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A proposito del Gavia

Passo epico, difficile da conquistare sia per l’impegno richiesto sia per l’altitudine raggiunta (è il secondo più alto d’Italia tra quelli asfaltati, secondo solo allo Stelvio).
Teatro di una delle più affascinanti e crudeli tappe del Giro d’Italia, conclusasi sotto la neve con congelamenti e ritiri.
Il Gavia, però, vanta anche un altro primato: ha due altitudini.
Com’è possibile?
Questa situazione, cristallizzata da una segnaletica contradditoria tuttora presente, nasce dal perpetuarsi dell’utilizzo di due rilevazioni cartografiche diverse.
La prima fu disegnata da Luigi Brasca in collaborazione con Aldo Bonacossa nel 1914 mentre la seconda, sempre prima della Grande Guerra, fu disegnata da Giuseppe Galli. Salendo da Santa Caterina i cartografi si erano mantenuti “più alti” rispetto all’attuale valico stradale rilevando pertanto un’altitudine di 2652 metri superiore ai 2621 rilevata dagli Alpini che sfruttarono un passaggio più a valle (praticamente il più basso disponibile, come avviene per ogni valico) per realizzare una strada utile durante il conflitto mondiale.

Mistero svelato!

Di passo Gavia si parla nella pagina dedicata ai migliori itinerari per pedalare in Valtellina (clicca) ed in quella dei migliori percorsi da fare in bicicletta in val Camonica (clicca)!

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