atrekkingbormio0.jpg
Immagini dalle montagne di Bormio (scorri la gallery!)
tkbormio1.jpg
tkbormio2.jpg
valdidentro1.jpg
Valdidentro
valdidentro2.jpg
valdidentro3.jpg
Lombardia

Bormio e Val Zebrù


Un'idea nata per l'estate 2014.. ma ovviamente sempre valida!
Appuntamento al tramonto, con il safari alpino Cervi, camosci, caprioli, ma anche marmotte, volpi ed ermellini: la Val Zebrù, nel territorio del Parco Nazionale dello Stelvio, è uno degli angoli delle nostre Alpi più ricchi di animali.
Una valle tutta da scoprire, meglio ancora con un’escursione sul far della sera

Il Parco Nazionale dello Stelvio è uno dei più grandi parchi storici del nostro paese: nel cuore delle Alpi Centrali, con il massiccio dell’Ortles-Cevedale a fare da sfondo, questo territorio è un incredibile scrigno di ricchezze naturali – animali certo, ma anche piante – che merita di essere esplorato. Da Bormio ( www.bormio.eu che ha curato questa pagina), uno dei comuni parte integrante del Parco, si diramano moltissimi itinerari: diversi i gradi di difficoltà, come diversi naturalmente sono anche gli scenari alpini che si possono attraversare, da soli o insieme a guide esperte. Tra le tante escursioni, imperdibile il “safari serale” in Val Zebrù: una delle aree più ricche di fauna di tutto il Parco, da scoprire sul far della sera quando gli animali vengono allo scoperto e si possono avvistare con ancor più facilità.
Il fischio della marmotta, l’incedere saltellante di un camoscio, il volo di un’aquila reale o del “gigante” gipeto: osservare gli animali da vicino, nel loro ambiente naturale, è una delle esperienze più intense che si possano fare. La Val Zebrù, in Alta Valtellina, è la destinazione perfetta per chi è alla ricerca di questo genere di emozioni: qui infatti vivono moltissimi ungulati, compresi numerosi stambecchi e caprioli. Nei boschi si incontrano scoiattoli, lepri alpine ed ermellini, mentre alle quote superiori è facile osservare le marmotte. Più difficile, ma non così raro, l’avvistamento di predatori come volpi o martore. E poi gli uccelli: oltre alle “star” dei cieli alpini (aquile e gipeti appunto) si possono avvistare picchi di varie specie, rampichini alpestri, pernici bianche e nocciolaie, dai caratteristici richiami schiamazzanti. Ma l’animale più spettacolare presente in Val Zebrù è senza dubbio il cervo: all’inizio dell’autunno è facile sentirne il potente bramito riecheggiare nella valle, specie nelle prime ore della notte, e non è poi così raro riuscire a spiare i maschi durante le loro parate per la conquista delle femmine. Per tutti coloro che vogliono provare l’emozione di vedere gli animali nel loro habitat naturale, vengono organizzati anche speciali safari serali, a bordo di fuoristrada e con l’accompagnamento di guide: indispensabile il binocolo (e un po’ di fortuna). Il programma prevede la partenza da Bormio nel tardo pomeriggio e, dopo gli (eventuali) avvistamenti, cena tipica in un rifugio. L’avventura continua anche dopo cena: con il buio infatti gli animali scendono più facilmente verso il fondovalle ed è facile fare incontri ravvicinati. L’escursione con cena compresa costa 47 euro per gli adulti e 32 euro per i ragazzi da 4 a 12 anni. Gratuita fino a 4 anni.
Altrettanto affascinante è l’escursione a tema “Il bramito del cervo”, in compagnia di un esperto (solo a ottobre, con partenza da Bormio). Per informazioni sulle date e iscrizioni: Ufficio Turistico Bormio ( www.bormio.eu ) – tel. 0342 903300.

