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Munt da Fornella, ai piedi del Sass de Pütia (scorri la gallery!)
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Odle di Eores sullo sfondo
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Ai piedi del Sass de Pütia
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Alpeggi sul versante di Longiarù del Sass de Pütia
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Sass de Pütia
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Verso Utia Vaciara
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Ai piedi del Sass de Pütia, andando verso Utia Vaciara
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Odle sotto le nuvole
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Rifugio Schatzer
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Rifugio Montemuro
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Odle di Eores dal Monte Muro
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Sass de Pütia dal Monte Muro
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Verso nord dal Monte Muro
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Alpe di Luson e cresta confinale verso nord
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Ghiacciai della Valle Aurina
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Panorami dal Monte Muro
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La vetta del Monte Muro
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Verso la Montejela de Sennes e la Croda Rossa
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Steccati in alta quota
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Al rifugio Monte Muro
Alto Adige

Passo delle Erbe

Adagiato ai piedi del Sass de Pütia, il passo delle Erbe (Jü da Börz in ladino e Würzjoch in tedesco) è una comoda base di partenza per numerose escursioni, a loro volta ricche di varianti o possibili estensioni.
 

In questa pagina ci limitiamo a raccontare quelle che abbiamo vissuto in prima persona, sottolineando - nuovamente - come siano una selezione da un più ampio ventaglio di possibilità.
 

Le passeggiate che abbiamo fatto, però, a nostro parere sono le più belle ed interessanti escursioni da fare al passo delle Erbe, all'ombra del Sass de Pütia ed affacciati sia sulle vette più vicine (in particolare le Odle di Eores e Funes) sia su quelle lontane (come le Dolomiti orientali di Badia) o lontanissime (come la cresta confinale a nord della val Pusteria).
Per chi preferisce la bici abbiamo scritto questa pagina: www.cicloweb.net/bicicletta/b-altoadige/newpassoerbe.htm
 

RODA DE PÜTIA
Partiamo dalla Röda de Pütia, ovvero "il giro attorno al Sass de Pütia", incastonata nel cuore delle Dolomiti dell’Alto Adige, uno degli itinerari escursionistici più iconici e affascinanti dell’intero arco alpino, un anello panoramico che abbraccia il maestoso Sass de Pütia (Peitlerkofel in tedesco, Sas de Pütia in ladino), vetta solitaria alta 2875 metri che domina il paesaggio con la sua prominenza e la sua imponenza rocciosa al confine tra la Val Badia e le valli di Funes e Luson, ponendosi, quindi, come limite tra aree culturali ladine e territori di matrice germanica.
Questo percorso, immerso nel Parco Naturale Puez-Odle, è un vero e proprio viaggio attraverso la storia geologica delle Dolomiti, patrimonio UNESCO, e un tributo alla cultura ladina che da secoli caratterizza il versante orientale di queste terre, preservando lingua, tradizioni e architettura.
La Röda de Pütia si snoda tra pascoli alpini punteggiati da baite in legno, boschi di conifere profumati e scorci mozzafiato sulle cime dolomitiche, offrendo una vista a trecentosessanta gradi che spazia dalle Odle al gruppo Puez, dalle Dolomiti orientali di Badia alle vedrette di Ries - Aurina.
Lungo il cammino si incontrano rifugi storici ed altri più recenti come l’Ütia de Börz e la baita Cir, al passo delle Erbe; il rifugio Sot Pütia ed il rifugio Munt da Fornella, a soli venti minuti dal valico; l'Ütia Vaciara e l’Ütia de Göma, nel bel mezzo dell'escursione, tutti custodi di un’ospitalità autentica e di una cucina che fonde sapori tirolesi e quelli più specificamente ladini.
Il percorso, accessibile dal Passo delle Erbe, rappresenta non solo una sfida escursionistica adatta a tutti, ma anche un’immersione nella spiritualità della montagna, dove ogni passo racconta storie di pastori, scalatori e viandanti. Reinhold Messner, leggenda dell’alpinismo, mosse nei dintorni i primi passi della sua carriera, rendendo il Sass de Pütia un luogo mitico per gli appassionati di arrampicata. La Röda de Pütia - si diceva - è anche un confine culturale: qui si incontrano le lingue e le identità dell’Alto Adige, con il ladino che si mescola al tedesco, creando un mosaico linguistico unico. Qui la bellezza naturale si fonde con la memoria storica e l’identità culturale di un territorio che ha saputo conservare la sua anima autentica.
Ideale per chi cerca escursioni nelle Dolomiti, trekking in Alto Adige, panorami mozzafiato e immersione nella cultura ladina, la Röda de Pütia è una meta imperdibile per ogni amante della montagna.
Visto che l'"overtourism" è arrivato anche qui, è consigliabile percorrere questo itinerario fuori stagione o, comunque, evitando i momenti di "picco", da metà-fine luglio alla fine del mese di agosto.
 

