
scopriamo com'è la salita al passo delle Erbe dai quattro diversi versanti di salita
Il passo delle Erbe (Würzjoch in tedesco e Jü de Börz in ladino), situato a 1987 metri tra le Dolomiti altoatesine, è uno dei valichi più affascinanti e meno battuti dell’arco alpino.
Collegando la val di Funes, la val d'Isarco e l’Alta Badia, offre quattro versanti principali di salita: da Bressanone via Luson, da Bressanone via Eores, da Bressanone via Funes e da San Martino in Badia o Rina via Antermoia.
Ognuna di queste salite al passo delle Erbe si distingue per caratteristiche altimetriche, paesaggi e tracce culturali che meritano attenzione.
Salita da Luson: tra boschi e silenzi
Il versante da Luson è tra i più lunghi e impegnativi. Si parte dal fondovalle e si attraversano paesaggi che alternano prati, masi isolati e boschi di conifere. La salita è costante, con tratti duri soprattutto dopo Pezzè, dove la strada si stringe e il traffico è quasi assente. Il percorso attraversa la stretta valle del Rio Lasanca, con ponti in legno e canalette. L’interesse paesaggistico è notevole: la valle si apre progressivamente offrendo scorci sulla Plose e sulle Odle di Eores oltre che, ovviamente sul Sass de Pütia, mentre la chiesa di San Nicola a Pezzè rappresenta un punto di riferimento storico e spirituale.
I dettagli dell'altimetria da Luson cliccando qui: www.salite.ch/004670.asp?Mappa=
Chi parte da Bressanone deve aggiungere tredici chilometri e 530 metri di dislivello per arrivare a Luson.
Salita da Bressanone via Eores: la via della Plose
Questo versante si sviluppa lungo la strada che porta a Sant’Andrea e poi a Eores, frazioni adagiate sulle pendici della Plose. La salita è più breve rispetto a quella da Luson, ma presenta pendenze variabili e panorami aperti sulla conca di Bressanone. Culturalmente, si attraversa una zona di forte identità tirolese, con architetture rurali ben conservate e una presenza marcata della lingua tedesca. In partenza, la vista sulla Valle Isarco e sulla città vescovile di Bressanone aggiunge un valore storico, con il Duomo e il chiostro che testimoniano l’importanza religiosa della città.
Il profilo altimetrico della salita al passo delle Erbe via Eores si trova qui: www.salite.ch/004671.asp?Mappa= Eores si trova al km 13 della salita, a 1570 metri di quota. Poco oltre il paese si scende per un paio di chilometri perdendo duecento metri di altitudine!
Salita da Bressanone via Funes: tra Odle e tradizione ladina
Il versante che risale la val di Funes è forse il più scenografico. Dopo aver attraversato una stretta gola, nei pressi di Pardell la vista si apre e la strada si snoda tra prati e masi. Ancora più sorprendente lo scenario appena superato San Pietro, con le cime delle Odle che dominano il paesaggio. La salita è regolare, con pendenze accessibili e un fondo stradale ben tenuto. Il paese di Santa Maddalena, con la sua iconica chiesetta, è uno dei luoghi più fotografati delle Dolomiti: si scorge anche salendo verso il passo delle Erbe. Senza dimenticare, per gli appassionati del tema, il più panoramico campo da calcio d'Europa e forse del mondo, qualche chilometro a monte di San Pietro.
La salita al passo delle Erbe via val di Funes è descritta, in numeri, qui: www.salite.ch/004672.asp?Mappa= (la descrizione parte dal fondovalle della val d'Isarco, San Pietro, paese principale della val di Funes, è al km 9).
Salita da Antermoia: il versante ladino dell’Alta Badia
Il versante di San Martino in Badia, passando per Antermoia, è il più breve ma anche il più ripido. La strada si inerpica tra boschi e pascoli, con scorci sul Sass de Pütia, montagna simbolo del passo. Antermoia è un piccolo borgo ladino, dove la lingua e la cultura locale sono ancora vive: vi si arriva dopo aver perso quota per tre chilometri, un momento dove rifiatare ma che "costa" quasi duecento metri di dislivello in più! La zona è ricca di testimonianze storiche legate alla pastorizia e alla vita rurale, con masi in legno e cappelle votive. Il paesaggio è dominato dalla verticalità delle Dolomiti, che si stagliano progressivamente sull'orizzonte orientale. Appena a monte del passo, poco oltre la baita Cir, si può ammirare uno "squarcio" nella montagna che ben racconta la varietà morfologica di queste rocce.
Percorsi circolari
Si può ipotizzare un anello su strada, anzi più di uno viste le tre varianti di salita e discesa, che partendo da Bressanone, affrontino la salita lungo uno dei tre versanti occidentali (Funes, Eores o Luson) e la discesa su un altro.
Molto più lungo è l'itinerario circolare che prevede la salita da Bressanone e la discesa verso la val Badia rientrando poi attraverso la ciclabile della val Pusteria (attenzione alle tante gallerie a valle di San Martino in Badia, meglio optare per la strada più alta - la cosiddetta "strada Pliscia" che parte da San Vigilio di Marebbe ed arriva a San Lorenzo di Sebato passando per Plisa e Saalen).
In gravel o mountain bike si può invece salire dalla val di Funes fino al rifugio Genova (sterrato dopo malga Zannes) e poi al passo di Poma, scendere a Longiarù attraverso Utia Vaciara e salire poi lungo il versante di Antermoia del passo delle Erbe. Oppure, portando la bici in spalla per un po', raggiungere Utia Vaciara e proseguire oltre attraverso il passo Göma, la Utia de Göma ed arrivando così al passo delle Erbe lungo il sentiero Röda de Putia.
Considerazioni finali
Il passo delle Erbe non è solo una meta per ciclisti e escursionisti, ma un crocevia di culture alpine. I suoi quattro versanti raccontano storie diverse: dalla ruralità tirolese alla spiritualità ladina, dalla geologia dolomitica alla memoria storica di Bressanone. Ogni salita è un viaggio, non solo fisico, ma anche culturale e paesaggistico. Sul passo è transitato tre volte il Giro d'Italia: i primi a scollinare furono Andrew Hampstein nel 1993, Pascal Richard nel 1994 e Juan Manuel Garate nel 2005.