Per esplorare la Val Zebrù non è tuttavia indispensabile partecipare a una escursione guidata: i sentieri si possono percorrere a piedi in completa autonomia, scegliendo il più adatto al proprio livello di allenamento. Per imboccarli, bisogna procedere oltre Bormio in direzione di S. Caterina Valfurva: a S. Nicolò Valfurva si trova la strada per la Val Zebrù (in auto si arriva fino alla frazione di Niblogo, 1600 metri di altitudine, dove si trova il parcheggio). Lo scenario che si apre è selvaggio, maestoso, pieno di fascino: antichi alpeggi, pascoli, boschi di conifere e poi, man mano che si sale, un terreno sempre più aspro e le vette alpine a creare una scenografica quinta.
Tra queste spicca il Gran Zebrù che, con i suoi 3859 mslm, è una delle montagne più famose del Parco Nazionale dello Stelvio.
Difficoltà:
• Nessuna fino alla Baita del Pastore (2168 mslm, raggiungibile anche con il servizio di fuoristrada)
• poi facili sentieri
Tempi di percorrenza a piedi (escluse le pause):
• da Niblogo a Zebrù di Fuori (1828 m) – 1 h 30’ circa
• da Zebrù di Fuori alle Malghe di Campo (2000 mslm) – 1 h circa
• dalle Malghe di Campo alla Baita del Pastore (2168 mslm) – 45’ ca.
• dalla Baita del Pastore al Rif. V Alpini (2878 mslm) – 2 h ca.

Si può avere un assaggio della straordinaria ricchezza della vegetazione del Parco Nazionale dello Stelvio anche restando a Bormio, dove si trova il Giardino Botanico Alpino “Rezia”: posto perfetto per una gita con i bambini, ma anche meta ideale per tutti coloro che vogliono approfondire le proprie conoscenze di fiori e piante di montagna. Il Giardino, in via Sertorelli appena fuori dal paese, raccoglie in 14.000 mq oltre 2.500 specie vegetali, suddivise in quattro sezioni: la flora del Parco Nazionale dello Stelvio, collezioni fito-geografiche delle zone alpine, europee, extraeuropee, artiche e antartiche, le collezioni sistematiche e un arboreto. Il Giardino è aperto da maggio a settembre.
Per informazioni: Ufficio Turistico Bormio (www.bormio.eu) – tel. 0342 903300

Il Parco Nazionale dello Stelvio
Istituito nel 1935, il Parco Nazionale dello Stelvio – con i suoi 130mila ettari – è uno tra i più grandi d’Italia e dell’intero arco alpino. Si estende nel cuore delle Alpi Centrali e comprende l’intero massiccio montuoso dell’Ortles-Cevedale con le sue valli laterali. Nell’area ci sono tutte le possibili formazioni alpine, dai ghiacciai di alta quota agli alpeggi e dalle terrazze fino al fondovalle. All’interno dei suoi confini si possono ammirare ampie distese di boschi, aree coltivate, paesi e masi di montagna abitati tutto l’anno. Le condizioni idro-geologiche danno un’impronta singolare al paesaggio, dove si incontrano laghi glaciali e torrenti di montagna.
Presenti infine ampi ecosistemi ricchi di flora e fauna.
Il Parco Nazionale dello Stelvio in pillole:
• Istituzione: 1935
• Ente gestore: Consorzio del Parco Nazionale dello Stelvio ( www.stelviopark.it)
• Superficie: 130.734 ettari
• Regioni: Lombardia e Trentino Alto Adige
• Province: Sondrio, Brescia, Bolzano e Trento
• Abitanti: 12.000 circa
• Ghiacciai e nevi perenni: 8,7% della superficie totale
• Boschi di conifere: 25,7 % della superficie totale
• Laghi: oltre 90
• Cima più alta: Monte Ortles, 3905 metri

Proseguiamo descrivendo altre passeggiate, località per località. Ogni percorso ha una sua scheda in PDF.

DA BORMIO ALLA PEDEMONTANA DELLA REIT
Pravasivo - Cà Bianca - Giardin - Teregua (sentiero S533 / S511 / S531)
Il percorso, caratterizzato da brevi saliscendi, attraversa il monte Reit all’interno di un bosco di larici (da qui l’etimologia La Reit, lariceto). Partendo da Pravasivo (sulla SS. 38 dello Stelvio, 1 km prima dei Bagni Vecchi), si raggiunge il paese di Teregua, nel comune di Valfurva, con numerose deviazioni verso Bormio o altri sentieri.
Lunghezza 6,7 km – Difficoltà media – Durata Trekking 1 h 51 min. – Quota max. 1569 mslm – Dislivello 213 m
In località Ca’ Bianca, è possibile prendere il sent. S532 che porta alla Croce della Reit attraverso un sentiero ben tracciato anche se in alcuni tratti ripido e caratterizzato da tornanti numerati. Dalla Croce è possibile godere di uno spettacolare panorama di tutta la vallata, da Bormio a Valdisotto, Valdidentro e Valfurva.
Scarica la descrizione ed altri dettagli in PDF

