
l'inizio dell'estate regala un colore in più a questa valle sospesa, nel gruppo dell'Adamello
La Valle Adamè è una delle più pittoresche vallate del gruppo dell'Adamello: in questo periodo, poi, la fioritura dei rododendri dona un ulteriore tocco di colore ad un contesto dove l'intenso azzurro delle acque del torrente Poia contrasta con il vivace verde dei prati e degli arbusti che ricoprono il fondovalle.
Le pendici montuose, aspre, severe e scoscese, racchiudono la vallata che - a nord - è chiusa dal Monte Fumo, dal Corno dell'Adamè e dalla Cima delle Levade (rispettivamente alti 3409, 3243 e 3275 metri).
Come si arriva in Valle Adamè? Quali sono i rifugi della Valle Adamè?
Il punto di partenza "canonico" per le camminate in Valle Adamè è Malga Lincino, posta a 1625 metri di quota al termine della strada che risale la val Saviore, dal fondovalle della Val Camonica attraverso tutte le frazioni. Fino alla località Rasega si tratta di una normale strada di montagna, oltre, invece, la sede stradale si fa davvero stretta, sconnessa e si susseguono diversi tornanti molto chiusi.
I parcheggi sono due, uno più ampio a circa 1550 metri di altitudine, a valle di Malga Lincino, ed il secondo poco oltre, a 1625 metri di quota.
Tra i due parcheggi non c'è solo la strada ma anche un comodo sentiero che si supera in una decina di minuti.
A 1625 metri di quota un cartello (estate 2026) annuncia l'inizio del GPM: sono 400 metri di dislivello da superare tutti d'un fiato, senza soste o momenti più facili di altri. Non a caso, infatti, la prima salita è detta "Scale dell'Adamello" (da Kompass) o "Scale d'Adamè" (dai locali): notevole l'affaccio sulla val Saviore e, sullo sfondo, sul Ferrante, il Campione ed il Campioncino, la Concarena.
A circa 2020 metri di quota si trova il rifugio che apre le porte della Valle Adamè: il rifugio Città di Lissone, posto in corrispondenza di una piccola diga idroelettrica. E' ricavato in un fabbricato costruito a servizio della centrale idroelettrica e che venne usato come caserma e ricovero durante la Guerra Bianca in Adamello. Negli anni '60 venne acquistato e trasformato in rifugio dalla guida alpina Alberto Bonomelli per conto del CAI Lissone (città brianzola da cui prende il nome). Bruciato nel 1986, è stato ricostruito e ampliato. L'inaugurazione del nuovo stabile avviene nel 1991.
Al rifugio Lissone il paesaggio cambia: dopo le Scale dell'Adamello, la vallata si ampia ed offre una visuale incantevole che invita a proseguire oltre, camminando a breve distanza, e quasi sempre qualche metro più in alto, del torrente Poia il cui corso sinuoso regala grandi suggestioni fotografiche.
Qualche minuto dopo il rifugio Città di Lissone s'incontra Malga Adamè dove è possibile acquistare prodotti a chilometro zero e osservare oche, galli e galline che razzolano, mentre, nei dintorni, capre e mucche sono al pascolo.
In meno di un'ora si raggiunge il secondo rifugio, il Baita Adamè, a 2070 metri di quota (il dislivello cumulato è però superiore perché si superano almeno tre brevi salite). Qui un'ansa del torrente Poia si affaccia sulle tre cime citate inizialmente: Monte Fumo, dal Corno dell'Adamè e dalla Cima delle Levade.
Si può ovviamente proseguire oltre, verso il Bivacco Ceco Baroni, ad esempio, oppure verso cime e ghiacciai del gruppo dell'Adamello.
Non si può mancare di osservare come attorno al rifugio risultino ancora impattanti i segni della centralina idroelettrica che si intendeva costruire: il Comune di Saviore dell'Adamello ne ha ordinato la demolizione ma il paesaggio è ancora segnato da questi lavori interrotti.
Il ritorno avviene sulla via di salita.
NOVITA' IN VALLE
Da un paio d'anni a breve distanza dal rifugio Città di Lissone si trova un ponte sospeso che supera il Vallon del Forcel Rosso, una gola caratterizzata da frane frequenti che ne rendevano impervio e rischioso l'attraversamento. Il ponte sospeso consente di oltrepassarla in pochi minuti, con un vertiginoso panorama sul vallone e l'ambiente circostante.
Clicca sul logo per aprire una mappa Kompass.

Per altre passeggiate in val Camonica e dintorni, www.cicloweb.net/trekking/t-lombardia/trekkingvalcamonica.htm