 (Lungo la Röda de Pütia)
 (Lungo la Röda de Pütia)

Punto di partenza ideale è sicuramente il passo delle Erbe, il più comodo e quello che rende l'escursione più breve ed accessibile. Nulla vieta, tuttavia, di partire da Antermoia o dal ponte sulla provinciale verso Funes, oppure ancora più a valle, da Longiarù o da San Martino in Badia agganciando la Röda de Pütia nei dintorni di Ütia Vaciara e Ütia de Göma rispettivamente.
Raccontiamo qui il percorso a partire dal passo delle Erbe, Würzjoch in tedesco e Jü de Börz in ladino.
 

Pagato il parcheggio o scesi dall'autobus, si sale, su ampia forestale poco pendente, lungo il segnavia 8a, verso il rifugio Munt de Fornella ed il vicino rifugio Sot Pütia. Questo primo tratto regala già alcuni scorci indimenticabili: il primo è una visione incredibile della geologia delle Dolomiti. Appena partiti, infatti, la forestale si avvicina ad un canyon che mostra la varietà e l'intensità dei colori delle rocce dolomitiche.
Subito dopo, poi, suggestivi alpeggi, con poche baite in legno, sono quadretti che non si smetterebbe mai di fotografare: sullo sfondo le Odle di Eores, meno famose delle "cugine" di Funes.
Dopo i due rifugi (raggiunti in circa venti minuti) il sentiero prosegue ampio in direzione sud-ovest, passando tra i verdi prati di Campaccio per poi - quasi improvvisamente - restringersi e costeggiare sinuoso i ghiaioni sul versante occidentale del Sass de Pütia.
Una breve discesa porta all'incrocio con il sentiero 4 che conduce, tra rocce e ripide balze, fino alla forcella de Pütia, il punto più alto del percorso, a 2357 metri di quota (circa 1h15' dai rifugi Munt da Fornella e Sot Pütia). Qui vale la pena fermarsi per rifiatare ed ammirare il panorama che si apre alle Dolomiti orientali di Badia (si vedono anche le Tofane, il Lagazuoi, il Sass dla Stria), alla Montejela de Sennes ed altre cime del Parco Naturale di Fanes - Sennes - Braies oltre che, ovviamente, al Puez. La conformazione delle pendici meridionali del Sass de Pütia nasconde le Odle che appariranno più tardi, lungo la discesa verso Ütia Vaciara.
La forcella è anche un incrocio tra almeno tre destinazioni: il rifugio Genova, a circa mezz'ora; la vetta del Sass de Pütia, riservata a chi ha l'attrezzatura da ferrata, ed appunto la Röda de Pütia.
La discesa segna il ritorno ad una traccia ben più ampia ed agevole, si perde quota rapidamente e senza insidie, ammirando i vicini alpeggi punteggiati da baite, il profilo del Sass de Pütia e le tante cime dolomitiche che chiudono l'orizzonte ad est ed a sud.
In meno di un'ora, sempre in discesa o al più falsopiano, si raggiunge Ütia Vaciara (a circa 2050 mslm) dove si affronta un nuovo momento di salita: meno di un quarto d'ora, nemmeno troppo impegnativa, per raggiungere la forcella Göma (2116 mslm) che segna un cambio di versante ed un ritorno nel bosco.
Altri venticinque minuti servono per arrivare alla Ütia de Göma, affacciata sul versante orientale del Sass de Pütia, ed ancora venticinque minuti prima di prati, poi di bosco (con un bel tratto in "slalom" tra rocce e pietre gigantesche) per arrivare al rifugio Munt da Fornella dove il giro circolare si chiude e si può fare rientro al passo delle Erbe sul percorso seguito all'andata (meno di venti minuti, come durante la salita).
E' consiglabile percorrere la Röda de Pütia nella direzione descritta per affrontare in salita il versante più sdrucciolevole della forcella de Pütia. 
Clicca per aprire in pop-up una mappa Kompass del percorso!
 


