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Verso le case di Viso, sopra Ponte di Legno
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Arrivando al Croce Domini da Breno
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Attorno al passo Croce Domini
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Pedalando verso il Croce Domini
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A passo Gavia
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Inizio stagione al passo Gavia
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Disgelo al passo Gavia
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Sui tornanti del Gavia
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Non è raro pedalare accanto a muri di neve, residui dell'inverno
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Il lago poco a valle del passo, verso la Valfurva
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Le acque del Lago d'Iseo
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Autunno al Mortirolo
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Autunno al Mortirolo
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Ciclovia dell'Oglio
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Ciclovia dell'Oglio
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Ciclovia dell'Oglio
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Pizzo Camino e dintorni, dal Croce di Salven
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Pizzo Camino e dintorni, dal Croce di Salven
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Lo scenario dell'itinerario Taina, attorno al Tonale
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Sulla discesa verso Stazzona, dal passo dell'Aprica
Lombardia

Val Camonica

Edolo è il principale centro della media ed alta val Camonica, collocato in un'ampia conca tra il Parco dell'Adamello ed il Parco Nazionale dello Stelvio.
Dal suo centro si pedala verso l'Aprica ed il Mortirolo e si raggiunge in breve tempo l'alta valle. Ai piedi del Gavia e del Tonale, Vezza d'Oglio e Ponte di Legno, sono le basi ideali per affrontare queste ascese ma anche il punto di partenza di numerose escursioni off-road. La bassa valle, accanto ad una brulicante attività industriale, offre comunque qualche spunto per pedalate anche stimolanti: su strada spiccano le salite a Borno, a Monte Campione, al passo Vivione ed al passo Croce Domini.
Su questo sito: http://www.mtbvalcamonica.it altri itinerari per la mountain bike. Un'altra collezione di itinerari cliccando sulle pagine di http://www.vallecamonicapaesealbergo.com.


CICLOVIA DELL'OGLIO
Grazie a D.M.O. Valle Camonica, la Valle dei Segniinfo@turismovallecamonica.it (ufficio turistico); info@dmo-vallecamonica.it (ufficio promozione territoriale)
La partenza della Ciclovia del fiume Oglio è al passo del Tonale (confine tra Lombardia e Trentino Alto Adige), a 1883 metri di quota, circondati dai ghiacciai del Gruppo dell’Adamello, da qui si pedala verso sud attraverso i boschi ed i borghi del Parco dell’Adamello ( www.parcoadamello.it) e della Valle Camonica fino alle suggestive sponde del Lago d’Iseo.
Abbandonato il Lago d’Iseo, il percorso ciclabile attraversa i pregiati vigneti della Franciacorta – la patria delle bollicine – e le sue verdi colline che dolcemente degradano verso il Parco dell’Oglio Nord e Parco Oglio Sud.
Qui la Ciclovia del Fiume Oglio giunge nel suo tratto pianeggiante, nel cuore delle aree agricole della Pianura Padana.
In questo tratto si scoprono nuovi ambienti e paesaggi: lungo gli itinerari ciclabili lungo gli argini del Fiume, i grandi coltivi si alternano ai boschi ripariali popolati da aironi e rare specie di insetti.
Dopo un percorso di circa duecentottanta chilometri, il fiume Oglio e la sua ciclovia terminano il loro corso: l’Oglio si immette nel fiume Po, la ciclovia, invece, conclude in grande stile attraversando il Ponte di Barche di San Matteo delle Chiaviche, uno degli ultimi ponti di barche ancora presenti in Italia.
scarica il tracciato GPS (formato compresso .rar)


