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I passi di Donegani

Se è bello concatenare passi e valichi alla ricerca di itinerari circolari probanti e di soddisfazione, può anche essere interessante pensare di scoprire, attraverso le strade, la storia dei territori o le curiosità a questi legate.

E cosa unisce il passo dello Stelvio ed il passo dello Spluga?
I due valichi sono situati alle due estremità della provincia di Sondrio. Lo Stelvio, interamente sotto l'Impero Austroungarico all'epoca della costruzione, fu per un breve periodo valico tra la Lombardia italiana e l'Alto Adige austroungarico (durante la Grande Guerra l'intreccio di confini di questa zona fece vacillare la neutralità svizzera, perché a breve distanza dallo Stelvio si sconfina nel Cantone dei Grigioni), ed è oggi un valico tra due regioni e due province. Il passo dello Spluga è un valico internazionale oggi, come al momento della costruzione. Si può dire che oggi sia uno dei meno trafficati passi tra Italia e Svizzera, vista la tortuosità della strada di accesso, la quota elevata e la presenza di altre direttrici meno ostiche.

A parte la provincia su cui insistono le due strade, quella di Sondrio, i due valichi sono uniti dal progettista: Carlo Donegani (1775-1845) Nonostante il padre lo volesse architetto, Donegani divenne ingegnere nel 1794 e si dedicò a vari progetti irrigui ed edilizi nei dintorni della natìa Brescia. Di successo in successo si trovò ad operare in Lombardia dove curò ampi tratti della strada che da Lecco portava fino a Colico, alla canalizzazione di Adda e Mallero per poi operare anche oltre confine, nei dintorni di Nauders.
 

La strada dello Stelvio, da Prato allo Stelvio a Bormio, fu realizzata in soli cinque anni, dal 1820 al 1825. Sono celebri, per la loro importanza nella storia del ciclismo, i quarantotto tornanti del versante orientale. Meno noti, forse perchè il versante lombardo è considerato più facile, i quaranta della salita da Bormio. Con i suoi 2758 metri di altitudine il passo dello Stelvio è il valico stradale più alto d'Italia ed il secondo d'Europa, tra quelli asfaltati. E' superato per soli dodici metri dal francese Col de l'Iseran. Il dislivello è di circa 1800 metri sul versante sudtirolese e di circa millecinquecento su quello lombardo.


La strada dello Spluga, invece, propone ben 72 tornanti tra Chiavenna e Splügen e colma, nel versante italiano, un dislivello di quasi milleottocento metri per passare dai 333 metri di quota di Chiavenna ai 2117 metri di altitudine del passo.  La via Spluga era un percorso noto a commercianti e viandanti (ed a contrabbandieri e briganti): l'originaria via Spluga (di cui parliamo qui: ) risale infatti al primo secolo avanti Cristo. L'antico tracciato, che passava per le gole del Cardinello, fu sostituito tra 1818 e 1822 dalla più moderna strada dello Spluga che, con alcune varianti dovute ad alcuni smottamenti attorno a Madesimo (importanti modifiche furono apportate già nel 1838) ed alla realizzazione della diga di Montespluga, ricalca l'attuale strada statale.


Un'altra curiosità? Nei dintorni di questa strada si trova il punto più distante dal mare di tutta Italia: 240 chilometri in linea d'aria!

Su www.cicloweb.net parliamo dello passo dello Stelvio qui:
- tra gli itinerari da pedalare a Bormio e dintorni (clic)
- tra gli itinerari da pedalare in val Venosta (clic)
- e raccontando un percorso circolare con partenza in val Venosta

Le pedalate in val Chiavenna e valle Spluga, invece, ai piedi dell'omonimo passo sono raccolte qui: https://cicloweb.net/bicicletta/b-lombardia/newchiavenna.htm

Ulteriori approfondimenti sulla figura di Carlo Donegani a questi link:
- un PDF a cura di SevSo e Liceo Scientifico Donegani di Sondrio
http://ecomuseovallespluga.it/le-strade-dello-spluga/

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