(Lungo la Röda de Pütia)
 

RIFUGIO SCHATZER E MONTE GABLER
Quella verso il rifugio Schatzer è una passeggiata estremamente facile che può essere estesa nel caso si voglia... faticare di più!
Il rifugio, posto a 1984 mslm, è accessibile da più punti ma l'ascesa più suggestiva parte dalla baita Edelweiss (1860 mslm), a valle del passo delle Erbe, sul versante verso Bressanone e Funes, e segue fedelmente i segnavia 4/8 che guidano lungo un sentiero che prende quota senza mai "strappare".
Le indicazioni escursionistiche prevedono una passeggiata di trentacinque minuti e - procedendo a buon passo - si può tranquillamente stare sotto la mezz'ora.
Si tratta dunque di una passeggiata ideale per chi ha solo una mezza giornata di tempo, ad esempio, o per chi vuole avvicinare i bambini alla montagna, quella vera, fatta di sentieri, rocce e radici e non di banali forestali.
La facilità dell'escursione consente di apprezzare senza affanno i meravigliosi panorami attraversati: le Odle di Eores si dispongono a sud e più ad est spicca il Sass de Putia, un quadretto dolomitico meno celebrato di altri ma di indubbio fascino.
La storia del rifugio Schatzer parte nel 1926 quando il nonno dell'attuale gestore realizzà una struttura che serviva in particolare per la gestione dei pascoli alpini tutt'attorno.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il rifugio Schatzer, grazie alla rinomata cucina ("chef" era Luis Schatzer Luis, lo zio dell’odierno oste del rifugio), era già diventato una delle mete di escursione più amate, ben oltre i confini nazionali.
Nel 1982 il rifugio è stato rilevato da Franz Pernthaler che, alle soglie del ventunesimo secolo, lo ha fatto interamente rinnovare: l'adeguamento agli standard più moderni non ha compromesso l'atmosfera originaria della struttura, rimasta calda ed accogliente, a partire dall'accogliente "stube" con la sua tipica stufa in maiolica.  
Abbiamo parlato di estensioni ed in effetti da queste parti si può camminare molto di più. Un'idea è sicuramente raggiungere la vetta del monte Gabler (2576 mslm), alle cui pendici si trova l'iconico bivacco Gabler Hütte (della cui veste invernale parliamo in questa pagina di www.ciaspole.net - clicca). Il Gabler, detto monte Forca in italiano, è formato da due cime, con un'altitudine simile: il monte Forca Grande (Großer Gabler) e il monte Forca Piccolo (Kleiner Gabler). Una volta raggiunta la cima il panorama è davvero estesissimo: abbraccia gran parte delle Dolomiti tra Badia ed Ampezzano, oltre alle già citate Odle e Sass de Putia, la cresta di confine che chiude a nord la val Pusteria e ampi settori delle vette più occidentali del Trentino Alto Adige.
Il panorama si amplia anche estendendo di poco la passeggiata al rifugio Schtazer, fino ad una croce posta nel cuore dei prati dell'Alpe di Eores (segnati su alcune mappe come Gampen Wiesen). Si tratta di una destinazione "non ufficiale" (non contrassegnata da indicazioni o tabelle, la mappa Kompass che riportiamo sotto la indica come Hendlinger Pfink) ma aperta verso l'Alta Badia: da qui si possono ammirare la Montejela de Sennes, la Croda Rossa ed il Sasso delle Nove. Per arrivarci bisogna portarsi su una forestale che - poco prima di arrivare al rifugio Schatzer - piega decisamente verso est e prosegue oltre un isolato maso caratterizzato da un'alta croce in legno. Continuando a camminare si segue l'andamento della montagna, superando un torrente e portandosi poi in prossimità della croce da raggiungere percorrendo una traccia tra erica e prati da sfalcio. Per questa destinazione è da considerare una mezz'ora per direzione, a partire dal rifugio Schatzer.
Rientrando verso il rifugio Schatzer i più attenti noteranno una cima più a sud delle Odle: è il Catinaccio di Antermoia che per un fortunato gioco di prospettive riesce a spiccare nonostante sia effettivamente lontano!
Per informazioni, il rifugio Schatzer risponde al numero 328/7782228 
Clicca qui per uno stralcio d'insieme della zona, tratto dalla cartografia Kompass.
 