PASSI OROBICI
Chi ha "fame" di passi trova pane per i suoi denti nella montagna bergamasca: la partenza, però, è meglio fissarla in valle Camonica, tra il lago d'Iseo e l'alta valle.
Partendo da Rogno, Malegno o da Cedegolo si ha la possibilità di disegnare due anelli molto ambiziosi e l'ulteriore chance di concatenare questi due anelli in un "otto" davvero impegnativo.
Supponendo di porre la propria base a Rogno, in val Camonica, ci si riscalda per sedici chilometri fino a Malegno (attenzione a non finire sulla superstrada, seguire sempre la vecchia provinciale). A partire da questo paese, frazione di Cividate Camuno (nota per le sue iscrizioni rupestri) si affrontano le docili rampe della Croce di Salven, un valico che impegna moderatamente ma concede anche diversi tratti di respiro. Misura quindici chilometri e colma un dislivello di circa 800 metri.
In discesa verso la val di Scalve (attenzione: il versante bergamasco è ben più angusto di quello bresciano e la strada è parecchio dissestata) si può optare per:
- pronta risalita verso il passo della Presolana che propone pendenze di tutto rispetto con punte oltre il 15%. La salita dura otto chilometri e supera un dislivello di 550 metri. Dal passo si prosegue poi in discesa verso Clusone e poi in falsopiano verso il lago d'Iseo. Picchiata su Lovere, passerella sulle rive del Sebino e rientro a Rogno (totale: 84 km e circa 1400 metri di dislivello).
- un'alternativa, da Dezzo di Scalve è lanciarsi alla conquista del passo Vivione: mille metri abbondanti di dislivello e poco più di ventuno chilometri per questa ascesa. Durissimi i primi tre chilometri poi un tratto di relax passando tra i paesi dell'alta val di Scalve (Schilpario e Vilminore) e poi di nuovo dura salita, su una sede stradale davvero ridotta. Stretta è anche la discesa in val Camonica (20 km) fino alle porte di Cedegolo dove, badando a non imboccare la superstrada ma a mantenersi sulla vecchia provinciale, si fa rientro a Malegno in sedici chilometri ed ulteriori tredici verso Rogno.
I due anelli possono essere concatenati da chi è veramente allenato: oltre 3300 metri di dislivello e più di 160 km per il percorso Rogno - Malegno - Croce di Salven - Dezzo di Scalve - passo Vivione - Cedegolo - Malegno - ripetizione del Croce di Salven - Dezzo di Scalve - passo della Presolana - Clusone - Lovere - Rogno.
La vicinanza alla pianura e le quote non eccessive consentono - con l'eccezione del passo Vivione, chiuso per diversi mesi all'anno - di programmare questo percorso anche ad inizio stagione, quando i panorami si presentano spesso ancora innevati! (marzo 2013 nelle foto!)


PASSO CROCE DOMINI
Il passo Croce Domini si trova a circa 1900 metri di quota, tra il bacino del lago d'Idro e quello del bacino del lago d'Iseo. Si tratta di una zona poco nota ed altrettanto poco frequentata, anche se questo non vale per i motociclisti che purtroppo rombano su queste strade. Il passo è però un ottimo terreno per una salita impegnativa e stimolante, immersa nelle propaggini meridionali del gruppo dell'Adamello.
Ventuno chilometri di salita severa con pendenze medie per chilometro sempre sostenute, che divengono forti (intorno al 7-8%) appena prima (km 8-11) ed appena passata la metà della salita, tra il km 14 ed il km 18.
La partenza da Breno, 346 mslm, è subito all'insegna della fatica e le pendenze non daranno molta tregua se non per sporadici tratti.
All'arrivo è possibile proseguire oltre sino ai 1939 metri del Goletto di Cadino (solo 1 km) ed eventualmente continuare per una leggera salita sterrata di qualche chilometro (Dosso del Gallo) per poi scendere sino alla Valtrompia o al lago d'Idro, attraverso il passo del Baremone. Ma per chiudere un itinerario circolare.. c'è da risalire fino al passo.. 1600 metri più in alto delle acque del Lago d'Idro!
Altimetria da Brenowww.salite.ch/croce7.asp
Altimetria da Bagolino, in val Sabbia/lago d'Idro: www.salite.ch/croce6.asp


PASSO VIVIONE
Salita niente male il passo Vivione.
Nella sua variante "bresciana" la salita inizia a Forno Allione, nei pressi di Cedegolo e Berzo Demo, qualche manciata di chilometri prima di Edolo, porta per i più celebri passi dell'Aprica e del Mortirolo.
La salita al passo Vivione, tuttavia, non ha tanto da invidiare a passi più celebrati: in venti chilometri si guadagnano oltre milletrecento metri di dislivello, passando dai 500 mslm del paese di partenza ai 1828 metri di altitudine del passo.
Si tratta di una classica strada alpina, ombreggiata e - lontana da grandi flussi turistici - tranquilla.
Primo punto intermedio è il paese di Paisco Loveno: si raggiunge dopo 5.3 km e si trova a quota 853 mslm.
E' l'ultimo paese: fino al passo s'incontreranno solo baite isolate e qualche rustica trattoria. Pochi tornanti e pendenze variabili per questa salita che farà penare i meno allenati soprattutto dal km 13 al km 17 e nel penultimo chilometro: le pendenze medie, chilometro su chilometro, s'innalzano fino a sfiorare e talora superare il 10%.
L'altimetria su www.salite.ch


