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Ortles, da Solda (scorri la gallery!)
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Al pascolo nei pressi del rifugio Tabaretta
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Rifugio Tabaretta ai piedi dell'Ortles
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Verso la val Senales
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Il rifugio Payer ai piedi dell'Ortles
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Ghiacciaio dell'Ortles
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Il suggestivo ponticello tra le rocce
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Verso il passo dello Stelvio, cima Tuckett
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Pareti glaciali
Alto Adige

Solda

Solda è una frazione di Stelvio, uno dei due comuni altoatesini il cui territorio è completamente compreso nel Parco Nazionale dello Stelvio (l’altro è Val Martello). Fanno parte del territorio comunale di Stelvio anche le frazioni di Trafoi e Gomagoi, poste lungo la valle di Trafoi che sale fino al celebre passo alpino, alto 2758 metri sul livello del mare.
Solda, si diceva, è posta nell’omonima valle, ai piedi dell’Ortles e del Cevedale. Le pareti e i ghiacciai che circondano Solda compongono un arco di vette e creste che modellano un ambiente di alta quota caratterizzato da passaggi rocciosi, morene e conche glaciali. Il territorio è segnato dalla relazione tra roccia e ghiaccio: la morfologia alpina qui racconta sia le dinamiche delle glaciazioni sia la storia dell’alpinismo.
In paese i principali motivi di richiamo sono uno dei Messner Mountain Museum, voluto dal celebre alpinista Reinhold Messner, che vi ha importato anche una dozzina di yak, e la vecchia chiesa, risalente almeno al XIV secolo anche se l’aspetto attuale è successivo di un paio di secoli.
Il territorio attorno a Solda offre itinerari per tutti i livelli: passeggiate alpine, salite a crinali panoramici, traversate su ghiaioni e percorsi che conducono a rifugi d'alta quota. Le escursioni combinano tratti boschivi con praterie d'alta montagna e pietraie, permettendo sia uscite "per famiglie" sia salite più impegnative verso le creste e i rifugi storici della zona.
 

Il rifugio Città di Milano, a 2581 mslm, si raggiunge anche in funivia e – posto al cospetto del Gran Zebrù – è base di impegnative ascensioni in ambiente glaciale. E’ stato costruito sulle rovine del preesistente Schaubachhütte, dedicato al geografo ed alpinista tedesco Adolf Schaubach, che compì undici campagne nelle Alpi tra 1824 e 1847. La costruzione originaria venne realizzata nel 1876 dalla società alpinistica “Wilde Bande” di Vienna. L'edificio fu poi acquistato nel 1888 dalla Sezione di Amburgo del DÖAV (Club Alpino di Austria e Germania) e quindi ampliato nel 1892 e nel 1896. Durante il primo conflitto mondiale, venne distrutto nei combattimenti. Dopo la guerra e l'annessione del Tirolo meridionale al Regno d'Italia le sue rovine furono assegnate alla Sezione CAI di Milano. Una sottoscrizione pubblica fra cittadini milanesi permise di ricostruire il rifugio nel 1926.
Dal 2015 è di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano.
 


(Pascoli d'alta quota nei dintorni del rifugio Tabaretta)
 

RIFUGIO JULIUS PAYER
Lega il suo nome ad un geografo, per quanto non ufficialmente tale, anche l’altro rifugio posto alla base dei ghiacciai, il rifugio Julius Payer. La camminata da Solda al rifugio Payer è probabilmente la più bella ed appagante della zona.
Si trova a 3029 metri di quota, al cospetto dell’Ortles e del suo sistema glaciale, sul crinale che divide la valle di Trafoi (si apprezza un panorama estesissimo, caratterizzato dai tornanti del passo dello Stelvio in primo piano) e la valle di Solda. Ha festeggiato i 150 anni nel 2025: fu infatti costruito dal Club Alpino Austro-Tedesco nel 1875 (precisamente dalla sezione di Praga): per diversi decenni fu affidato al CAI di Milano a seguito del passaggio del Südtirolo all’Italia. Da venticinque anni, invece, è gestito dalla famiglia Wöll.
Come si arriva al rifugio Payer?
La salita “classica” al rifugio Payer parte da Solda, imboccando il sentiero 4 proprio davanti alla “vecchia chiesa” del paese (1850 mslm circa). Si guadagna quota nel bosco per una mezz’oretta finché si raggiungono sfasciumi e pietraie lasciati dal ritiro del ghiacciaio orientale dell’Ortles.
Camminando su queste pietraie e su un’evidente morena e risalendo poi un versante erboso si raggiunge il rifugio Tabaretta che funge da comodo punto intermedio (2550 mslm). Vale la pena fermarsi ed ammirare il panorama che – qui come poco oltre – inizia ad aprirsi ai ghiacciai del Cevedale e – a nord – a diverse cime suggestive come la Palla Bianca ed il Similaun. I due laghi dell’alta val Venosta spiccano guardando verso passo Resia.
Dal rifugio Tabaretta al rifugio Payer si cammina spesso costeggiando uno strapiombo: sono pertanto richiesti passo sicuro ed estrema attenzione. Dopo la forcella dell’Orso il panorama si apre anche verso ovest, sulla valle di Trafoi, il passo dello Stelvio, cima Tuckett ed altre parti dei ghiacciai dell’Ortles. L’arrivo al rifugio è reso più impegnativo dall'altitudine che rende l'ossigeno sempre più rarefatto vista la quota elevata. Prima di arrivare alla meta si passerà su un suggestivo ponte tra due costoni rocciosi e ci si aiuterà con diverse corde fisse che non richiedono attrezzatura da ferrata ma richiamano ulteriormente ad attenzione e prudenza.
La discesa avviene sull’itinerario di salita salvo si voglia scendere verso Trafoi per disegnare un percorso circolare che richiede, tuttavia, un ritorno a Solda in autobus.
Nel 1909 Julius Payer esprimeva gratitudine e soddisfazione per l’intitolazione del rifugio, voluta dalla sezione di Praga del Club Alpino dell’impero: “il riconoscimento della comunità vale più di una medaglia al merito da parte delle autorità”.
Clicca per aprire in pop-up una mappa Kompass del percorso!
 


