Piana Rotaliana: da queste uve si ricava il celebre Teroldego.
Si parte dal parcheggio situato 1.5 km a sud di Ora, al lato della strada statale, si segue la ciclabile dell'Adige per circa un chilometro in direzione sud. All'altezza di Egna si attraversa il ponte e prima della stazione ferroviaria si gira a sinistra.
Alla seconda strada si volta a destra per passare sul versante opposto della valle. Si piega a sinistra e si prosegue sino ad imboccare la terza strada a sinistra che si percorre fino all'incrocio Salorno - Roverè della Luna.
Si prende la direzione per Roverè della Luna (destra) fino a giungere all'abitato: la strada che lo attraversa è in leggera salita.
Dopo trecento metri si prende a sinistra via Rosmini, in direzione Mezzocorona.
Si scende nuovamente nel fondovalle e dopo circa 1.5 km a sud, direttamente ai piedi della montagna nei pressi di una cava di ghiaia, si gira a sinistra in una strada agricola, percorrendola fino a metà della vallata per poi dirigersi a Mezzocorona.
All'ingresso della cittadina si piega a sinistra (via San Marco) e poi nella seconda strada di nuovo a sinistra (sempre via San Marco) giungendo dopo circa cinquecento metri ad un crocevia con un capitello, lì si gira a destra.
Dopo solo cento metri si gira a sinistra in via Rovereto. Sempre diritto, attraverso incroci e binari, si arriva alla via di Sant'Antonio che conduce in via Teroldego, nei pressi di una distilleria.
Si gira a destra in direzione di Mezzolombardo fino al ponte sul fiume Noce. Si prosegue a sinistra sull'argine sinistro del Noce (biotopo La Rupe) fino al ponte in cemento armato nei pressi di Zambana.
Qui si gira a sinistra e per la strada principale si raggiunge il ponte sull'Adige.
Subito dopo si gira a sinistra e si prende la ciclabile dell'Adige che riconduce al punto di partenza.
DA MERANO AL LAGO DI CALDARO
L'itinerario inizia alla stazione ferroviaria di Merano e prosegue fino al Lido, dove atraversa il fiume e continua affianco all'ippodromo di Merano Maia fino a via Palade proseguendo fino ad un chiosco.
Da lì il percorso conduce da via Caserme attraverso via Cadorna per arrivare in via Roma.
Si viaggia paralleli al rio Nova ed ai binari fino a poco prima del sottopassaggio dell'ingresso alla MeBo. Da questo punto l'itinerario continua lungo la vecchia strada statale fino al paese di Postal. All'incrocio vicino all'hotel Gunther si gira a destra verso la stazione ferroviaria di Lana-Postal. Arrivati alla stazione, la pista ciclabile prosegue in direzione di Gargazzone.
Da qui la pista scorre sempre tra il tracciato ferroviario ed il corso del fiume Adige. Prima di Firmiano, dove si attraversa l'Adige in direzione di Cornaiano, si può deviare verso Nalles o verso il Museo della Montagna di Reinhold Messner.
Da Firmiano la pista ciclabile conduce fino a Frangarto ed Appiano. Ultimo sforzo per raggiungere le rive del lago di Caldaro dove si può anche fare un bel bagno!
In totale, circa 45 km ed un dislivello in discesa di cento metri (vari saliscendi, però!).
APPIANO - PREDONICO
Solo quindici chilometri ma un buon dislivello, circa quattrocentosettanta metri, per questa escursione in mtb. Severo il tratto iniziale, con pendenze che arrivano al 10%.
Appena al di sopra dell'albergo Kreuzstein, in località Appiano/Monte, si gira a sinistra nella forestale e la si risale per quattro chilometri, fino ad un bivio.
Si svolta a sinistra e si prende la forestale Buchberg: al termine di questa strada si spinge per qualche centinaio di metri la bici lungo un sentiero nel bosco (n.11).
Ci si congiunge poi con l'altra forestale che diviene asfaltata e conduce a Predonico (Perdonig in tedesco): da qui la strada principale riporta al punto di partenza.

