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Due scorci sul lago da Montisola
Lombardia

Montisola

MONTISOLA
Sulla sommità di Montisola, la più grande isola lacustre d'Italia, svetta il Santuario della Madonna della Ceriola, risalente al XIII secolo: la chiesa, semplice nella sua estetica quanto densa di valore spirituale per la presenza di numerosi ex-voto e ringraziamenti per le grazie ricevute, è raggiunta da una fitta rete di sentieri e mulattiere che si dipanano su tutti i versanti dell’isola.
La salita più classica parte da Peschiera Maraglio, dove attraccano i battelli che collegano Montisola alla terraferma.
Il dislivello è di poco superiore ai 400 metri, dai 187 mslm del punto di partenza ai 600 della vetta.
La camminata – agevole salvo alcuni brevi tratti più ripidi - avviene per i primi minuti tra le vie del paese e poi si addentra nei boschi di latifoglie dell’isola – regnano querce, carpini, frassini e castagni – per aprirsi saltuariamente su alcune radure o pochi vigneti.
Straordinaria la vista sul lago, sui suoi dintorni – in particolare sulle celebri “torbiere di Iseo” - e, nelle giornate più limpide, sulle maggiori vette delle Orobie.
A metà cammino si avvistano dapprima il piccolo isolotto di San Paolo e poco oltre la severa sagoma della rocca Olofredi Martinengo: facile immaginare il ruolo strategico di una fortificazione posizionata in un punto così riparato ma dal quale, allo stesso tempo, si poteva controllare un’ampia porzione di territorio.
Sono undici i paesi dell’isola: rustici quelli più in quota – Novale, Cure o Senzano – mentre più turistici risultano Siviano, capoluogo dell’isola dove si trovano numerose case d’epoca, ed i due principali porti di collegamento con la sponda bresciana, Peschiera Maraglio e Carzano.
In questi ultimi, si avverte l’eredità di una tradizionale economia legata alla pesca ed all’attività di fabbricazione artigianale delle reti da pesca.
Fino a pochi decenni fa, infatti, Montisola era un distretto produttivo che primeggiava su scala mondiale.

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