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Vista su Chiavenna e dintorni (scorri la gallery!)
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Acqua Fraggia (scorri la gallery)
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In val Bregaglia
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Castello in val Bregaglia
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Passo Maloja
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Il lago di Sils
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Soglio
Lombardia

Chiavenna e la sua valle

Poco prima dela confluenza nel lago di Como il corso dell'Adda disegna una secca curva verso sud. Verso nord, invece, si apre un'ampia vallata, solcata dal torrente Mera: è la val Chiavenna.
Convenzionalmente si indica con val Chiavenna il corso del Mera a valle di Chiavenna, fino al Pian di Spagna; val Bregaglia è l'alto corso del Mera, da Chiavenna oltre il valico con la Svizzera, fino al passo Maloja, mentre è detta valle di San Giacomo, o valle Spluga, il ripido solco che sale fino a Campodolcino, Madesimo ed al passo dello Spluga.
Questo territorio, ricco di storia ed un tempo importante via commerciale verso il nord Europa (da qui passa la via dello Spluga, direttrice di traffici e commerci), propone interessanti spunti artistici e naturali per visite, passeggiate, escursioni e pedalate. Due valichi internazionali - porta aperta per la Svizzera - e tre salite sulle ripide pendici verso occidente: oltre a questi percorsi "inclinati" i meno allenati possono pedalare lungo la strada "secondaria" che porta da Chiavenna alle sponde del lago di Mezzola.

PASSO MALOJA
Il passo Maloja non è certo tra i più conosciuti nel mondo gli amanti della bicicletta. E’ invece una salita da scoprire perché rappresenta un terreno di allenamento ideale per gli stradisti e può essere concatenato al versante engadinese del passo Bernina e del passo Julier.
Il punto di partenza è in Italia, a Chiavenna, bella borgata alpina, antica “claves” delle Alpi perché posta sull’importante crocevia tra le vie dello Spluga ed appunto la strada per il Maloja e l’Engadina.
Si parte tra le case di Chiavenna e si prosegue per dieci chilometri tra Prosto, Santa Croce e Borgonuovo fino alla dogana tra Villa di Chiavenna e Castasegna, km 10. In questo tratto le pendenze medie, chilometro su chilometro, non superano il 6%. La SS37 diviene la S3 svizzera e prosegue con un profilo altimetrico affine a quello in territorio italiano: falsopiani alternati a qualche breve strappo.
I bei borghi di Promontogno, Bondo e Soglio (deviazione di tre chilometri da Promontogno) invitano ad una sosta esplorativa (magari sulla via del ritorno, più rilassati) ed aprono le porte della val Bregaglia. Stampa viene annunciata dall’elegante palazzo Castelmur mentre dopo Borgonovo e Vicosoprano inizia una prima serie di tornanti che prende quota tra le conifere.
Le pendenze aumentano ma senza diventare mai “hors categorie”. Al passo si apre un ampio altopiano caratterizzato da due laghi dalle limpide acque blu. Si può valutare se procedere in direzione di Sankt Moritz e successivamente scegliere tra il passo Bernina ed il passo Julier (che stacca a Silvaplana, alle porte dell’elegante località) oppure “girare la bici” e rientrare sui propri passi a Chiavenna.
Se accompagnati da un’altra auto o desiderosi di utilizzare il servizio “treno+bici” si può eventualmente scendere a Tirano dal passo Bernina e rientrare a Chiavenna prendendo il treno fino a Colico dove si cambia linea e si fa ritorno a Chiavenna (verificare gli orari su www.trenitalia.it).
Ovviamente resta aperta anche la possibilità di affrontare in bici i novantacinque chilometri tra Tirano e Chiavenna privilegiando, però, le strade secondarie, meno trafficate.
Su www.salite.ch le altimetrie dei passi:
- passo Maloja;
- passo Bernina, da Sankt Moritz;
- Julierpass, da Silvaplana;