PASSO MENDOLA
L'altitudine raggiunta non è ragguardevole ma comunque un buon test o un buon allenamento può essere fatto sulle strade che in venticinque chilometri portano dal centro di Bolzano al passo della Mendola, uno dei valichi di confine tra Alto Adige e Trentino. Un altro stimolo a pedalare su questo percorso è il panorama dal passo: se il tempo è favorevole, si possono ammirare i monti dell'Alto Adige da un bel terrazzo naturale .
Da Bolzano (262 mslm) si raggiunge agevolmente San Michele (450 mslm, 10 km) e poi, in 14 km con pendenze impegnative fino a picchi del 10%, il passo a quota 1363 mslm.
Dal passo, già in territorio trentino, si può salire - in mtb o gravel - per quattro chilometri fino alla cima del monte Penegal. Arrivando da Bolzano si attraversa l'Oltradige passando attraverso i castelli di Appiano e la bella cittadina di Caldaro: attorno ai paesi, rigogliosi vigneti!
Il dettaglio della salita, con le altimetrie chilometro per chilometro, si verifica grazie al sito www.salite.ch (clic)

SUI PENDII DELLA MENDOLA
Sulle montagne di Caldaro, poco prima dell'inizio del bosco di Castelvecchio (zona sportiva) si prende a destra la forestale nr.523 in direzione dei Masi Ziegel. Dopo circa 2.5 km si gira a destra nella forestale di Sant'Antonio che sale sino alla sommità dell'altura. Si prosegue sulla medesima che riporta, dopo una lunga discesa, al punto di partenza.
Dieci i chilometri di percorso con un dislivello totale di 270 metri.

FAVOGNA
La salita a Favogna prende le mosse dal fondovalle, dai meleti ai piedi di Termeno e Cortaccia ed inizia salendo proprio verso quest’ultimo paese, elegante e caratteristico. Qui le pendenze si impennano: dieci chilometri impegnativi, dapprima tra i vigneti poi tra latifoglie e conifere fino a scollinare a Favogna Alta (1174 mslm).
Superata una verdeggiante radura, in circa un chilometro, si arriva dove termina la provinciale (segnale di strada senza uscita) e dove sorge la chiesetta di San Leonardo, al cospetto del Monte Cucco e della Cima Roccapiana.
Il dislivello – da Cortaccia - è di circa ottocento metri, colmato in modo molto diseguale: la salita, infatti, alterna tratti al 15% a falsopiani. Il momento più impegnativo si ha tra il terzo ed il sesto chilometri.
I dettagli del profilo altimetrico cliccando qui: http://www.salite.ch/002625.asp?Mappa=
Per conoscere Favogna, visita questa pagina di www.cicloweb.net (clic)


(In val Sarentino)
PASSO PENNES
Ad oltre 2200 metri di quota si apre nelle creste d'alta quota un valico: è passo Pennes, confine tra la val Sarentino ed il bacino della val d'Isarco. L'ascesa, partendo da Bolzano, è lunga e diluita tra lunghissimi tratti pianeggianti e sprazzi in salita fino al crescendo finale. In uscita da Bolzano, l'attenzione è tutta per Castel Roncolo: attenzione, però, le frequenti e lunghe gallerie rendono davvero poco consigliabile una partenza dal capoluogo altoatesino, meglio dunque iniziare a pedalare nel verde, tra prati e malghe della val Sarentino.
Ci si riscalda - volendo - per oltre quindici chilometri partendo da Sarentino: fino a Rio Bianco, dove ha inizio la vera salita, infatti, si fa poca fatica.
Da Rio Bianco, invece, le cose cambiano: qui, a 1355 mslm, la strada vira verso est e prende a salire. Inizialmente la salita è morbida: fino al km 6 non si supera una media del 4% ma dal km 6 al km 14 l'ascesa è severa e propone una pendenza costantemente in crescita. Dall'8% al 9% (dato km su km) fino al penultimo chilometro ad oltre il 10% di media. Il finale si alleggerisce leggermente ma solo a 2211 mslm, al cartello del passo, ci si può davvero rilassare.
Per godere di nuovi panorami si può scendere in picchiata verso la bella Vipiteno e rientrare a Bolzano lungo la ciclabile della val d'Isarco (più di 50 km) oppure in treno.
E' un itinerario che porta a conoscere un Sud Tirolo diverso, senza profili dolomitici e grandi flussi turistici, ma piuttosto aspro, selvaggio e, specie in quota, dominato da vette tondeggianti, rocce e grandi spazi, più tipici del Tirolo austriaco.
Sul sito www.salite.ch l'altimetria dell'ascesa al passo partendo da Vipiteno. Il profilo altimetrico del versante di Bolzano - val Sarentino è dettagliato su questa pagina.
Clicca sul logo Kompass per aprire una mappa della salita da Rio Bianco.

