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Passo della Mendola

Salire al passo della Mendola in bicicletta è come andare indietro nel tempo.
La strada - costruita intorno al 1885 - è perfettamente manutenuta, anzi, è stata recentemente oggetto di lavori di sistemazione e consolidamento, ma l'arrivo al passo sembra introdurre ad un recente passato i cui fasti si sono, quantomeno parzialmente, persi. Dopo la Prima Guerra Mondiale, infatti, la nobiltà austroungarica che amava trascorrere in questa località - soleggiata e panoramica - gran parte del proprio tempo libero non arrivò più e per il passo della Mendola iniziò un periodo di declino, parzialmente compensato dall'attività turistica che - comunque - non è mai del tutto cessata.
Ed è proprio il panorama sulle Dolomiti la più grande ricompensa per chi decide di affrontare le rampe del versante altoatesino.
Niente di proibitivo ma nemmeno una salita da sottovalutare. Innanzitutto per la sua lunghezza, quasi quindici chilometri da Appiano (BZ), e in second'ordine anche per il dislivello non indifferente, quasi mille metri, distribuito su pendenze sempre intorno al 7% salvo un paio di chilometri dove arrivano a sfiorare il 10%.
Vista la quota non elevata del punto di partenza, l'esposizione (si pedala quasi sempre sotto il sole perché la sede stradale è ampia) e la comoda accessibilità il passo della Mendola è un'ideale salita primaverile, il terreno giusto per vedere... "a che punto siamo" con le gambe!
Il versante nonéso, invece, è ben poca cosa tanto che in un'edizione del Giro d'Italia non assegnò nemmeno un GPM!

Una volta raggiunto il passo ci si può finalmente dedicare ad una panoramica sosta: da qui si ammirano ampi settori delle Dolomiti, dal Latemar alle Odle passando per Roda di Vael, Catinaccio e Torri di Vajolet. Il "belvedere" più gratificante è posto nei pressi della stazione di arrivo della funicolare. L'importante, però, è che la giornata non sia fosca come... nelle foto qui sopra!
Funicolare? Proprio così. Il passo della Mendola è raggiunto da una delle funicolari più ripide d'Europa: colma 854 metri di dislivello dalla frazione di Sant'Antonio (comune di Caldaro, BZ) fino al valico. Il tragitto dura dodici minuti: verificate gli orari perché - nonostante sia aperta tutto l'anno - fino ad aprile le corse sono molto ridotte. La funicolare, dal caratteristico colore rosso, fu realizzata nel 1903 ed all'epoca era la prima cremagliera azionata elettricamente oltre che la più lunga del mondo. 
Un'ottima opportunità per farsi raggiungere da amici o partner meno avvezzi a colmare questi dislivelli in bici!

Oltre al panorama vale la pena passeggiare sui due lati della strada del passo dove agli edifici moderni si accostano antiche costruzioni in stile liberty. L'atmosfera - come detto - può sembrare decadente e rimandare ai fasti di un tempo che fu. 
L'eredità alberghiera del passo della Mendola ha coinvolto anche il FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano - che ha inserito tra i beni da tutelare l'hotel Mendola (Mendelhof ad inizio Novecento, realizzato in quello che fu il maso dei conti Thun), al cui interno si trova una sala da pranzo alta nove metri con soffitto ligneo a cassettoni, e l'hotel Golf (un tempo Mendelpass Hotel) che ha conservato lo stile con cui fu costruito nel 1892. Anche gli interni sono ben mantenuti, visto che fino ai primi anni Duemila fu utilizzato.
Tra i frequentatori abituali più celebri del passo della Mendola si ricordano la Principessa Sissi (nel 1903 accompagnata dall'Imperatore Francesco Giuseppe) e, diversi decenni più tardi, Papa Roncalli. 

Cliccando qui si possono visualizzare le pendenze nel dettaglio!

E qui sotto la storia dei passaggi del Giro d'Italia, da Wikipedia!
Giro alla Mendola, da Wikipedia

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