PASSO DELLO SPLUGA
La salita al passo dello Spluga non è per niente facile: misura quasi trenta chilometri e colma un dislivello di quasi ottocento metri. In questi trenta chilometri, tuttavia, non mancano momenti in cui rifiatare.
Si parte a 333 mslm, da Chiavenna, l’antica ”claves” delle Alpi proprio per la sua posizione all’incrocio tra le vie dello Spluga e del Maloja, e si sale con decisione in valle San Giacomo, ormai più comunemente indicata come valle Spluga.
Quattro chilometri impegnativi conducono a San Giacomo Filippo, (km 3, 488 mslm) paese da cui la vallata ha tratto il suo antico nome. Le pendenze sono relativamente costanti fino al km 11, località Prestone: si viaggia tra il 6 e l’8%.
In vista del comune di Campodolcino il tracciato si ammorbidisce per poi ricominciare a salire con decisione: dal km 14 alle porte della diga si sale con pendenze medie, chilometro su chilometro, prossime al 9%.
Si arriva al pittoresco abitato di Montespluga (km 23, 1902 mslm) con un veloce falsopiano di quattro chilometri, terreno ideale per rifiatare in vista dell’ultimo strappo fino al passo, antico confine con la Svizzera.
Per l’altimetria della salita, www.salite.ch


VAL BODENGO

Itinerario di difficoltà medio alta, su strada. Sono due le salite che prendono il via da Gordona, uno dei comuni della conca di Chiavenna.
Ad un’altitudine di 283 mslm, parte la panoramica serie di tornanti verso la val Bodengo: inizia morbida (relativamente) con pendenze intorno al 7% per poi impennarsi in corrispondenza della fine del secondo chilometro: 18%!
Su un fondo relativamente buono si prende quota tra le latifoglie affrontando una salita abbastanza costante al 9-10% fino a località Dunadiv, dove si incontrano una trattoria e le indicazioni escursionistiche per gli alpeggi Orlo, Cermine e Scima.
Oltre Dunadiv il tracciato spiana per qualche centinaio di metri, abbandona il versante orientale della val Chiavenna e si addentra in val Bodengo. Continua la sua corsa verso la meta con un andamento abbastanza vario ed anche un nuovo tratto abbastanza agevole prima dell’ultima rampa fino ai 1030 mslm di Bodengo.
Per i dettagli della salita, www.salite.ch.



MENAROLA - VALLE DELLA FORCOLA

Oltre ad affrontare la salita verso la val Bodengo, da Gordona si sale in direzione di Menarola e della valle della Forcola, antico passaggio per contrabbandieri e mercanti.
Non è una salita facile ma rimane un tracciato breve, ideale per scoprire angoli ancora genuini della montagna lombarda ed affacciarsi sulla piana di Chiavenna: qui, un tempo, arrivavano le acque del lago di Como. Oggi rimane invece una fertile piana verdeggiante, punteggiata dal piccolo lago di Mezzola.
La salita da Gordona a Menarola misura otto chilometri e colma quasi ottocento metri di dislivello: immediato, dunque, calcolare la pendenza media del tracciato. I chilometri però non si susseguono con costanza: dal km 3 al km 4 e l’ultimo chilometro si sale oltre il 13% mentre nei restanti tratti si viaggia su pendenze comprese tra il 7 ed il 9% (media chilometro su chilometro). Si tratta di un itinerario per bicicletta da strada, difficoltà medio-alta.
Per i dettagli altimetrici della salita, www.salite.ch.



OLMO E SAN BERNARDO

E’ davvero una bella serie di tornanti quella che porta dai 522 mslm di San Giacomo Filippo – bivio tra la provinciale e la strada statale dello Spluga – al paese di Olmo ed ai 1170 mslm dell’altra frazione in quota, San Bernardo.
Diciotto tornanti e pendenze da togliere il fiato: durante i primi due chilometri si parte all’8-9% e poi si continua oltre il 15% per lunghi tratti fino al quinto chilometro quando si può rifiatare affrontando un falsopiano.
L’ultimo chilometro richiama all’appello le ultime forze: si fronteggiano pendenze superiori al 12% (in totale, sette chilometri).
Olmo è una gradevole frazione che conserva diversi tratti caratteristici del paese di montagna lombardo: ancora più suggestivi gli alpeggi del suo circondario, da scoprire però a piedi o in inverno con le racchette da neve. I sentieri 26 e 27 conducono all’Alpe Lendine ed all’Alpe Laguzzolo, entrambi a quote comprese tra i 1700 ed i 1800 metri di altitudine. Percorso su strada, impegnativo.
Per i dettagli della salita, www.salite.ch

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