AL MONTE CORNO
Punto di partenza è Trodena, verso la val di Fiemme: si prende il sentiero Pichala in direzione Runggan e per l'omonima forestale si arriva al rio Trodena. Qui si gira a destra e si scende sino al bivio da dove si prende la strada che sale a sinistra verso Siebenstirn. Si prosegue sino a Gampen per giungere ad un incrocio dove si gira a sinistra in direzione di Goldbrunnen (Fontana d'Oro) e della malga Krabes.
Raggiuntala, si prosegue per la strada numero 9 in direzione Masi Pausa Bedolli. Poco prima di arrivare ai masi si abbandona la traccia 9 (diventa un sentiero) e si prosegue per la strada che passa tra i masi fino al passo Cisa.
Si sale quindi fino al rifugio Monte Corno (1710 mslm): ad un bivio tenersi sulla destra e proseguire verso il lago Nero (1717 mslm). Tenersi ancora sulla destra e per un sentiero nel bosco si fa ritorno al rifugio Monte Corno. Circa cinquecento metri prima del rifugio si piega a sinistra, si scende al passo Cisa e poi a Trodena per il sentiero E5.
In totale i chilometri sono trenta, con un dislivello di seicento metri.
Salita impegnativa per mountain bike.

LA SALITA ALL'ALTOPIANO DEL RENON
Una serie di tornanti attraverso i vigneti del Santa Maddalena prende quota rapidamente dalle porte della città di Bolzano.
Obiettivo è raggiungere i panoramici paesi dell'Altopiano del Renon: vi si arriva con un'impegnativa salita che regala grandi soddisfazione panoramiche, in particolare durante l'autunno.
Dapprima si ammirano la val d'Isarco, i suoi borghi ed i suoi castelli, successivamente lo sguardo inizia ad abbracciare le Dolomiti ladine: Catinaccio, Vaiolet e poi Sassolungo e Sassopiatto si stagliano nell'orizzonte regalando scenari indimenticabili.
Su strada, superata Collalbo, si può raggiungere la frazione di Pemmern. In mtb, invece, si può pensare di salire anche oltre, fino alla vetta del Corno del Renon dalla quale ampliare ulteriormente i propri orizzonti e, magari, studiare una discesa via Villandro e Chiusa.
Cliccando questo link un'interessante idea per una giornata treno + mtb!
All'altopiano del Renon, altimetria da www.salite.ch
Clicca sul logo Kompass per aprire una mappa della salita da Bolzano a Pemmern.

