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Naviglio Grande
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Opere di presa
Lombardia

Il Naviglio Grande

Il Naviglio Grande fu il primo naviglio completamente navigabile in Europa e fino agli anni Cinquanta la darsena di Porta Ticinese, oggi cuore “chic” della movida milanese, era uno dei porti più trafficati d'Italia. Lungo queste acque sono arrivati nella città della Madonnina i marmi che servirono alla costruzione del Duomo: da Candroglia, in val d' Ossola dove hanno sede le uniche cave autorizzate, le rocce venivano trasportate sul lago Maggiore e poi sul Ticino ed il Naviglio Grande, fin nel cuore della città meneghina. Oggi sono in corso studi e progetti per tentare di far rivivere, almeno parzialmente, Milano come una città d'acqua!

Le acque del Naviglio sono captate dal Ticino tramite opere di presa poco a valle del Lago Maggiore, tra le province di Novara e Varese: il percorso ciclopedonabile (misto, da percorrere quindi con attenzione e prudenza, senza tentare i “record dell'ora”) parte dunque dai dintorni di Lonate Pozzolo e corre accanto al Naviglio per circa cinquanta chilometri, in direzione sud.

Nei dintorni di Abbiategrasso il Naviglio si dirama: una deviazione corre verso Bereguardo ed il Pavese, mentre il ramo principale raggiunge Milano in venti chilometri.

Nel dettaglio, da Milano si toccano Corsico, Gaggiano ed Abbiategrasso (km 20) e poi, girando verso nord, Cassinetta di Lugagnano (km 24), Robecco sul Naviglio (km 26), Bernate (km 33) e Turbigo (km 43) prima di arrivare alle opere di presa nei pressi di Oleggio (km 50). Questo percorso una volta usciti dalla periferia milanese regala angoli inattesi sulla campagna del Parco Agricolo Sud Milano, una vista sul caratteristico centro di Gaggiano e sulle tante ville nobiliari affacciate sul Naviglio.

Il ramo meridionale del Naviglio Grande, invece, misura quasi venti chilometri (da Abbiategrasso a Bereguardo) e fu scavato nel Quattrocento per collegare Milano al fiume Po. Proprio per questo la costruzione del vicino Naviglio Pavese ne pregiudicò ruolo ed importanza. L'itinerario, pianeggiante, sfiora l'abbazia di Morimondo e si snoda in un contesto agricolo tipicamente lombardo.

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