DA BORMIO: IL GIRO DELLA VALLECETTA
Bormio - Cabinovia Bormio 2000 e funivia Bormio 3000 - I Bei Laghetti - Sobretta - Pozzo dell’Acqua - Bormio 2000 - Bormio (sentiero S541 / S518 / S543.2)
Da Bormio si sale fino a Bormio 2000 e a Bormio 3000. Imboccando il sent. S541, in izia il percorso (molto tecnico per i biker) che scende in località Bei Laghetti fino a Bocca di Profa (traccia ampia ma a tratti su grossi sassi). Ai Bei Laghetti, in tutto una decina, la traccia diventa più stretta ma meno sconnessa. Alla Bocca di Profa, si prende, a sinistra, il sent. S518, a tratti ripido, fino a raggiungere la strada sterrata ai Monti di Sobretta. Proseguendo sul sent. S543.2 si raggiunge località Bormio 2000, passando per Pozzo dell’Acqua de Fontanalonga.
Lunghezza 15,4 km – Difficoltà media – Durata Trekking 4 h 15 min. – Quota max. 3000 mslm – Dislivello 1060 m.
Scarica la descrizione ed altri dettagli in PDF
 

PASSO DELLO STELVIO: FILON DEI MOTT
Passo dello Stelvio - Monte Scorluzzo - Filon dei Mott - Malga Scorluzzo -III Cantoniera (sentiero S506 / S505)
Dal Passo dello Stelvio, si imbocca il sent. S506 che porta al Passo delle Platigliole e alla cima dello Scorluzzo (3095m). Dalla vetta, si scende la cresta sud ovest lungo un tracciato dove sono ben visibili le difese austriache durante la Prima Guerra Mondiale. Superato l’ultimo avamposto, si entra nella “Terra di nessuno” fino ad incontrare la prima ridotta italiana. Si prosegue lungo la cresta fino ad un ometto di sassi. Da qui, tra camminamenti e trincee in pietra, si domina la Valle dei Vitelli. Dopo una breve discesa, si raggiunge un fortilizio delle truppe alpine e, tra i resti delle baracche, si imbocca il sentiero principale fino alla Malga Scorluzzo per poi continuare lungo il sent. S505 fino alla III Cantoniera.
Lunghezza 8,3 km – Durata Trekking 2 h 52 min. – Difficoltà media – Quota max. 3079 mslm – Dislivello 780 m.
Scarica la descrizione ed altri dettagli in PDF
 

ATTORNO ALLO STELVIO: LE TRE BARACCHE
II Cantoniera - Le Buse - Fortini Alti - Dosso della Fornace - Le Tre Baracche (sentiero S505)
Lungo la SS. 38 dello Stelvio, raggiungere il tornante sopra la II Cantoniera ed imboccare il sent. S505 che porta nella Valle dei Vitelli. Superato il torrente, al bivio, proseguire diritti fino alla Loc. Le Buse dove, durante la Prima Guerra Mondiale fu costruito un villaggio militare difeso da un complesso di trincee scavate sulla dorsale retrostante. Due postazioni di artiglieria in galleria puntavano sulla Strada delle Stelvio e sulla Valle dei Vitelli per evitare gli attacchi delle truppe austriache. Dalle Buse si prosegue in costa lungo i pendii della Glandadura fino a raggiungere Pian Pecci dove, al bivio, si lascia a destra il sentiero che porta alla I Cantoniera e si prosegue sino al panoramico Passo del Crap dell’Aquila, dai quale una traccia scende sulla SS. 38 dello Stelvio nei pressi della località Palone.
Lunghezza 8,9 km – Durata Trekking 3 h 14 min. – Difficoltà media – Quota max. 2456 mslm – Dislivello 852 m
Scarica la descrizione ed altri dettagli in PDF

VAL REZZALO

Ponte dell’Alpe – Val di Rezzalo – Rifugio la Baita – Fumero (sentiero S519.2)
Da S. Caterina Valfurva si raggiunge, anche in macchina, il Ponte dell’Alpe sulla strada che porta al Passo Gavia. Da qui, si imbocca il sent. S519.2 che costeggia il torrente dell’Alpe e si snoda tra i pascoli. Raggiunto il Passo dell’Alpe, inizia la lunga discesa della Val di Rezzalo. Il primo tratto è un sentiero che poi diventa una strada più pianeggiante fino a diventare una carrabile. Dove aver oltrepassato diverse baite in pietra a secco e dei fienili, si raggiunge il Rifugio La Baita e si prosegue in direzione Fumero, frazione del comune di Sondalo.
Lunghezza 12,6 km – Durata Trekking 3 h 33 min. – Quota max. 2460 mslm – Dislivello 999 m.
Scarica la descrizione ed altri dettagli in PDF