VECIA FEROVIA
Partiamo con un'altimetria: Passo San Lugano, da Ora
Se si preferisce stare lontani dal traffico, al passo San Lugano si arriva anche percorrendo la pista ciclabile della Vecia Ferrovia che, come suggerisce il nome, ripercorre il sinuoso andamento della strada ferrata che portò locomotive e vagoni dalla valle dell'Adige fino alla val di Fiemme dal 1917 al 1963.
L'itinerario della Vecchia Ferrovia della Val di Fiemme (o Vecia Ferovia) rappresenta uno dei percorsi più iconici per la gravel e la MTB.
Il tracciato - se si considera la versione "da gara" seguita da una competizione storica - si sviluppa per circa trentadue chilometri, partendo da Ora (225 m) e culminando a Molina di Fiemme, passando per il valico di Passo San Lugano (1099 m).
La versione breve, invece, misura una ventina di chilometri.
Il punto di forza di questo itinerario è la costanza delle pendenze, progettate originariamente per le locomotive a vapore. Da Ora si risale verso il passo San Lugano con una pendenza media che si attesta intorno al 3-4%. La salita è regolare e non presenta strappi violenti, rendendola ideale per un ritmo costante in sella a una gravel o una mountain bike.
Si parte su asfalto attraversando gli abitati di Pinzano e Montagna per circa sei chilometri. Successivamente si imbocca il tratto sterrato su fondo compatto e scorrevole che prosegue per quattordici chilometri fino al passo. Dopo lo scollinamento a San Lugano, il percorso alterna tratti di pista ciclabile asfaltata a strade forestali sterrate in discesa per circa sette chilometri, con un ultimo chilometro di risalita su sentiero scorrevole prima di raggiungere l’arrivo a Molina di Fiemme, in località Piazol.
L'itinerario è un museo a cielo aperto di archeologia ferroviaria e biodiversità, visto che passa anche attraverso il Parco Naturale Monte Corno e il Biotopo di Castelfeder. Quest'ultimo s'incontra quasi subito: è una collina porfirica tra Ora e Montagna caratterizzata da resti di fortificazioni preistoriche e romane, circondata da roverelle e prati aridi (ne parliamo qui: www.cicloweb.net/guide/g-altoadige/nscastelfeder.htm.
Procedendo nella salita si attraversano cinque gallerie originali, oggi recuperate e illuminate con sensori di movimento, che mantengono intatto il fascino del tracciato ferroviario.
Uno dei punti più spettacolari è il viadotto di Gleno, un'imponente opera in pietra che offre un balcone panoramico sulla Bassa Atesina e sui vigneti di Pinot Nero tipici della zona di Montagna. Lungo la via si possono scorgere le antiche pietre chilometriche e le vecchie stazioni ferroviarie (come quella di Kalditsch/Doladizza), che oggi servono da punti di riferimento storici.
Il paesaggio muta progressivamente dai vigneti soleggiati della valle dell'Adige ai boschi di conifere più freschi e densi man mano che si guadagna quota verso San Lugano, offrendo un'esperienza immersiva nella natura del Trentino-Alto Adige.
Il fondo si mantiene generalmente ottimo e adatto anche a biciclette non ammortizzate, purché dotate di pneumatici di sezione adeguata allo sterrato.


(Primavera lungo la Vecia Ferovia)
AL COLLE
Vero e proprio paradiso dell'outdoor dei bolzanini, il Colle è anche una bella salita da fare in bici.
Salire verso il Colle (Kohlern) da Bolzano rappresenta una delle sfide più verticali e iconiche per chi pedala in Alto Adige. Non si tratta di una semplice passeggiata, ma di una ascesa che si sviluppa lungo il versante settentrionale del Monte Pozza, noto per ospitare la prima funivia al mondo per il trasporto di persone, inaugurata nel 1908.
La scalata inizia solitamente nei pressi della stazione a valle della funivia, a un'altitudine di circa 265 metri. Da qui, per raggiungere la località Colle di Villa a circa 1100 metri, si affrontano poco più di nove chilometri di asfalto. La caratteristica principale di questa salita è la severità del gradiente: la pendenza media si attesta intorno al 9-10%, ma il dato è ingannevole poiché il tracciato è disseminato di rampe che toccano costantemente l'11-12%, con punte ancora più aspre.
Il percorso si snoda lungo una strada stretta e ben ombreggiata, che risale il fianco della montagna con una serie ritmata di tornanti. Man mano che si guadagna quota, la vista si apre in modo spettacolare sulla conca di Bolzano, sulla confluenza tra l'Isarco e l'Adige e, verso nord, sulle vette del gruppo di Tessa e dell'Altopiano del Renon.
La vegetazione cambia rapidamente, passando dai vigneti di fondovalle a boschi misti di latifoglie e, infine, a fitti boschi di castagni e conifere.
Una volta raggiunto l'abitato del Colle, l'atmosfera cambia drasticamente: il fermento urbano di Bolzano lascia il posto a una quiete alpina d'altri tempi. Si procede tra antiche case di villeggiatura in stile Liberty e locande storiche.
Per chi utilizza una gravel o una mountain bike, il Colle non è solo un punto di arrivo, ma una porta d'accesso verso la rete di sentieri che portano al Monte Pozza (1615 m) o verso i trail tecnici che ridiscendono in valle, come il celebre sentiero numero 4, riservato a chi possiede ottime doti di guida nel fuori strada.

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E d'inverno, con le ciaspole in Alto Adige - SudTirol grazie a www.ciaspole.net