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Caprette al pascolo nella quiete di Castelfederer
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Passeggiando sul sentiero
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Castelfederer
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Panorama su Termeno
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I ruderi in vetta
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Il laghetto alla base della collina
Alto Adige

Castelfederer

Poco sopra Ora ed Egna,  la collina di Castelfederer merita davvero di essere visitata. In particolare durante le prime ore di una giornata autunnale, quando i  colori sono magici e la frequentazione è molto ridotta, una passeggiata su questo cocuzzolo rimarrà indelebile nei ricordi.

Si parte da una sbarra lungo la SS48 (la strada che sale verso la val  di Fiemme e la val di Fassa), poco prima di un campo di calcio. Subito un pannello illustrativo descrive le  valenze naturalistiche e storiche dell'area.
Oltre la sbarra, si scende per qualche metro su ampia traccia sterrata  e si arriva immediatamente ad un bivio che consente di scegliere se arrivare da nord o da sud sulla sommità della collina. E' più agevole salire da nord -  girando quindi a destra -  e prendere quota senza difficoltà tra  laghetti, radure e boschi di latifoglie e qualche conifera.

In venti minuti si arriva in vetta ed il panorama si apre alla valle  dell'Adige, in particolare su Termeno, regalando un'ulteriore vista sulla chiesetta ed il gruppo di case che caratterizzano il panorama  verso monte sin dai primi passi.

Oltre ai panorami la valenza dell'area è data dalla presenza di un biotopo - ovvero un luogo di particolare importanza naturalistica -  e dai ruderi in vetta.

Il catalogo dei biotopi altoatesini così descrive questa area: "Si  caratterizza per essere, dopo la val Venosta, il luogo in cui si trovano i prati aridi più estesi della provincia, in particolare nella  parte superiore, dove le rocce porfidiche risultano arrotondate dai ghiacciai; ma anche per il bosco sub-mediterraneo (soprattutto di  roverella). Nelle conche si possono trovare anche un piccolo lago e delle torbiere. L'aspetto naturalistico del sito è stato storicamente  plasmato dall'uso civico di pascolo a favore degli allevatori del comune di Montagna, titolare dell'area. Il pascolo ha impedito  l'imboschimento e ha mantenuto in uso gli stagni."

In vetta, invece, come detto, spiccano i ruderi di un'antica cappella dedicata a  Santa Barbara e quelli di un castello che andò in decadenza dopo che la famiglia Enna (Enn) fece costruire la dimora ancora oggi abitata e  posta sopra l'abitato di Montagna. Il castello era detto "castel vetere" e, data la pronuncia tedesca della v (praticamente una f), il  nome scivolò verso l'attuale Castelfederer.
Meno evidenti i resti di oltre cento costruzioni che testimoniano  l'importanza strategica di questa collina, posta in posizione di  dominio sulla valle dell'Adige e lungo la via di accesso alla val di  Fiemme.

Una passeggiata da non perdere! Magari a corollario di un'esperienza  gastronomica in uno dei tanti buschenshank (agriturismi) del  circondario!

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