DA SONDALO A LI MOREGN
Prà di Piaz – Fiecc – Mota Crosc – Li Moregn (sentiero N271 / N269.1).
Da Sondalo si raggiunge la cava di quarzo, uno dei più importanti d’Europa. Dopo il piazzale della cava si segue la strada N271 per Esc fino ad incontrare il sent. N269.1 che si stacca sulla sinistra. Il sentiero passa a margine dei prati e poi si inoltra nel bosco di abeti fino a Fiecc. Dopo un breve tratto ripido e sassoso, si raggiungono le baite de Li Mota dove il bosco di abeti lascia il posto a quello di larici. Da Li Mota si segue il muraglione che delimita i prati, per poi salire gradatamente ad ampi tornanti fino ai poggi rocciosi di Mota Crosc dove si incontra una roggia che deriva le acque della Val del Corn. Questo posto è un punto panoramico interessante e uno dei più curiosi del comune di Sondalo. Sul poggio più alto, dove c’è una piccola radura, si stacca sulla sinistra il sentiero che porta in poco più di un quarto d’ora a Li Moregn, da dove si puo’ ammirare l’intera conca di Sondalo e le montagne che la circondano.
Lunghezza 3,6 km – Durata Trekking 1 h 40 min – Quota max. 2072 mslm – Dislivello 1529 m.
Scarica la descrizione ed altri dettagli in PDF

PANORAMICA SULLA VAL VIOLA
Albergo Viola - Baite Cagnol - Sattarona - Soleir - Funera - Stagimei - Arnoga (sentiero N148 / N128 / N290)
Di fronte all’albergo Viola, il località Arnoga, lungo la SS. 301 che porta a Livigno, si imbocca il sent. N148 che, dopo due tornanti in salita giunge alle Baite Cagnol. Il percorso, in salita, inizialmente tra i boschi e poi lungo i pascoli, offre una splendida visuale dei montagne circostanti: S. Colombano, Cima Piazzi, Corno Sinigaglia, Corno Dosdè e Cima Viola. Al bivio, in loc. Soleir, si sale verso monte lungo un tratturo non segnalato fino alla loc. Sattarona da dove si ha una splendida vista sulla vallata e verso la Val Verva. Da qui, si imbocca il sent. N128 che, dopo aver passato Stagimei, prosegue in discesa tra pascoli e prati. Il ritorno è previsto lungo il sent. N290, la strada carrabile principale della Val Viola fino ad Arnoga.Lunghezza 11 km – Durata Trekking 3 h 32 min. – Difficoltà facile – Quota max. 2377 mslm – Dislivello 497 m.
Scarica la descrizione ed altri dettagli in PDF

GIRO DEI LAGHI DI CANCANO

Ristoro Monte Scale-Ristoro San Giacomo-Ristoro Val Fraele-Ristoro Monte Scale – (sentiero N199)
Partendo dal Ristoro Monte Scale, lungo la strada sterrata N199, attraverso un percorso con pochi dislivelli, si costeggia prima la diga di Cancano e, a seguire, quella di S. Giacomo di Fraele. L’itinerario prevede il giro completo del lago di S. Giacomo, l’attraversamento della diga e il ritorno al punto di partenza costeggiando sempre la diga di Cancano fino al Ristoro Monte Scale.
Lunghezza 16,8 km – Durata Trekking 4 h 27 min. – Difficoltà facile – Quota max. 1980 mslm – Dislivello 35 m
Partendo dai Laghi di Cancano, è possibile effettuare anche altre escursioni. Dalle Torri di Fraele, le due torri medievali che si trovano a guardia della Valdidentro, è possibile raggiungere la Croce del Monte Scale seguendo la mulattiera N197.1 posta sul davanti, più impegnativa, o il sent. N197, posto sul lato opposto. Partendo invece dalla seconda diga, quella di S. Giacomo, è possibile percorrere la Val Alpisella, sent. N138 e N138.1, dove si trovano le sorgenti del fiume Adda e raggiungere Livigno.
Scarica la descrizione ed altri dettagli in PDF

