





due valli da Courmayeur, alla base dei Quattromila valdostani
Immagina Courmayeur come il fulcro di un grandioso anfiteatro naturale al cospetto del Monte Bianco: da questo centro abitato si dipartono, in direzioni opposte ma complementari, la Val Veny e la Val Ferret. Insieme formano un unico, immenso solco che corre parallelo alla catena del Monte Bianco, separando il massiccio cristallino dalle montagne sedimentarie più basse e creando così una sorta di "balconata" naturale continua ai piedi del Gigante d'Europa.
La Val Veny, che si allunga verso ovest, rappresenta l'anima più selvaggia, aspra e glaciale. È una valle dominata dalla vicinanza fisica con i grandi ghiacciai, in particolare quello del Miage e della Brenva, che un tempo scendevano impetuosi fino a lambire quasi il fondovalle. Oggi, purtroppo, il riscaldamento globale li costringe sempre più in alto.
Qui il trekking assume un carattere severo e maestoso: si cammina su terreni spesso morenici, tra boschi fitti e pietraie, costeggiando laghi alpini dai colori irreali come il Lago del Miage. È la meta ideale se cerchi il contatto con la forza bruta della montagna e vuoi raggiungere rifugi storici come il Monzino o l'Elisabetta Soldini, sentendo il respiro freddo dei ghiacciai sulla pelle.
Dalla parte opposta, verso est, si apre la Val Ferret, che offre invece un paesaggio decisamente più dolce, bucolico e verdeggiante, pur rimanendo al cospetto di pareti granitiche verticali impressionanti come quelle delle Grandes Jorasses e del Dente del Gigante.
Questa valle è il paradiso per un escursionismo più panoramico e rilassato nel fondovalle, ma offre anche sentieri in quota di eccezionale bellezza. È qui che corre la celebre "balconata" che collega il rifugio Bertone al rifugio Bonatti, un sentiero che permette di camminare per ore mantenendo una vista costante e spettacolare sull'intera catena del Monte Bianco, senza dover affrontare i dislivelli o le asprezze del versante opposto.
In sintesi, mentre la Val Veny ti porta dentro la montagna mostrandoti la sua potenza geologica, la Val Ferret ti pone di fronte ad essa, regalandoti i panorami da cartolina più celebri delle Alpi Occidentali.
I MIGLIORI SENTIERI IN VAL VENY
Due sentieri di facile percorribilità che offrono un'ottima visuale sulla catena del Monte Bianco: si tratta dell'itinerario verso il Lac du Breuillat (1h30' da Chalets du Miage) e dell'itinerario Lac Vert (2h15' da Peuterey).
Lungo il percorso sono molteplici gli spunti interessanti, legati soprattutto alla vita dei ghiacciai. Ogni descrizione risulta "vecchia" l'anno successivo, dato il veloce e inesorabile ritiro dei ghiacciai.
Il Lac du Breillat si trova a poche centinaia di metri dal ghiacciaio del Miage, il più esteso tra quelli del versante italiano del Monte Bianco. La lunghezza risulta essere di dieci chilometri per una larghezza di mille metri, lo spessore del ghiaccio è di 400 metri. I calcoli effettuati mostrano che il fiume di ghiaccio si muove a circa 61 metri l'anno (anno 2000).
La fronte del ghiacciaio è ricoperta di massi (morene viaggianti) ed è suddivisa in tre lobi, alcuni dei quali hanno accolto lo sviluppo di forme vegetali.
Più a valle, l'escursione transita nei pressi del ghiacciaio della Brenva, testimonianza evidente dell'innalzamento del clima. Infatti, questo ghiacciaio nel 1818 raggiungeva l'imbocco della Val Veny, mentre sessanta anni dopo era arretrato di circa un chilometro. Ancora più gravi i ritiri degli anni Duemila, sempre più veloci.
Caratteristica del ghiacciaio è l'immensa seraccata, a valle della quale vi è il gradino roccioso del Pierre à Moulin, con rocce montonate e levigate.
Lungo il cammino si ammirano, verso nord, i ghiacciai di Freney e del Breuillat, ghiacciai che scendono lungo canaloni attigui al di sotto della cupola del Monte Bianco di Courmayeur. Non è infrequente il distacco di blocchi di ghiaccio.
Nei pressi del Lac du Breuillat, detto anche Des Marmottes, non è difficile udire i versi delle marmotte e magari incrociarne qualcuna. Questo lago occupa una conca delimitata dalla morena sinistra del Miage, dalle pendici rocciose della cresta del Breuillat e dal conoide alimentato dal Glacier du Breuillat.
Il Lac du Giardin è invece un lago di sbarramento morenico, il suo colore è largamente dovuto alla notevole quantità di limo glaciale presente nelle acque.

(Monte Bianco dalla val Ferret, in autunno)
VAL FERRET
Questa vallata si snoda per diversi chilometri tra alpeggi e boschi di fondovalle: terreno ideale per faticare poco e godersi una giornata al cospetto dei Quattromila in compagnia. Con un po' più di impegno si può salire al rifugio Bonatti: la struttura, dedicata al grande alpinista bergamasco, si trova a circa 2000 metri di quota, poco oltre il limite del bosco, ed è un vero balcone affacciato sul Monte Bianco e sulle Grandes Jorasses. Per arrivare al rifugio si parte da Lavachey, o meglio poco più a monte, dopo due tornanti. Si può percorrere il sentiero 28, che prende quota con decisione tra mille tornanti in un bosco di larici, oppure il 28a, più lungo e sinuoso ma anche più panoramico, che sfiora un paio di alpeggi ed attraversa una fragorosa cascata prima di condurre al rifugio.
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Con partenza da La Saxe si può raggiungere - con più impegno - il rifugio Bertone: anche questo rifugio, a circa duemila metri di altitudine, è uno splendido punto di osservazione sul gigante delle Alpi. La vista migliore si gode poco a monte del rifugio, nel pieno di un alpeggio d'alta quota (Le Prè).
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