INCUDINE E SAN BRIZIO
Da Edolo si sale a Mù su strada asfaltata, continuando poi per la strada sterrata della Valeriana.
Attraversata la val Finale e arrivati alla periferia di Incudine si taglia a sinistra per i prati, fino a sbucare al ponte dei Pellegrini sul fiume Oglio. Dopo aver attraversato la statale si prosegue fino a superare il ponte sul torrente Oglio-Dorena.
Sorpassata la chiesetta di San Brizio si arriva alla strada asfaltata che porta alla costa e, in discesa si torna ad Edolo.
Il dislivello dell'itinerario è di 250 metri: itinerario di difficoltà media. Per mountain bike.


VERSO VICO E CORTENEDOLO
Tramite la SS39 per l'Aprica, partendo da Edolo si arriva al bivio di Vico dove si affronta una impegnativa salita. Raggiunto il paese si prosegue per l'unica sterrata verso Cortenedolo: si attraversano il paese e poi la statale riprendendo lo sterrato che pianeggiante porta a Lombro. Si ritorna su strada asfaltata attraverso Santicolo e proseguendo si percorre la via del ritorno in discesa fino a Edolo, immersi nel verde di fitti boschi e pianeggianti prati.
Il dislivello dell'itinerario è di 270 metri, l'itinerario è di difficoltà media. Per mtb.


DA EDOLO A PONTE DI LEGNO
E' un itinerario che alterna salite, discese, tratti di bosco, prati soleggiati e sentieri in ombra. Dalla piazza di Edolo si scende per 500 metri lungo la SS42. Poco prima del passaggio a livello si abbandona la statale imboccando a sinistra la strada che sale verso Mù; dopo quattro tornanti, a sinistra, ci si dirige su una mulattiera imboccando la Via Valeriana. Giunti in località Vago (Incudine) si scende sulla statale; dopo l'abitato sulla destra è ben visibile un ampio sentiero che conduce a Vezza d'Oglio.
Giunti in località Fontanacce si prosegue sempre dritti su asfalto, fino ad una chiesetta ove si deve deviare a sinistra su sterrato, e proseguire fino a Temù arrivando su strada pianeggiante, fino a Ponte di Legno. Il ritorno può essere compiuto sul percorso di andata oppure seguendo la SS42.
Il dislivello dell'itinerario è di 550 metri: media difficoltà, itinerario misto su sterrato e strada.


PASSO APRICA
I cinquecento metri di dislivello che dividono Edolo dal passo dell'Aprica non rappresentano uno scoglio significativo. La salita infatti si presenta molto pedalabile ed accessibile anche ai meno allenati. Impegnativi risultano essere solo i primi 3-4 km quando dal centro di Edolo si pedala verso Cortenedolo. Ma superati questi primi chilometri la strada si addolcisce ed alterna tratti in pianura a tratti in falsopiano. La salita - comunque lunga - termina a circa 1200 metri di altitudine, dopo 17 chilometri.
Altimetria da Edolo: www.salite.ch/aprica1.asp
Altimetria dalla Valtellina: www.salite.ch/aprica.asp

ITINERARIO MISTO, IN MEDIA VALLE
Percorso di difficoltà media per mtb. Da Edolo passando per Sonico e l'abitato di Rino si raggiunge Garda e successivamente tramite una mulattiera la località Olda.
Tale strada si presenta, nel primo tratto, sconnessa e sassosa e spesso la mountain-bike deve essere spinta. Successivamente il fondo stradale diventa più compatto, si arriva così alla malga Olda di Sonico. A questo punto si discende in località Loa e subito dopo si imbocca una strada sterrata su un tornante che gira a sinistra.
Dopo vari chilometri di saliscendi si attraversa la località di Malonie - Feito fino a raggiungere la strada che porta a Comparte-Zazza. Proseguendo, in salita, si giunge all'incrocio delle 4 strade e si fa ritorno a Edolo passando ancora per Rino e Sonico. Il dislivello dell'itinerario è di 250 metri.


