

ottantuno chilometri tra castelli e suggestioni enogastronomiche
La Food Valley Bike rappresenta un itinerario cicloturistico d'eccellenza che si snoda nel cuore dell'Emilia-Romagna, collegando Parma a Busseto, passando anche dalla provincia di Reggio Emilia, più precisamente dai dintorni di Brescello, paese reso celebre dalle vicende di Peppone e Don Camillo.
Il percorso attraversa le terre della Bassa Parmense, un territorio dove la cultura gastronomica si fonde con il paesaggio fluviale del Po e la storia verdiana. La pedalata, quindi, rilassante nel suo procedere senza dislivelli di alcun tipo, può essere abbinata da un pranzo a base di pasta ripiena oppure da una merenda che preveda un assaggio di formaggi e salumi tipici di questo angolo d'Italia.
Si tratta di un tracciato prevalentemente pianeggiante, ideale per ogni tipo di ciclista, dalle famiglie ai cicloturisti più esperti: si sviluppa infatti su piste ciclabili e strade a basso traffico.
La lunghezza della Food Valley Bike è di circa ottantuno chilometri, più eventuali deviazioni, interamente collegati a produzioni alimentari tipiche, destino abbastanza inevitabile se ci muove nella Pianura Padana, scrigno di tradizioni enogastronomiche molto radicate.

Il percorso della Food Valley Bike nei dettagli
Si parte da Parma, in direzione nord. Per intercettare la pista (che sarà contrassegnata da segnaletica apposita), si esce dal centro lungo via Trento, via Venezia e poi la Strada Benedetta per procedere verso via Mantova.
Si pedala poi lungo la strada di Chiozzola, che segue il Canale Naviglia.
Dopo esser passati da Sorbolo si esce dalla provincia per sconfinare nel Reggiano: si sfiorano Lentigione e Brescello per costeggiare poi l’Enza fin quasi alla sua foce. Nei pressi di Mezzani si rientra in provincia di Parma e – restando a breve distanza del fiume Po, in un paesaggio pienamente fluviale - si raggiunge Colorno (km 37).
I silenzi dei boschi e dei campi coltivati lasciano spazio alla monumentalità del Palazzo Ducale di Colorno, più noto come Reggia ed a volte soprannominato la "Versailles del Ducato": è la prima sosta da non perdere. Fu costruito agli inizi del XVIII secolo dal duca Francesco Farnese sui resti della rocca di Colorno che aveva origini trecentesche.
Proseguendo a breve distanza dal fiume Po, si pedala verso est e nord-est tra argini e pioppeti, campi coltivati e golene. La più significativa tappa intermedia dopo Colorno è Roccabianca, sede del monumentale castello dei Rossi (km 56). Il primo castello a difesa del territorio ove oggi sorge il paese di Roccabianca fu innalzato nel XII secolo, ma non nell'attuale posizione, bensì nei pressi dell'odierna frazione di Fossa. Nel 1450, Pier Maria II de' Rossi, conte di San Secondo, avviò i lavori di costruzione della nuova imponente fortificazione, che si conclusero intorno al 1465. Il castello prese l'appellativo di Roccabianca, probabilmente in onore di Bianca Pellegrini, amante del condottiero, che la ricevette in dono nel 1467. Una spiegazione meno romantica, invece, collega il nome alle tinte della prima intonacatura, bianca, appunto.
Avvicinandosi al confine con il cremonese, si passa poi per Polesine Parmense (km 68), con la sua Corte Pallavicina, territorio che per un secolo appartenne alla città del Torrazzo e che nell’Ottocento ha voluto ricordarne la memoria costruendo un campanile che ricordasse proprio la torre campanaria cremonese. A Polesine abbiamo dedicato questo approfondimento: www.cicloweb.net/news/cremona-oltre-il-po
Prima di Polesine, però, c’è Zibello (km 65), altra “capitale” dei Pallavicino, caratterizzata da un inatteso centro storico, monumentale quanto elegante. Il paese è noto in Italia e nel mondo per la produzione del tipico Culatello, un salume di qualità riconosciuta.
Anche a Zibello abbiamo dedicato una pagina, questa: www.cicloweb.net/news/zibello
Si è ormai vicini al termine delle fatiche: ad Ongina (km 73) si supera l’omonimo torrente e si abbandona l’argine.
A destra, infatti, si andrebbe verso Cremona, seguendo l’itinerario cicloturistico Via Po.
A sinistra, invece, si pedala verso Busseto ed il suo castello , preceduto da un prato verde ed annunciato dai portici che affiancano la via principale.
Tra Ongina e Busseto si pedala per poco più di otto chilometri.
Una breve deviazione, sulla strada per Busseto, può condurre alla Villa Verdi di Sant'Agata, residenza di campagna del Maestro, nativo di Roncole, una frazione poco fuori Busseto, non toccata dalla Food Valley Bike.
Vista la lunghezza del percorso, è possibile rientrare in treno visto che Busseto si trova sulla linea ferroviaria Cremona – Fidenza che incrocia la linea Milano – Bologna sulla quale si trova la stazione di Parma.
Clicca qui per scaricare il GPX del percorso.