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Savogno, antico borgo di pastori e contadini (scorri la gallery!)
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Cascate dell'Acqua Fraggia
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Dunadiv
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Lombardia

Chiavenna, Bregaglia e Spluga

Chiavenna è la località principale della vallata cui dà il nome ma è anche crocevia tra tre direttrici: una, appunto, la valle che scende verso le sponde settentrionali del Lario, la seconda è la val Bregaglia, che sale verso la Svizzera, e la terza è la valle di San Giacomo, proiettata verso il passo Spluga, e spesso indicata proprio come Valle Spluga. Le opportunità escursionistiche sono pressochè infinite, ci limitiamo in questa pagina a qualche passeggiata nei dintorni di Chiavenna. Per un trekking di più giorni lungo la Valle Spluga, si può cliccare questo link!


ALPE SCIMA
Dalla trattoria di Dunadiv (730 mslm) si sale per una ripida mulattiera ricavata in un ombroso bosco di faggi fino a raggiungere le baite dell'Alpe Orlo (1350 mslm). Caratteristiche, sono poste a ridosso di una cresta, appunto sull' "orlo" dello spartiacque della montagna.
Si prosegue - intersecando varie volte una strada carrabile - fino all'Alpe Cermine che si trova invece su un panoramico terrazzamento naturale, affacciato su vasti angoli della val Chiavenna e della più piccola val Bondeno.
Le pendenze si fanno più severe nell'ultimo tratto che risale il prato dietro l'Alpe Cermine e si avventura poi nel bosco risalendo un ripido versante: l'arrivo alla superba Alpe Scima ripaga di ogni fatica (quota: 1800 mslm circa).
Sentiero D6: vedi mappa cliccando qui sotto.
Discesa per la via di salita.


ALPE LENDINE
Un bell'itinerario ad anello parte da Olmo, frazione in quota di San Giacomo Filippo, porta all'Alpe Lendine e poi all' Alpe Laguzzola prima di fare rientro ad Olmo.
Si parte da Olmo, si supera la chiesa (indicazioni sentiero 26) e si prosegue verso nord: al civico 45 si sale a sinistra un viottolo a gradini per portarsi fuori dall'abitato.
Si risale una radura prima di un bivio in cui un cartello in legno indica "Lendine". In breve si raggiunge l'alpeggio di Zecca che va attraversato fino alla sua sommità: oltre le ultime case, sulla destra, una nuova indicazione in legno guida verso l'alpe Lendine.
Inizia qui un lungo traverso che porta nel cuore della Valle del Drogo: tra larici ed abeti si guadagna quota senza fatica (fatta salva la la lunghezza del percorso) fino ad un ponticello a quota 1477 mslm che consente di portarsi sull'altra sponda del torrente. Si prende qui a salire con più decisione e con qualche tornante si arriva ad un secondo ponticello prima di guadagnare l'Alpe Lendine.
Qui si può scegliere se rientrare per la via di salita oppure disegnare un anello che, sfruttando il sentiero 27, conduce all'Alpe Laguzzola prima di fare rientro ad Olmo con un sentiero più ripido di quello affrontato in salita.



IN VAL BREGAGLIA

Due facili percorsi consentono di addentrarsi nel cuore delle Alpi di confine: dal passo del Maloja, infatti, si ha facile accesso al lac de Cavloc (1930 mslm), oltre il quale si può - volendo - proseguire fino al ghiacciaio con percorso di vario impegno. Il tracciato - che parte qualche metro prima del paese di Maloja, sull'ultimo tornante dalla val Bregaglia - è semplice e non richiede particolare allenamento: un giro più completo prevede il ritorno attraverso il più piccolo lago Bitaberg.
Si parte invece da Sils Maria per salire tra alpeggi e malghe della Valle di Fex culminante anch'essa con un ghiacciaio: la passeggiata richiede un diverso impegno a seconda di dove si voglia arrivare.
Sull'altro versante della vallata è ben più impegnativo raggiungere il lago Lunghin, ai piedi dell'omonimo passo - spartiacque tra i bacini del Po, del Reno e del Danubio - e del Piz Lunghin, a 2488 metri di quota. Il sentiero parte dall'abitato di Maloja (1809 mslm) o poco più a valle, da un parcheggio in riva al lago di Sils, passando per Grevasalvas (1941 mslm), ridente agglomerato di baite tra le quali vennero girate alcune scene di un film dedicato ad Heidi.

SAVOGNO
La montagna lombarda è oggi incentrata sul turismo - un turismo che spesso, qui come altrove, ha travolto gli aspetti più genuini e secolari della vita alpina pur portando un benessere mai visto tra le montagne - e sembra incredibile che solo cinquant'anni fa un paese come Savogno fosse una comunità autonoma, con una scuola, un oratorio e diversi residenti che si dedicavano ad attività tradizionali come l'agricoltura, la pastorizia accanto a chi si guadagnava da vivere come taglialegna o boscaiolo.
2886 gradini - secondo il conteggio del gestore del rifugio - dividono il fondovalle da questo paesino oggi disabitato ma ancora vivo: ospita infatti appunto un rifugio alpino e diverse case da monte di chi ha da tempo fissato più a valle la propria residenza abituale.
Dai dintorni delle Cascate dell'Acqua Fraggia si salgono circa cinquecento metri di dislivello fino ai 900 mslm di Savogno: si segue sempre la ben conservata mulattiera B25 che prende quota con severa costanza. Casotte e antichi baiti lungo il percorso precedono il tuffo nella memoria segnato dalla visita a Savogno.
Il ritorno avviene lungo la via di salita salvo si voglia disegnare un percorso circolare attraverso Dasile e con discesa a Piuro passando per Sant'Abbondio.

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