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Vista dalle pendici del Renon (scorri la gallery!)
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Immagini dalla Bletterbach!
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Caldaro e dintorni (scorri la gallery!)
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Sui sentieri tra i vigneti di Caldaro
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Gola Rastenbach
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Cascate tra i boschi di Caldaro
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Autunno nel Renon
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Pascoli con vista sulle Dolomiti
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Vigneti tra Bolzano ed il Renon
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Signato tra i vigneti
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Chiesetta di Santa Maria con vista sullo Sciliar
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Autunno attorno a Renon
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Autunno attorno a Renon
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Piramidi di terra di Longmoos
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Specchio d'acqua a Longmoos
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Vigneti tra Bolzano e Renon
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Nubi basse sulla val d'Isarco
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Cavalli bradi sui pendii del Renon
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Il trenino del Renon
Alto Adige

I dintorni di Bolzano

L'Alto Adige - Sud Tirol, oltre alle splendide cime che si innalzano oltre i tremila metri e regalano panorami mozzafiato tra ghiacciai e pareti rocciose, offre anche soleggiati fondovalle, in particolare nella zona a sud di Merano e Bolzano. Il Giardino del Sudtirolo, o Oltradige, è la parte più meridionale di questa zona, sede anche di fertili vigneti. Sono tutti "dintorni di Bolzano".
La vegetazione, particolarmente rigogliosa, segnala un clima particolarmente mite: crescono uva bianca e rossa, boschi di latifoglie e conifere. Particolarmente affascinante è lo scenario primaverile quando si vive il trionfo delle fioriture, in particolare quella dei meli. Lo scrittore Helmut Hochrain ha scritto "vi si trovano esemplari che ci si aspetterebbe di trovare solo sul lago di Garda".
Anche i laghi beneficiano di questo clima particolare tanto che il lago di Caldaro è il più caldo delle Alpi: sia in esso sia nel lago di Monticolo si può fare il bagno anche a metà maggio, quando la temperatura dell'acqua è di 18°-20° (addirittura 26° in estate).
Non ci sono solo vigneti, laghi e morbidi pendii, comunque: gli aspri monti circostanti si possono raggiungere in bici, a piedi o tramite l'affascinante funicolare della Mendola e la funivia di Meltina.
Detto di primavera ed estate, non rimane che l'autunno: anche in questa stagione la zona non perde un briciolo del suo fascino. Anzi. I vigneti, i boschi di latifoglie, i castagneti si tingono di giallo, arancio e marrone, una valle dorata e dai colori magici.

Da visitare la Gola del Rio delle Foglie - più noto come Bletterbach - sopra Aldino, ai piedi della vetta dolomitica più meridionale, il Monte Corno: l'intero scenario è stato dichiarato dall'Unesco "Patrimonio Mondiale dell'Umanità".
Un altro canyon è la gola del Rio Rasten, nei pressi di Castelvecchio/Altenburg (indicato più spesso in tedesco, ovvero  Rastenbachklamm): una splendida cascata ed un sentiero affacciato sul lago ed i dolci declivi di Caldaro.
Nella zona anche diversi biotopi protetti come gli Eislocher di Appiano, il Paluda Longa e la Peraschupf (zona del Monte Corno), il Fuchsmoos vicino ad Andriano, Castelfeder vicino a Montagna (clicca per una pagina dedicata) e la zona del canneto a sud del lago di Caldaro. I vari siti sono legati alla protezione di particolarità geofisiche o di specie rare di uccelli, anfibi o piccoli mammiferi.
Nella zona è presente anche un Parco Naturale particolarmente ricco di specie animali e vegetali, il Parco Naturale del Monte Corno.

