




















passeggiate a due passi dalla città dell'Arena
Sono numerose le possibilità escursionistiche della Lessinia, verde altopiano del Veronese: si spazia da escursioni difficili a tranquille passeggiate.
PONTE DI VEJA
Una di queste è la passeggiata da Sant'Anna di Alfaedo al Ponte di Veja. Si snoda lungo stradine di campagna, salvo l'ultima parte. Lasciata Sant'Anna si incontra subito una caratteristica contrada, i Marogni, che mantiene il tipico aspetto tradizionale: case in pietra locale, archi a tutto sesto e corti lastricate.
Scendendo lungo la dorsale del Tuil si ammira un bel panorama sulla pianura e sugli Appennini, ovviamente nelle giornate più limpide. A circa un terzo di strada si incontra una contrada, Pozze, anch'essa molto caratteristica ed impreziosita da un capitello del 1785, una fontana ed una ghiacciaia con relativa pozza.
Un'altra fontana si trova alla Casanova. Una croce del 1891 è invece presente a Crestena e poco oltre si trova una ghiacciaia.
Distratti da queste particolarità, si è ormai giunti allo splendido ponte naturale di Veja, meta della camminata.



MALGA PIDOCCHIO E IL RIFUGIO CASTELBERTO, LA GRANDE GUERRA IN LESSINIA
La Lessinia non fu direttamente coinvolta dalla Grande Guerra ma si trovava comunque a breve distanza da uno dei fronti più cruenti, quello del Pasubio. Fu quindi disseminata di forti e postazioni, costruiti tra il 1881 ed il 1911. Le trincee, all'apice del loro sviluppo, misuravano otto chilometri e nascondevano caverne adibite a deposito, dormitori, reticolati, ..
Il sistema difensivo di malga Pidocchio è un "mix" tra quanto offerto dalla geologia della Lessinia (dove abbondano sculture "naturali" di roccia) e dall'opera del uomo che spostò lastre in pietra, ricavò scale ed ambienti chiusi.
Vista l'importanza storica, parte di queste trincee e fortificazioni sono state recuperate e valorizzate dall'Ecomuseo delle Trincee di Malga Pidocchio, nome della località dove sono collocate, inaugurato nell'estate del 2014. Muoversi tra il labirinto degli stretti cunicoli di queste trincee rende perfettamente la dimensione di quanto fosse difficile la sopravvivenza dei soldati durante la Grande Guerra.
Questo complesso è raggiungibile in meno di mezz'ora (a piedi) dalla Bocchetta della Vallina, sulla provinciale che unisce Castelberto ed Erbezzo.
Un'altra mezz'ora di cammino e si raggiunge il rifugio Castelberto.
La struttura è una fedele ricostruzione di una caserma della Prima Guerra Mondiale.
La Guerra fu occasione per sistemare l'impianto viario della zona: la necessità di collegamenti rapidi trasformò antichi camminamenti e mulattiere in strade carrozzabili. Due esempi? Le strade che salgono da Peri a Fosse e da Sdruzzinà al passo Fittanze della Sega di Ala.
La strada che da Erbezzo sale a Castelberto fu iniziata il 15 agosto 1915 ed ultimata 45 giorni dopo, il 20 settembre, dalla 10a compagnia della Milizia territoriale del 3° Genio dell'Esercito Italiano.
Al rifugio Castelberto si arriva in molti modi: a piedi, come anticipato, l'itinerario più breve parte dalla Bocchetta della Vallina (qui il link su Google Maps, clic) e passa proprio da malga Lessinia e dal complesso difensivo di malga Pidocchio.
La distanza è di circa quattro chilometri: un'oretta a piedi percorrendo una comoda pista sterrata, tagliando talvolta tra i prati.