(Al rifugio Schatzer)
 

MONTE MURO, RIFUGIO E VETTA
A valle del passo delle Erbe, stavolta sul versante ladino, parte la passeggiata verso il rifugio Monte Muro (Maurerberghütte) e l'omonima vetta.
Posto a 2157 metri di altitudine offre un panorama unico aperto sulle Dolomiti Orientali di Badia e la cresta confinale ma caratterizzato, soprattutto, da un'impagabile vista sul Sass de Pütia. Il rifugio vive oggi la terza generazione di una conduzione famigliare iniziata nel 1975 con la trasformazione di una piccola baita in un posto di ristorazione per gli ospiti della stagione invernale: vi arrivava, infatti, un impianto di risalita.
Nel 1979, Paul e Maria, con l'aiuto dei loro tre figli, costruirono il primo rifugio Monte Muro, dotato di cinque camere. Dal 1998, con la chiusura dell'impianto di risalita, l'attività si svolge solo nella stagione estiva, o meglio, da maggio a ottobre.
Fino al 2013, inoltre, il rifugio Monte Muro ospitava anche un piccolo allevamento di capre, conigli e galline. Il nuovo edificio è stato inaugurato nel 2014 ed ampliato nel 2020.
Ma come si arriva al rifugio Monte Muro?
Dal parcheggio Pre de Börz (1870 mslm) sulla strada per il Passo delle Erbe, sul versante di Antermoia, si segue il segnavia n. 1 per il Rifugio Monte Muro. La strada che porta al rifugio è una facile strada forestale che si snoda in un meraviglioso paesaggio alpino e boschi di cirmolo. E' possibile qualche taglio nel bosco, qualche scorciatoia che spezza la "monotonia" della forestale.
E' quasi d'obbligo proseguire oltre il rifugio, raggiunto in meno di un'ora.
Attraverso prati d'alta quota si arriva al passo d'Alfrei dove si apre una splendida vista a 360 gradi, che abbraccia la Plose, le cime delle Odle di Eores, il Sass de Pütia, il gruppo di Fanes, la Montejela de Sennes, le Alpi dello Stubai e della Zillertal. Su facile sentiero, senza possibilità di perdersi, si prosegue fino alla croce sul Monte Muro (2332 mslm), da dove si può ammirare il panorama sull'Alpe di Luson e su quella di Rodengo.
Si arriva alla cima in circa venti minuti di cammino.
Clicca qui per uno stralcio d'insieme della zona, tratto dalla cartografia Kompass.
 


(Panorama sul Monte Muro)

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