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Le esplorazioni di Payer in un libro

Julius Payer
Brenta, Adamello, Ortles – esplorazioni alpinistiche 1864-68
Grafo edizioni

Julius Payer è un nome che, anche agli appassionati di montagna, purtroppo dirà poco salvo che abbiano frequentato la val Genova, in Trentino, o l’altoatesina Solda. Già, perché in val Genova al Payer è dedicato un osservatorio glaciologico che, tristemente, rileva ogni anno l’arretramento dei ghiacciai del gruppo dell’Adamello mentre nelle vallate ai piedi dell’Ortles si trovano hotel a lui dedicati e soprattutto l’omonimo rifugio, posto appena oltre i tremila metri di altitudine, sulla via normale per la vetta dell’Ortles.

Ma insomma chi è Julius Payer?

Di origine boema, nacque a Schonau nel 1841 e morì a Veldes nel 1915. In vita fu un luogotenente dell’esercito austroungarico: combattè, con onore, nelle battaglie di Custoza e Solferino nell’ambito della Seconda Guerra di Indipendenza italiana.  Nel corso di una licenza si dedicò all’esplorazione delle montagne che cingono la val Rendena ad oriente (Dolomiti di Brenta) ed occidente (Adamello – Presanella) e del gruppo dell’Ortles.
Il 15 settembre del 1864 Payer fu il primo umano a calcare le nevi della vetta dell’Adamello e questo è solo uno dei tanti momenti significativi di una febbrile estate in cui il luogotenente imperversò per le vette tra Trentino e Lombardia in una “non dichiarata” sfida con altri alpinisti che avevano scelto il versante solandro del gruppo della Presanella (Freshfield e Tuckett in particolare).
La casa editrice Grafo, in collaborazione con il Cai di Brescia, ha pubblicato Brenta, Adamello, Ortles – esplorazioni alpinistiche 1864-68 a cura di Francesco Mazzocchi. Il volume, un vero pezzo da collezione, conta quasi quattrocento pagine ed oltre al testo originale, in tedesco, a fronte raccoglie anche i preziosi documenti cartografici e le rilevazioni altimetriche effettuate durante le esplorazioni.
Il racconto del Payer è sempre avvincente, riesce a calare nella realtà del tempo, ad emozionare, a trasmettere le sofferenze dell’oftalmite, la soddisfazione per la conquista, l’amarezza per l’esser stati battuti sul tempo. Apre uno sguardo sulle popolazioni montanare dell’epoca: cacciatori e pastori locali, infatti, furono scelti come accompagnatori e guide dal Payer e ne condivisero successi e sventure. Payer non rinuncia alla battuta, all’osservazione sarcastica, al commento tagliente.
Il tutto parte con l’esplorazione delle Dolomiti di Brenta: raggiungendo la Bocca di Brenta – dove oggi sorge il rifugio Tosa – Pedrotti – Payer scoprì il regno dei ghiacci che si estendeva sull’altro versante della val Rendena ed in lui nacque l’irresistibile desiderio di esplorarlo e conquistarne le cime.
Non solo narratore, Payer fu anche straordinario cartografo ed illustratore: di straordinario interesse, e fonte di pari amarezza, il disegno che campeggia  in copertina ovvero la piana di Bedole sovrastata dalle vedrette della Lobbia e del Mandrone che arrivano a sfiorarsi.
Questa ed altre immagini sorprendono per la precisione, se consideriamo che risalgono a  più di centocinquant’anni fa, e possono arrivare a commuovere chi, amante della montagna, ne osserva oggi il suo depauperamento ecologico e paesaggistico.

Per informazioni e modalità d'acquisto, www.grafo.it

Consigliatissimo!

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