(Ghiacciaio dell'Ortles e rifugio Payer)
 

Ma chi è stato Julius Payer?
Pittore e professore, esploratore e cartografo, militare e pionerie della montagna, navigatore dell’Artico e non solo …
Ne abbiamo parlato spesso sul nostro sito, presentando anche il libro basato sui suoi appunti, edito da Grafo Edizioni (https://www.cicloweb.net/pianura/news/newspayer.htm).
Di origine boema, Julius Payer nacque a Schonau nel 1841 e morì a Veldes nel 1915. In vita fu un luogotenente dell’esercito austroungarico: combattè, con onore, nelle battaglie di Custoza e Solferino nell’ambito della Seconda Guerra di Indipendenza italiana. Nel corso di una licenza si dedicò all’esplorazione delle montagne che cingono la val Rendena ad oriente (Dolomiti di Brenta) ed occidente (Adamello – Presanella) e del gruppo dell’Ortles.
Il 15 settembre del 1864 Payer fu il primo umano a calcare le nevi della vetta dell’Adamello e questo è solo uno dei tanti momenti significativi di una febbrile estate in cui il luogotenente imperversò per le vette tra Trentino e Lombardia in una “non dichiarata” sfida con altri alpinisti che avevano scelto il versante solandro del gruppo della Presanella (Freshfield e Tuckett in particolare).
Dopo il gruppo dell’Adamello – Presanella, Payer si dedicò all’Ortles ed ai suoi dintorni per poi divenire un esploratore artico.
Abbiamo anche presentato la sua biografia, a cura di Alpine Edizioni, in questa pagina: https://cicloweb.net/?pg=news&art=julius-payer-una-biografia
Biografia affascinante di un uomo dai mille interessi, testimonianza non solo del valore di Julius Payer ma impagabile approfondimento sulla situazione delle montagne di fine Ottocento grazie ai rapporti intrattenuti da Julius Payer con contadini, allevatori e cacciatori locali.
Qualche tappa della sua vita:
2 settembre 1842 nasce a Tepliz-Schönau, in Boemia
1852 entra tra i cadetti dell’Istituto Imperiale Regale Austroungarico
1859 sceglie la carriera militare
1862 prime salite in montagna tra Lessinia e Monte Baldo
1863 sale il Grossglockner ed il Grossvenediger
1864 rilevazioni topografiche in Adamello – Presanella a seguito dell’incontro con il generale Von Kuhn a Trento, prima aveva mappato solo a proprie spese e nel tempo libero
1865 arrivo a Solda e prima salita a Cima Solda
1865 dal 23 agosto al 10 settembre sale sei vette tra cui Ortles, Cevedale e Gran Zebrù
1866 dal 9 settembre al 9 ottobre sale tredici vette tra cui le prime salite a cima Tuckett, cima Grande Campana, cima Madaccio, Punta degli Spiriti, Corno di Ghiaccio Grande e monte Zerbù
1867 altre diciotto scalate in zona Solda, tra cui molte prime salite
1868 fine dei lavori di rilevazione topografica con sedici riproduzioni delle Alpi della val Martello
1869 – 1870  partecipazione alla seconda spedizione polare tedesca
1872 – 1874 guida della spedizione polare austroungarica alla scoperta dell’area ancora oggi denominata Terre di Francesco Giuseppe
1876 si sposa con Fanny Kann ed ha poi due figli, Olivia (1879) e Julius (1881)
1876 – 1882 svolge l’attività di pittore a Monaco e Francoforte
1877 elevato a nobile
1884 – 1889 vive a Parigi con la famiglia
1888 ritorno a Vienna e separazione dalla moglie
1890 – 1915 docente di pittura a Vienna
1892 conclude il suo capolavoro pittorico, Nie zurück (“Mai più indietro”)
1915 muore il 29 agosto a Bled, in Slovenia

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