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Il laghetto delle Forbici (scorri la gallery!)
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Scorci in alta valle, verso il passo del Muretto
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Lombardia

Val Malenco

L'Alta Via della Valmalenco è un percorso escursionistico in quota costituito da otto tappe per circa 110 km, che alla fine riporta al punto di partenza, oppure si può spezzare in mini Alte Vie di soli 2 o 3 giorni. C'è un itinerario principale ma anche diverse varianti che uniscono i più importanti rifugi della Valmalenco. Durante il tragitto si toccano i punti maggiormente significativi e panoramici della valle: la conca di Chiareggio, il lago Palù, il vallone dello Scerscen, le dighe di Campo Moro e di Campo Gera. Nel fantastico panorama tra pascoli, alpeggi, laghi, boschi, cave e valichi si possono ammirare i maestosi ghiacciai del Disgrazia, del Bernina e dello Scalino. Nonostante la buona segnaletica, composta da triangoli o scritte di color giallo con i numeri delle tappe, l' Alta Via non è una passeggiata, ma richiede un discreto sforzo fisico e una buona preparazione. Ci sono infatti alcuni tratti che non devono essere affrontati con superficialità, ma con un equipaggiamento da montagna, comprendente picozza e ramponi. Prudenza e attenzione sono comunque qualità richieste a tutti; i pochi incidenti capitati sono successi soprattutto per sbadataggine. Le difficoltà maggiore si hanno il sesto giorno nel quale vi è l'attraversamento della Vedretta di Caspoggio (2983 mslm) tra i rifugi Marinelli e Bignami. L'allenamento è comunque consigliato per le tappe più impegnative. Siccome si toccano quote attorno ai tremila metri l'Alta Via risulta effettuabile solo nei mesi estivi.
da www.valmalenco.it

Ma non esistono solo alte vie e percorsi impegnativi per scoprire la val Malenco. Una ricca raccolta di percorsi di vario impegno si trova sul sito del Consorzio Turistico, www.valmalenco.it

Clicca invece questo link per i dettagli del Sentiero Glaciologico Marson che da Campo Moro conduce fino alla vedretta orientale di Fellaria, passando dal rifugio Bignami. Un sentiero affascinante quanto interessante e formativo!

Tra storia, natura e cultura, infine, il sentiero delle Contrade di Chiesa Valmalenco. Partendo dalla vecchia casa parrocchiale nei pressi della chiesa dedicata ai santi Giacomo e Filippo si passa dal monumento ai Caduti, dall'ex-albergo Bernina, il primo aperto in valle, un'antica Santella ed altri luoghi di pregio.

RIFUGIO MARINELLI BOMBARDIERI
Una bella escursione conduce al rifugio Marinelli Bombardieri, 2800 mslm. Si parte dalla diga di Campo Moro, a poco meno di 2000 mslm, e si prende quasi subito a salire lungo le pendici di un costone roccioso. Si fatica parecchio prima di infilarsi in un bel bosco di larici dove il sentiero spiana un po'.
E' una pausa momentanea: presto, usciti dal bosco, la salita torna a farsi continua e sempre impegnativa fino a raggiungere i 2600 mslm del rifugio Carate. Quest'ultimo tratto, proprio per la fatica richiesta, è noto come tratto dei "sette sospiri".
Il rifugio Carate è un ottimo punto tappa ma il vero spettacolo è appena dopo: dalla Bocchetta delle Forbici si ammirano Pizzo Glüschaint (alto 3594 metri), La Sella (3584 mslm), I Gemelli (3500-3497 mslm), Pizzo Sella (3511 mslm), Pizzo Roseg (3920 mslm) ed il Pizzo Scerscen (3971 mslm). Il Pizzo Bernina si lascerà vedere poco dopo, scendendo verso il pittoresco lago delle Forbici, e durante il finale della salita al rifugio Marinelli Bombardieri.
Con vista sui ghiacciai dell'alta valle, l'ultima parte del sentiero si divide in tre settori: dalla bocchetta si scende sulle pietraie per alcuni minuti prima di portarsi su un pianoro erboso ed infine iniziare l'ultimo strappo, una decisa risalita fino al rifugio, posto a poco più di 2800 metri di altitudine.



PASSO DEL MURETTO
Vi fu un ventennio nel quale la Valtellina fu al centro della storia d'Europa. Non fu un bel periodo per questa terra, saccheggiata ed impoverita dal passaggio degli eserciti che se ne contendevano il controllo. Si combatteva la guerra dei Trent'anni (1618-1648), che vedeva schierati, su fronti opposti, da una parte la Spagna e la corte asburgica di Vienna, dall'altra la Francia e, in Italia, la Repubblica d Venezia. Gli Spagnoli dominavano Milano, mentre i domini assurgici raggiungevano il Tirolo. In mezzo stava proprio la valle dell'Adda, che assunse, quindi, un ruolo strategico decisivo, in quanto il suo controllo da parte degli spagnoli avrebbe assicurato il collegamento fra i due potentissimi alleati.
La valle era però, da più di un secolo, possesso della Lega Grigia, i Grigioni, che facevano parte della Confederazione Svizzera. Costoro erano protestanti, mentre in Valtellina la fede cattolica era rimasta largamente maggioritaria. Di qui una crescente tensione fra i Grigioni e le maggiori famiglie valtellinesi, determinate a resistere ad ogni tentativo di infiltrazione del Protestantesimo nella valle. In questo clima di tensione si inserisce l'episodio che segnò una sorta di punto di non ritorno. Nicolò Rusca, che da ventott'anni reggeva con grande energia la parrocchia di Sondrio, venne rapito da una sorta di incursione dei soldati svizzeri e portato a Thusis, dove era stato costituito un tribunale speciale, lo "Strafgericht": qui morì, sotto tortura, il 4 settembre 1618. L'episodio suscitò uno scalpore enorme, e convinse i cattolici a preparare una ribellione sanguinosa che ebbe inizio a Tirano il 19 luglio 1620, con la strage di Protestanti nota come "sacro macello valtellinese".

da www.paesidivaltellina.it

L'escursione al passo del Muretto, così ricco di storia, è decisamente lunga ma propone pendenze non impegnative, seguendo il tracciato di una mulattiera costruita durante la Prima Guerra Mondiale. Il miglior periodo è l'autunno, quando le latifoglie ed i larici regalano i migliori colori dell'anno.
Si parte da Chiareggio, e dalla pineta di Pian del Lupo, a poco più di 1600 mslm: si cammina per circa un'ora nel bosco prima di uscire tra i prati dell'Alpe dell'Oro, prossima a quota 2000 mslm. Il panorama è aperto su diverse cime tra cui spicca la sagoma del monte Disgrazia.
S'intuisce verso nord l'intaglio roccioso del passo del Muretto: la salita prosegue su pendenze modeste e si fa più irregolare e severa solo dove abbandona il tracciato della mulattiera per divenire momentaneamente sentiero. Si tratta di una deviazione resasi necessaria per superare un tratto franato.
A 2560 mslm si perviene al valico oggi così tranquillo ma dalla storia tanto importante non solo per i citati fatti di sangue ma anche dal punto di vista mercantile: un cippo ne evidenzia il carattere internazionale.
La discesa avviene per l'itinerario di salita.
Un consiglio: raggiungere l'Alpe dell'Oro appena dopo il disgelo, indimenticabili le fioriture di crocus!

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