PASSO MORTIROLO
Il passo del Mortirolo è uno dei più duri dell'arco alpino italiano ed è una salita dove anche i prof spesso devono soffrire intensamente.
Da Edolo la salita è solo leggermente più docile rispetto al versante di Mazzo (Valtellina) ma propone quattro chilometri durissimi nel finale ed una pendenza massima del 15%. La media tuttavia è contenuta: 6.7%, anche se in questo dato pesano molto i primi cinque chilometri dove le pendenze non superano mai il 5%. Dal km 5 invece si sale sempre oltre il 6% sino a completare, al km 17.5, la salita.
Da Edolo, 699 mslm, i metri di dislivello con il passo sono 1153.
Altimetria da Edolo (Monno): www.salite.ch/mortirol.asp
Altimetria dalla Valtellina (Mazzo): www.salite.ch/mortirol1.asp


MORTIROLO OFFROAD, DA PONTE DI LEGNO (vedi altimetria)
Mortirolo, un nome reso famoso dalle imprese di Pantani, diventa un fantastico e completo tour off road. L'itinerario si snoda in buona parte tra gli alpeggi della panoramica dorsale a cavallo tra la Valtellina e l'Alta Valle Camonica.
Da Ponte di Legno si scende lungo la pista ciclabile dell’Alta Valle Camonica sino al suo termine, in località Fontanacce a Vezza d’Oglio. Attraversato il ponte sul fiume Oglio, si gira a destra e si percorre la vecchia strada sterrata della Valle Camonica (Via Valeriana – di interesse l’antico ponte del Salto del lupo sul fiume Oglio) fino a Incudine. Continuando sulla SS 42 del Tonale e della Mendola per circa 1,5 Km., si gira a destra al bivio per Monno. Dopo 500 m. di salita si imbocca la sterrata che, inizialmente in discesa, conduce alla chiesetta di S. Brizio e, poi in falsopiano, continua sul bel versante solivo fino ad attraversare i nuclei rurali di Edolo e giungere all’intersezione con il tornante destrorso di una strada asfaltata. Qui ha inizio una lunga salita (circa 9 Km) lungo la bella e poco trafficata strada che, con pendenza regolare, porta agli scenografici prati di Mola. Attraversato l’alpeggio, la strada diventa sterrata e prosegue con bei saliscendi sino a Coren, dove una decisa salita conduce alla frazione Bagno, ottimo punto panoramico sull’ampia conca di Guspessa. La strada sterrata prosegue in falsopiano per altri 4 Km. fino al pittoresco laghetto di Guspessa, ove incrocia la strada, asfaltata ma altrettanto piacevole e panoramica, che da Trivigno porta al Mortirolo. In quest’ultima località i più curiosi, con una breve deviazione di circa 1,5 Km, potranno raggiungere il lago del Mortirolo per una gradevole sosta. Recuperate le energie si prosegue verso est lungo la strada che porta al Pianaccio: da non perdere in questo tratto le fioriture dei rododendri a luglio e dell’erica in settembre; con brevissima deviazione a destra si possono anche visitare le trincee poste alla base Monte Pagano. Ripreso il percorso, dopo poche decine di metri dallo scollinamento si devia a sinistra lungo la strada forestale che conduce alla Malga Val Bighera; qui una impegnativa mulattiera permette di scendere in Val Grande. Con piacevole sterrata ci si porta poi sul lato opposto della valle e, continuando a mezzacosta, si raggiunge dapprima la chiesa di S. Clemente (di notevole interesse il Campanile del XII sec.), e poi, lungo il nuovo percorso “Karolingio”, si raggiunge Stadolina. Attraversato in discesa l’abitato, si sottopassa la statale e si raggiunge il fondovalle, per ritornare poi a Ponte di Legno.
Più informazioni? Clicca questo link!

PASSO FLETTA
Percorso immerso in un ambiente con prati, boschi e bellissimi panorami su tutta la zona circostante. Lungo una strada asfaltata (per circa sei chilometri), che parte dal piazzale Mercato di Edolo, si arriva a Presamasco. Si continua per una strada sterrata e dopo un paio di km, superato un lungo tornante cementato, si imbocca la strada che porta a passo Fletta. Da qui una strada in parte sterrata giunge all'abitato di Loritto, per proseguire verso Malonno, e successivamente rientrare a Edolo su strada statale oppure dal campo di calcio di Malonno, seguendo via Greano-Rino-Sonico Edolo.
La strada è molto sconnessa anche dove asfaltata, meglio salire in mtb.
Il dislivello dell'itinerario è di 460 metri: l'itinerario, per mountain bike, è difficile.