MALGA SAN COLOMBANO - OGA

Malga S. Colombano - Pozza - Sposina Bassa - Forte di Oga - Crap del Maro - Oga (sentiero N280)
Partendo dalla Malga S. Colombano, il percorso si snoda in discesa lungo il sent. N280 su un’ampia strada carrabile. Durante la camminata, si incontrano località come Pozza, Sposina Bassa e il Forte di Oga, intitolato al capitano valtellinese Venini e costruito tra il 1908 e il 1912 a difesa dei principali valichi alpini durante la Prima Guerra Mondiale. Sempre proseguendo lungo il sentiero, si raggiunge loc. Crap del Maro e il centro di Oga.
Lunghezza 7 km – Durata Trekking 2 h 2 min. – Difficoltà media – Quota max. 2230 mslm – Dislivello 759 m
Scarica la descrizione ed altri dettagli in PDF

LAGO DI CAMPACCIO

Monte - Campello - Campaccio - Lago di Campaccio (sentiere N273 /N208)
Il percorso si sviluppa in salita dal parcheggio della loc. Monte dove, seguendo il sent. N273 in direzione nord-ovest si raggiungono le baite di Campello. Da qui, procedendo lungo il sentiero in direzione ovest, si intercetta per un breve tratto il sent. N208 e si continua fino alla Malga di Campaccio, in direzione sud-est, dove si trova l’omonimo laghetto alpino. Il percorso è caratterizzato dalla presenza di sorgenti, punti panoramici e di interesse artistico, come la Chiesetta della Visitazione della Beate Vergine Maria in loc. Monte.
Lunghezza 3,7 km – Durata Trekking 1 h 57 min. – Difficoltà media – Quota max. 2284 mslm – Dislivello 682 m
Scarica la descrizione ed altri dettagli in PDF


PANORAMICA IN VAL ZEBRU'

Niblogo - Val Zebrù - Baite Campo - Costantini - Cavallaro - Niblogo (sentiero S529 / S526 / S527)
Dalla frazione di Niblogo, in loc. Madonna dei Monti, si imbocca la strada carrabile S529 e si raggiunge il ponte di Peceneccia, si gira a sinistra e ci si addentra nella Val Zebrù vera e propria, costeggiando il torrente. Il percorso è agevole, nella prima parte immerso nei boschi intervallati da profondi valloni e terrazzi verdi dove si trovano le tipiche baite in legno. Il luogo è frequentato da ungulati e dal maestoso gipeto. Raggiunte le Baite di Campo, a quota 1948 m., si sale a destra lungo un ripido sentiero a tornanti fino alla deviazione per il bivacco Costantini e si prosegue sul sent. S526, pianeggiante, fino alle Baite di Cavallaro. Da qui si imbocca il sent. 527, abbastanza ripido a tornanti che riporta sulla strada carrabile nei pressi del Ristoro Zebrù e, da lì, si rientra alla frazione di Niblogo.
Lunghezza 18,3 km – Durata Trekking 6 h 10 min. – Difficoltà media – Quota max. 2360 mslm – Dislivello 766 m
Scarica la descrizione ed altri dettagli in PDF
 

SENTIERO GLACIOLOGICO ALTO
Rifugio Forni - Sentiero Glaciologico Alto - Ponti Tibetani - Rifugio Branca - Rifugio Forni (sentiero S524 / S530)
Dal Rifugio Forni si imbocca il sent. S524 sulla destra del torrente Frodolfo e si gira a destra lungo il sentiero glaciologico alto segnato da un triangolo giallo. Il sentiero, molto panoramico, presenta lungo il suo percorso fortini e resti della Prima Guerra Mondiale. Dopo aver raggiunto il Rifugio Branca, si rientra al Rifugio Forni percorrendo la strada carrabile S530.
L’itinerario è stato realizzato nel 1995 per ricordare il centenario della fondazione del Comitato Glaciologico Italiano.
Lunghezza 8,5 km – Durata Trekking 3 h 23 min. – Difficoltà media – Quota max. 2620 mslm – Dislivello 479 m
Scarica la descrizione ed altri dettagli in PDF

Si ringraziano per i testi www.bormio.eu ed il suo staff.
Per le foto si ringrazia sempre www.bormio.eu  ph. Robytrab

Condividi su  -