In bici abbiamo raccontato questo percorso, da fare con una gravel: www.cicloweb.net/news/rifugio-castelberto
Il panorama dal rifugio spazia dalla Val d’Adige e Val dei Ronchi, fino alle vicine cime del Pasubio e del Carega. Tutta la Lessinia è visibile, la Valpolicella e il lago di Garda verso Sirmione. A ovest, il Monte Baldo, l’Altissimo ed il gruppo Adamello - Presanella. A nord, infine, le sagome delle Dolomiti di Brenta.


BUSONI DI ALA E MALGA CIME
Si chiama Trekking e cultura in Lessinia un facile percorso escursionistico approntato dal comune di Ala (TN) nella zona appena a valle del passo delle Fittanze della Sega di Ala, con la collaborazione dell'associazione Memores e della Fondazione Museo Civico di Rovereto.
Poco dislivello (meno di duecento metri), uno sviluppo abbastanza limitato ma tanti motivi di interesse, soprattutto in autunno quando il bosco di faggi in cui si snoda l'itinerario assume una varietà di colori davvero affascinante. E la possibilità - in periodo di apertura - di fermarsi in una malga per un pranzo tipico con prodotti biologici ed a km zero.
Una sola nota: la segnaletica è abbastanza insufficiente.
Accesso
Salendo verso il passo delle Fittanze della Sega da Sdruzzinà, in valle dell'Adige, si gira a destra poco a valle del valico, in corrispondenza della chiesetta di San Rocco e della Capanna Alpina (la salita, da fare in bici, è durissima ed ha messo alla prova anche i partecipanti del Giro d'Italia 2021: in meno di quchilometri di sale dai 160 mslm dei dintorni di Ala ai 1400 del passo, con pendenza massima del 20%).
Si arriva in breve al Villaggio San Michele, appena prima del Camping al Faggio, dove si può lasciare l'auto ed iniziare a caminare, seguendo i pannelli azzurri del percorso.
Il percorso
A quota 1200 mslm, si prende una mulattiera che si inoltra in un bel bosco di latifoglie.
Seguendo il percorso principale si arriva in mezz'oretta appena prima di uno slargo nel bosco (senza adeguata segnaletica) dove si apre la galleria sotto il monte Borghetto di cui abbiamo parlato qui: www.cicloweb.net/news/i-busoni-di-ala
Anche poco prima c'è un altro bivio non segnalato in cui tenere la destra, in leggera discesa.
La galleria del monte Borghetto - accessibile e fornita di sei caschetti "a noleggio" - è un'importante testimonianza dell'importanza della zona come terza linea difensiva durante la Grande Guerra. Dagli sbocchi dei vari tunnel, infatti, si poteva dominare la valle dell'Adige e controllare le postazioni sulla cresta del Baldo o verso il monte Zugna.
Tornando sul sentiero, si seguono le indicazioni (qui presenti insieme a quelle per malga Cime) e si inizia un nuovo tratto tra i faggi, su un sentiero più stretto e caratteristico rispetto alla precedente mulattiera. In saliscendi si giunge ad un'ampia radura presidia da malga Cime, 1313 mslm.
Ai colori autunnali inizia ad unirsi un ampio panorama sulla cresta del Baldo e, voltandosi, sulle Dolomiti di Brenta che spuntano verso nord insieme, nelle giornate più limpide, alle innevate vette della cresta confinale tra le quali il Gran Pilastro.
Vale la pena deviare brevemente dal percorso in direzione di un passo dal nome poco rassicurante: passo della Morte. Al di là del toponimo, da qui si ammira una suggestiva veduta sul castello di Sabbionara d'Avio e sulle Dolomiti di Brenta che sembrano dominarlo dall'alto. Il sentiero proseguirebbe oltre, a valle dei Denti della Sega di Ala, ma è riservato ad escursionisti esperti visto il suo andamento tormentato e la presenza di vari tratti esposti.