Architettura
Questi "dintorni di Bolzano" (www.bolzanodintorni.info) sono un territorio caratterizzato da uno stile edile particolare e differente da quello del resto dell'Alto Adige: il legno lascia il posto alla pietra. Bifore con cornici in pietra e sottili colonnine centrali toscane, archi in pietra, torrette, logge: il tutto deriva da una varietà dello stile rinascimentale italiano sviluppatosi circa cinquecento anni fa per opera di costruttori ed architetti veneziani e toscani. Un esempio tipico è Egna il cui ricco centro storico merita senz'altro una deviazione: ma anche Caldaro sorprende per eleganza e la frazione San Michele deve essere assolutamente visitata nel periodo natalizio, quando si riempie di presepi.
La zona risulta anche essere una delle aree in Europa più ricche di castelli, probabilmente per l'importanza strategica di questa area collocata a valle del congiungimento tra le vie del passo Resia e del Brennero.
Tra i numerosi castelli (quindici nel solo Comune di Appiano) ne spiccano tre:
- castello di Terlano, rovina del maniero Neuhaus risalente al 1206;
- castello Sigmundskran, costruito intorno al 900 con il nome di Formicaria. Più tardi fu trasformato in Firmian e nel 1370 venne acquistato dal Duca Sigmund, sovrano del Tirolo dal quale prese il nome.
- castel d'Enna, sopra Montagna
- ad Appiano il castello d'Appiano, il più conosciuto del circondario, costruito tra il 1125 ed il 1130 dal Duca Ulrich II e teatro di alcuni scontri tra guelfi e ghibellini. Nei pressi anche castel Boymont e castel Corba, uniti da un bel percorso nei boschi.
Numerosi sono anche i resti artistici ed architettonici legati al passato romano, longobardo, franco, baiuvaro: insediamenti preistorici, castelli, rovine romane, ville, monumenti d'arte, residenze signorili, case contadine.
Da segnalare le chiese parrocchiali dei vari centri, le rovine dell'antichissima basilica di San Pietro a Castelvecchio e l'Ospizio Klosterle, uno dei quattro ancora ben mantenuti in tutta Europa, risalente al XIII secolo. Da non perdersi anche i mulini Tahl e Matzneller, ad Aldino.
Le citate rovine della chiesa di San Pietro, vicino a Castelvecchio/Altenberg costituiscono i resti della più antica chiesa del Tirolo meridionale. Un'escursione dalle rive del lago salendo per la Barental (la valle dell'Orso) indicata anche Rastenbachklamm (gola del Rastenbach) oppure in discesa proprio da Castelvecchio/Altenberg consente di muoversi in un prezioso ambiente naturale e di respirare la suggestione di questo luogo sacro. La chiesa, fondata nel V secolo d.C., fu abbandonata nel 1782 e visse una lunga stagione di abbandono. Un recente intervento conservativo ne ha frenato il degrado.

A tavola
Per godersi le specialità della zona bisogna gustare i salamini Kaminwurzen, lo speck affumicato, gorgonzola e noci, strudel e, di stagione, le castagne arrosto. Il tutto va però annaffiato dai vini locali: il Gewurztaminer, bianco secco e corposo; il Kalterersee, rosso rubino non pesante ed aromatico (con leggero sapore di mandorla) ed il Lagrein, vino rosso granata scuro e secco.

La Strada del Vino - Weinstrasse
Si parte da Bolzano, dove crescono le viti del St Magdalener e del Lagrein, e si prosegue per Terlano, patria del famoso vino Terlaner e sede delle rovine del castello di Maultasch.
Passando al di sopra di Andriano (con piccolo maniero trecentesco e le rovine del castello Festenstein), si arriva ad Appiano, paese con quindici manieri e castelli definito anche il paradiso della nobiltà.
Sulle pendici della Mendola crescono il Vernatsch, il Weissburgunder, lo Chardonnay ed il Pinot grigio. Poco oltre, attorno al lago di Caldaro i vigneti del comune di Caldaro danno l' uva utilizzata per il Kalterersee (ovvero Lago di Caldaro), prodotta con la varietà Vernatsch.
A Caldaro, paese con l'affascinante nucleo storico ancora ben conservato, si trova anche un Museo del Vino altoatesino.
Altri paesi sulla Strada del Vino sono Termeno (con il campanile gotico, patria del Gewurztraminer), Cortaccia, Magrè, Cortina e Salorno, dove la Strada finisce anche se le località successive, Egna ed Ora, sono sedi storiche di mercati e celebrazioni del vino e dei prodotti da vigna: i loro centri storici sono eleganti salotti.

IL TRENINO DEL RENON
Grande estate, nel 2017, per il trenino del Renon. Il 13 agosto, infatti, la tratta ha compiuto 110 anni e, anche se la salita da Bolzano a Soprabolzano non avviene più con la storica cremagliera ma mediante una moderna funivia, il percorso da Soprabolzano a Collalbo è rimasto quello che ha segnato la Belle Epoque in Alto Adige.
L'intero altopiano del Renon merita una visita in ogni stagione: sentieri tranquilli, boschi poco affollati e masi invitanti aprono superbi panorami sulle Dolomiti. Il treno, anche passato il centenario del 2017, rimane una soluzione molto interessante!

Una pagina speciale è dedicata a Castelfederer, panoramica collina tra Egna, Ora e Montagna: clicca!

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