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Landro in un'immagine d'epoca (foto Creative Commons, Llorenzi)

Landro

Leggendo il libro "Teatri di guerra sulle Dolomiti: 1915-1917: guida ai campi di battaglia" abbiamo appreso la triste storia di Landro, (Höhlenstein in tedesco), che è stato un piccolo centro abitato che sorgeva nei pressi di Dobbiaco in Alto Adige. Oggi il suo nome rimane nella valle (la val di Landro corre a sud di Dobbiaco verso il passo Cimabanche) e nel lago (in tedesco, Dürrensee) posto dove la vallata si allarga, ai piedi di uno degli accessi alle famose Tre Cime di Lavaredo.

La posizione in mezzo alla valle cui dà il nome e la vicinanza con l'allora confine italiano austro-ungarico ebbe ripercussioni fatali per il paese, prima di allora luogo di vacanza talmente ambìto da aver ospitato anche il Re del Belgio. 

Il paese fu distrutto nel 1915, pochi giorni prima dell'inizio dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, dall'esercito austro-ungarico, che decise di radere al suolo il paese e i relativi hotel, prima di allora - s'è detto - tra i più celebri e fastosi delle Dolomiti.

Non ci sono spiegazioni ufficiali circa la scelta di distruggere questo paese, si pensa - forse - che la presenza di case ed alberghi "sporcasse" le linee di tiro verso le postazioni italiane. Inoltre il paese poteva nascondere i movimenti delle truppe nemiche. Ancora più sorprendente è la decisione di non ricostruire il paese dopo la guerra. Ne rimangono solo tracce, come il Grand Hotel Baur, la piccola cappella, l'ex stazione del treno e il forte dall'altra parte della strada statale, dove restano ruderi delle fondamenta sul prato. 

Nelle Cronache d'Ampezzo nel Tirolo dagli antichi tempi al XX secolo, opera di don Pietro Alverà, si legge che "il 26 maggio in Landro l'Hotel colle dipendenze, in tutto sette case di Giovanni Bauer e quella dello stradajolo, furono distrutte con bombe krafit, rimanendovi solo la piccola cappella".

A proposito del libro "Teatri di guerra sulle Dolomiti", lo consigliamo a tutti gli amanti di questa zona delle Dolomiti. Eccone un sommario, a cura dell'editore stesso.
"La più incredibile e leggendaria delle guerre si accanì lungo il fronte delle Dolomiti per quasi due anni e mezzo, dal maggio 1915 al novembre 1917, in un ambiente naturale, maestoso, severo e difficile.
A novant'anni di distanza le montagne ne portano ancora i segni: tra pareti e ghiaioni sono ben visibili trincee, gallerie, postazioni in caverna e altri resti lasciati dagli anni di guerra, fra i quali particolarmente impressionanti sono i crateri prodotti dall'esplosione delle grandi mine. Alcuni fra i più importanti campi di battaglia sono stati oggetto negli ultimi anni di lavori di ripristino che li hanno resi visitabili: camminare fra queste montagne significa oggi non soltanto immergersi in una natura spettacolare, ma anche ritrovare e visitare le tracce del passato.
Teatri di guerra sulle Dolomiti illustra questo straordinario paesaggio storico e naturale, ricco di bellezza ma anche di amari spunti di riflessione. Racconta le vicende epiche e tragiche della Grande Guerra sul fronte dolomitico, ricorrendo a fonti fino a oggi poco utilizzate e a foto d'epoca spesso inedite. Grazie a un'ampia proposta di itinerari, scaturisce da questa ricerca un ritratto inusuale di quell'immane tragedia che ha segnato uno spartiacque nella storia d'Europa".

  01/10/2025

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