Seguendo le indicazioni del percorso Trekking e Cultura in Lessinia si rientra nel bosco ed in breve si trova un bivio in cui, girando a sinistra, si scende verso il punto di partenza, passando per malga Fratte, immersa in verdi pascoli cinti dalle latifoglie in accesa veste autunnale.
Avendo tempo e fiato per proseguire, si possono ignorare queste indicazioni e proseguire lungo la forestale fino a sbucare sulla SP12 a valle di malga Pealda di sopra con la possibilità di raggiungere anche il ristoro La Cornetta che, al netto di un aspetto decisamente orribile (è un vecchio ripetitore), offre un ampio panorama (1534 mslm).
Non abbiamo ancora parlato del panorama verso est che è caratterizzato dal gradevole alternarsi di boschi e radure a valle del rifugio Castelberto, che avevamo scoperto durante una bizzarra giornata del maggio 2024, iniziata con il sole e rapidamente finita con una grandinata che sembrava non finire mai. Ne parliamo qui: www.cicloweb.net/news/rifugio-castelberto mentre qui si parlava delle vicine trincee, naturali e artificiali, di malga Pidocchio: www.cicloweb.net/news/malga-pidocchio
Ammirando questo versante si rimane incantati ad osservare il verde dei prati contrastare con l'infinità di colori dei boschi che li circondano.
Il ritorno avviene sulla citata SP12 che viene presto affiancata da alcuni storici cippi che segnavano il confine tra il Lombardo Veneto ed il Tirolo mentre oggi segnano il confine tra Veneto e Trentino. In alcuni è ancora ben visibile l'antica iscrizione geografica.
L'occhio attento noterà la possibilità di abbandonare la strada asfaltata per "tagliare" il percorso di rientro passando per malga Fratte. E' sufficiente, infatti, scavalcare il filo spinato ove consentito (ci sono un paio di aperture) e prosegure prima accanto alla piccola provinciale, poi attraverso i prati che digradano dolcemente verso il punto di partenza.
I vari pannelli del percorso TREKKING E CULTURA IN LESSINIA raccontano diversi aspetti di questo territorio. Dai prati ed i pascoli, con la loro valenza paesaggistica ed economica, alla storia intesa come storia politico-militare ma anche storia umana e sociale: nella Lessinia trentina, infatti, sono diciotto le malghe. Si indugia poi sulla geologia del territorio, ricordando la presenza di mari ed oceani dove oggi ci sono impervie montagne, e sull'ecosistema della zona, analizzandone la flora e la fauna, senza dimenticare gli insetti.

ALTRE DESTINAZIONI
Una passeggiata si può disegnare anche attorno a Fosse: si prende verso Peri lungo il sentiero numero 251. Si abbandona presto questa traccia per proseguire verso Contrada Michelazzi e poi verso Semalo, Paraiso e San Giovanni. Da qui ancora a Fosse. Percorrendo questo itinerario ci si immerge in un delizioso ambiente prealpino e poi nella "foresta imperiale" di San Giovanni: il tutto con numerosi scorci sul Garda e sul Monte Baldo.
Un'ultima e piacevole passeggiata tra pascoli e panorami è quella che conduce alla sorgiva Acque Nere ed alla piccola contrada di Barozze, partendo da Fosse.
Da non perdere nemmeno una (facilissima) passeggiata nei dintorni di Velo Veronese. Obiettivo: la valle delle Sfingi, curiose formazioni rocciose. Si cammina quasi in piano per meno di mezz'ora tra andata e ritorno.
Questa pagina: www.cicloweb.net/trekking/t-veneto/trekkinglessinialegendrun.htm, è dedicata esclusivamente ai percorsi del trail running Lessinia Legend Run mentre cliccando qui si può visitare una pagina sulle Cascate di Molina!
Per pedalare nei dintorni, www.cicloweb.net/bicicletta/b-veneto/newlessinia.htm Ed infine, cliccando qui, una guida alla Lessinia: www.cicloweb.net/guide/g-veneto/nslessinia.htm