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Resto qui

Marco Balzano
RESTO QUI
edizioni Einaudi

"L'acqua ha sommerso ogni cosa: solo la punta del campanile emerge dal lago. Sul fondale si trovano i resti del paese di Curon. Siamo in Sudtirolo, terra di confini e di lacerazioni: un posto in cui nemmeno la lingua materna è qualcosa che ti appartiene fino in fondo. Quando Mussolini mette al bando il tedesco e perfino i nomi sulle lapidi vengono cambiati, allora, per non perdere la propria identità, non resta che provare a raccontare. Trina è una giovane madre che alla ferita della collettività somma la propria: invoca di continuo il nome della figlia, scomparsa senza lasciare traccia. Da allora non ha mai smesso di aspettarla, di scriverle, nella speranza che le parole gliela possano restituire. Finché la guerra viene a bussare alla porta di casa, e Trina segue il marito disertore sulle montagne, dove entrambi imparano a convivere con la morte. Poi il lungo dopoguerra, che non porta nessuna pace. E così, mentre il lettore segue la storia di questa famiglia e vorrebbe tendere la mano a Trina, all'improvviso si ritrova precipitato a osservare, un giorno dopo l'altro, la costruzione della diga che inonderà le case e le strade, i dolori e le illusioni, la ribellione e la solitudine. Una storia civile e attualissima, che cattura fin dalla prima pagina."

Curiosità vuole che ci sia capitato tra le mani questo libro proprio mentre visitavamo - nuovamente - la zona del Passo Resia e ne esploravamo i percorsi di escursionismo invernale. Spoiler: vi consigliamo davvero di acquistare o prendere a prestito questo libro in biblioteca. E’ un libro che merita ed è una lettura che conquista ed appassiona. Oggi, Curon e Resia sono piccoli centri che vivono in gran parte di turismo e le ferite del passato sembrano rimarginate. E' bene però sapere che negli anni Cinquanta, già in tempo di pace (pur nel clima di forte tensione che regnava nell’Alto Adige – Sud Tirol che non accettava di restare sotto la bandiera italiana) e democrazia, gli abitanti di questi paesi vennero "traslocati" a forza e Curon venne letteralmente allagato. Il campanile, risalente al XIV secolo, fu salvato dalla Sovrintendenza ed è l'unico elemento che, ancora oggi, resta a testimonianza di quei giorni che segnarono profondamente una popolazione già scossa dal Fascismo appena sconfitto e dalla triste vicenda delle opzioni. Più di centocinquanta case e decine di ettari di suolo agricolo, in gran parte frutteti, vennero allagati. Nella Curon degli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta del Novecento, Marco Balzano ha ambientato un romanzo che cattura dalla prima all'ultima pagina. La storia di Trina, una figlia che diventa poi moglie e madre, si sviluppa interamente tra Curon e le sue montagne attraversando fasi storiche tragiche e tumultuose: le opzioni, la guerra, la diga. Scuole clandestine, identità negata, divisioni all’interno della comunità e delle famiglie stesse. La storia - di fantasia - assume quindi connotati profondamente realistici e consente di conoscere meglio le vicende di Curon e Resia affinché il campanile di Curon non resti semplicemente lo sfondo di un selfie distratto!

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