CAMPOVECCHIO
Si parte da Edolo, dalla zona industriale: tramite strada asfaltata si raggiunge Santicolo e arrivati a Corteno, cinquanta metri prima del ponte sulla statale 39, si imbocca a sinistra la salita; attraversata la località Piazza si raggiunge una strada ripida con fondo ghiaioso. Una strada asfaltata ci porta a Sant'Antonio e superato l'abitato si deve affrontare un tratto di acciottolato molto impegnativo.
Al termine di questa salita, vi è una piazzola con segnaletica turistica-forestale da cui si possono scegliere due alternative:
- andare verso la val Brandet
- oppure verso la valle di Campovecchio.
Per raggiungere la prima valle, si prosegue dritti per lo sterrato e si giunge alle Baite Brandet e alla malga Casazza dove termina il percorso; per andare verso la valle di Campovecchio si deve girare a destra, affrontando una breve salita e un lungo tratto pianeggiante immersi tra larici: superato un ponte di legno, ci si trova nella valle.
Entrambe le valli meritano di essere visitate, per il loro splendido panorama e loro natura rigogliosa.
Si ritorna a Edolo seguendo il percorso dell'andata.
Il dislivello dell'itinerario è di 1130 metri: itinerario difficile per mountain bike.

PASSO DEL TONALE
Quello di Ponte di Legno è il versante più breve e relativamente difficile della ascesa ai 1880 mslm del passo del Tonale. Sfigura, tuttavia, al cospetto dei "giganti" che ha vicino: da Ponte di Legno parte infatti l'ascesa al mitico passo Gavia mentre poco più a valle s'impenna la strada del Mortirolo.
Il passo è comunque una piacevole salita, specie se non c'è traffico, e rappresenta una sfida per i meno allenati ed un ottimo terreno di preparazione per chi invece ha diversi chilometri nelle gambe.
Da Ponte di Legno si giunge al passo dopo una salita di una dozzina di chilometri, molto tortuosa nel primo tratto (il più severo) e più rettilinea nel tratto successivo.
Ben diverso il versante trentino: lungo la val di Sole la salita si disperde su un percorso molto lungo toccando alcuni punti di notevole interesse storico. Qui, infatti, passava la linea del fronte della Prima Guerra Mondiale. Rimangono tracce visibili - come i forti austriaci - e ricordi tramandati di generazione in generazione, come l'evacuazione forzata di Vermiglio. Dal versante camuno, invece, partivano le spedizioni degli Alpini verso i ghiacciai dell'Adamello: le storie a riguardo sono tante e meritano di essere scoperte al museo della Guerra Bianca di Temù o sui tanti libri scritti in merito.
Altimetria da Ponte di Legno: www.salite.ch/tonale1.asp
Altimetria dalla val di Sole: www.salite.ch/tonale.asp

 

PASSO GAVIA
Itinerario durissimo, per stradisti. Il passo Gavia è una delle mete più ambite tra i cicloamatori di tutto il mondo. Sulle sue curve si è scritta la storia del ciclismo e si sono vissute pagine epiche come, ad esempio, l'arrivo sotto la neve nell'edizione 1984 del Giro d'Italia.
Il passo, trovandosi ad oltre 2600 metri di quota, rimane chiuso per diversi mesi all'anno e la sua ascesa va dunque programmata con attenzione, curandosi di verificare l'effettiva percorribilità della strada. Si segnala, inoltre, una buia galleria di circa mezzo chilometro in prossimità della vetta: assolutamente necessario dotarsi di una lampadina o una torcia.
La salita parte da Ponte di Legno a 1258 metri di quota ed inizia su pendenze poco impegnative (4%) per progredire costantemente - ed abbastanza rapidamente. Il quinto chilometro offre già una media del 9% e tutti i successivi chilometri non regaleranno momenti di tregua. I momenti più duri si incontrano alla fine dell'ottavo chilometro ed alla fine del quattordicesimo, proprio in corrispondenza della galleria.
A poco più di 17 km dalla partenza si scollina, a 2621 metri di quota.
Rettilineo il primo tratto, fino a Pezzo, mentre dopo questa frazione la salita presenterà una tortuosa serie di tornanti che si chiude una volta raggiunga quota 2200 mslm. Da qui la strada procederà a mezza costa fino ai piedi del passo, raggiunto con un'ultima infilata di tornanti.
La sede stradale è ampia fino a metà salita, poi si restringe come nella tradizione dei passi storici del ciclismo.
Alzate le braccia, al traguardo della vetta, si può quindi godere di un bel panorama sulle montagne, spesso innevate, che segnano i confini del Parco Nazionale dello Stelvio e che si collocano tra le province di Brescia e Sondrio, tra Valfurva e val Camonica.
Altimetria di passo Gavia, da Ponte di Legno

VERSO ED OLTRE LE CASE DI VISO (vedi altimetria)
Itinerario di grande soddisfazione, molto impegnativo per lunghezza, dislivello, quota; in molti tratti, il terreno mette a dura prova le capacità dei bikers. Inserito nel Parco Nazionale dello Stelvio, in un contesto storico-naturalistico di estrema bellezza, è un percorso dai molteplici interessi: scenografici, con magnifiche vedute sulla conca di Ponte di Legno e sulla Valle di Pezzo; storici, per la presenza di manufatti della Grande Guerra; architettonici, perché si attraversa un villaggio alpino, Case di Viso, ancora ben conservato; naturalistici, per la nutrita presenza di animali selvatici e per la ricca flora alpina; gastronomici, per la presenza di malghe e caseifici dove è possibile acquistare prodotti derivati dalla lavorazione del latte.
Da Ponte di Legno si attraversano le frazioni Zoanno e Precasaglio e ci si inoltra lungo la strada del Gavia (in località Planpezzo, merita una visita la Chiesa di Sant’Apollonio, struttura romanica risalente all’XI sec., considerata una delle chiese più antiche della Valle Camonica) sino a Santa Apollonia. Qui si inverte bruscamente direzione di marcia, imboccando sulla destra una dolce strada sterrata che risale allo scenografico pianoro di Case di Giuoco e continua fino nel centro di Pezzo. Costeggiata la chiesa, si prosegue in direzione Case di Viso lungo una caratteristica mulattiera. L’attraversamento del "Pont di Martinui" permette di portarsi sulla sinistra orografica della valle e seguire la strada sterrata che raggiunge l’incantevole nucleo rurale di Case di Viso. Proseguendo in salita, talvolta in compagnia di cervi e caprioli al pascolo, dopo due tornanti si raggiunge l’area attrezzata di “Pra del Rum”; svoltando a destra, inizia la dura salita lungo la strada militare che porta al rifugio Bozzi, attorniato dalle trincee della Grande Guerra, recentemente sistemate e meritevoli di una visita. Risaliti in sella, si ritorna per circa 300 m. fino all’incrocio con il sentiero C.A.I. n. 2 e lo si segue piegando a sinistra. Dopo un primo tratto in discesa su fondo sconnesso, inizia un meraviglioso single track di 4 km. che, attraverso suggestive macchie di rododendri, porta al dosso di Meda, splendida balconata sulla conca di Ponte di Legno. Qui una ripida quanto divertente variante al percorso scende a destra su sentiero erboso, sino a raggiungere la pista forestale che si immette nella strada della Tonalina e giunge a Talasso. Il tracciato principale prosegue invece a mezzacosta per altri 3 km., fino al panoramico dosso sottostante Cima Le Sorti. 4 ripidi tornanti interrompono temporaneamente la direzione di marcia e permettono di perdere oltre 160 m. di quota, necessari a raggiungere il bivio con il sentiero di Vescasa; continuando verso Est su strada forestale, dopo aver attraversato la Val de Lares, una pista di sci e il rio Vallazza, si raggiungono le colorate praterie del Passo del Tonale. Giunti sulla strada statale, la si segue brevemente verso Ponte di Legno, proseguendo poi lungo la vecchia strada sterrata del Tonale sino a oltrepassare la Scuola Italiana di Sleddog con i suoi pittoreschi Siberian Huski. A una santella (edicola votiva) si risale a destra una mulattiera che raggiunge la strada statale del Tonale; attraversatala, si prosegue sino a Vescasa Alta, stupendo palcoscenico sulla conca di Ponte di Legno. Continuando con qualche saliscendi si giunge al termine della strada sterrata e si imbocca un inizialmente ripido sentiero che, con un bellissimo single track attraverso un folto bosco di conifere, raggiunge Talasso. Girando a destra e affrontando prudentemente la ripida discesa lungo il sentiero contrassegnato dal segnavia C.A.I. n. 2 (è facile incontrare escursionisti che risalgono il sentiero) si raggiunge di nuovo Ponte di Legno.
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CEDRON (vedi altimetria)
Tra Tonale e val di Sole, una splendida cavalcata su terreno vario, con passaggi tra i resti dei forti austriaci della Grande Guerra. Entusiasmante l'attraversamento delle tre vallate alpine di Strino, Verniana e Saviana, con splendide viste sui ghiacciai del gruppo della Presanella. Il nome si riferisce all'habitat naturale del gallo cedrone. Per mountain bike: 39 km e 1350 metri di dislivello.
Dal Passo del Tonale si segue la strada sterrata che porta all’Ospizio San Bartolomeo (La Mirandola). Giunti al bivio per la Val di Strino si abbandona la strada Valbiolo e si scende a destra lungo le vaste e panoramiche praterie del pascolo del Tonale. In prossimità del Forte Mero si entra nel bosco; giunti con leggero saliscendi al bivio per il Forte Zaccarana, si scende a destra sino all’imbocco della Val di Strino, dove il bosco si dirada lasciando intravedere il suggestivo anfiteatro della valle. Attraversato il Rio Strino, si costeggiano brevemente i prati, per poi risalire nel bosco sino alla Maga Mezzolo, eccezionale punto panoramico sull’opposta dorsale Adamello - Presanella. La salita termina in corrispondenza di un piacevole scorcio della Val di Sole, dove ci si immette in un sentiero piuttosto impegnativo che in lieve discesa conduce in Val Verniana. Attraversato il rio, e costeggiato l’esteso pascolo fino a oltrepassare i Masi di Verniana, si risale la strada forestale che porta in Val Saviana, proseguendo poi in direzione Malga Boai, dove non si può non sostare ad ammirare la bellezza delle cime sul versante opposto. Una lunga discesa su strada forestale permette di raggiungere il fondovalle; dopo aver superato il centro storico di Cortina e la strada statale, si attraversa il torrente Vermigliana e si risale sul versante opposto sino ai laghetti di Vermiglio. Proseguendo sulla strada che corre ai piedi del bosco, si oltrepassano i Masi di Volpaia, di Poia e di Stavel, e si costeggia per un breve tratto il Rio Presanella. Attraversati i prati della Cadin, si arriva alla strada del Rifugio Denza; risalita per un breve tratto, a un tornante si devia per Baita Velon. Si prosegue nel bosco costeggiando il torrente Vermigliana sino in località Viscle, dove un ponte in legno permette di portarsi sul versante sinistro orografico. Intersecata la piacevole strada militare che conduce al Passo del Tonale, la si risale con pendenza contenuta e regolare; oltrepassando la Malga Pecè e proseguendo sino a imboccare la strada sterrata dell’alveo Presena. Dopo poche centinaia di metri di salita più decisa, si devia a destra e si segue il piacevole percorso vita sino a ritornare al Passo del Tonale.
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TAINA  (vedi altimetria)
Percorso facile e fisicamente poco impegnativo, ma che ci permette di raggiungere un ambiente decisamente di alta montagna, degno habitat della pernice bianca ('taina'). Tra imponenti creste rocciose e ghiacciai, che originano impetuosi torrenti con ripide cascate, si giunge sino a un pittoresco laghetto alpino. Una dozzina di chilometri in tutto. Per mountain bike.
Raggiunto il piccolo campo sportivo posto a Sud della strada statale, ci si immette nel piacevole percorso vita che costeggia la base del versante settentrionale dei “Monticelli”. Intersecata la strada dell’alveo Presena, si gira a destra e la si risale fino ad una galleria piuttosto buia e spesso umida. All’uscita di quest’ultima si presenta davanti agli occhi un vero spettacolo naturale: un grandioso anfiteatro morenico sovrastato dai perenni ghiacciai del Cercen, della Busazza e Presena. La strada sterrata prosegue sino alla partenza di una seggiovia dismessa e, dopo una ripida ma breve rampa, fino all’Alveo Presena, posto incantevole con le acque di scioglimento che si raccolgono in un laghetto alpino. Il ritorno avviene con facile discesa lungo lo stesso percorso.
Più informazioni? Clicca questo link!


Altre altimetria da www.salite.ch:
Montecampione, da Artogne
Croce di Salven, da Cogno
Saviore dell'Adamello, da Cedegolo

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