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Verso est, Jof di Montasio e Jof Fuart, con il Mangart più defilato

La panoramica delle vette

Ci sono salite e salite, ci sono momenti e momenti. La "panoramica delle vette", ai piedi del monte Crostis, in Carnia, è una salita ardua, impegnativa, su un fondo a tratti sconnesso e - una volta giunti in vetta - propone un lungo passaggio sterrato. Quando l'abbiamo fatta, poi, il meteo ha deciso di metterci il carico: oltre alla neve residua dell'inverno, abbiamo dovuto sfidare la poca neve fresca caduta i due giorni prima.
Non c'era il sole, salvo alcune aperture, ma almeno, rispetto all'esperienza del 2011, il nostro sguardo si è potuto spingere lontano.
 

Domenica 17 maggio, abbiamo rifatto, dopo quindici anni, la salita a malga e monte Crostis, quella che - in abbinata allo Zoncolan, che duella con il Mortirolo per il titolo di salita più dura d'Italia - doveva essere protagonista di una tappa del Giro che, invece, non si disputò mai.
 

Come dicevamo, la salita che da Ravascletto porta alla Panoramica delle Vette e poi scende verso Comeglians è una di quelle strade che sembrano costruite apposta per chi ama la montagna vera: poco traffico, silenzio assoluto e un panorama che cambia curva dopo curva.
Domenica, poi, abbiamo incontrato: un'auto parcheggiata con bici attaccata al portabici, un'auto in transito e un gitante di rientro dall'escursione. Tutto questo in trenta chilometri.
È un itinerario duro ma spettacolare, capace di regalare sensazioni molto diverse nel giro di pochi chilometri.
 

LA SALITA DA RAVASCLETTO AL CROSTIS
Si parte dall'ampia sella di Ravascletto, a quasi mille metri di quota: lo scenario cambia subito.
Il passo ed il paese sono un ampio altopiano soleggiato, la strada è stretta, immersa nel bosco, salvo qualche radura. Il fondo stradale, generalmente discreto, alterna tratti appena asfaltati ad altri più ruvidi e segnati dall’inverno, con qualche crepa e rappezzo che obbligano a scegliere bene la traiettoria, soprattutto in discesa.
Le pendenze sono il vero marchio di fabbrica della Panoramica delle Vette. Ci sono lunghi tratti costantemente sopra il 10%, con punte che sfiorano e superano il 14%, specialmente negli ultimi chilometri prima della parte più alta. Non è una salita regolare: spezza il ritmo, costringe a rilanciare e a gestire le energie con attenzione. Ogni tornante però ripaga la fatica con visuali sempre più ampie sulle montagne della Carnia.
Salendo si aprono scorci magnifici sul monte Zoncolan, sui rilievi attorno al Monte Crostis e sulle creste ancora innevate delle Alpi Carniche.
 

NEVE E PANORAMI AI PIEDI DEL CROSTIS
Una volta in vetta, superati mille metri di dislivello, l'asfalto finisce e si pedala su sterrato per una manciata di chilometri. Qui abbiamo trovato la neve ed abbiamo anche dovuto procedere a piedi per superare i tratti più ostici, dove qualche settimana fa è scesa qualche scarica di neve dalle quote più elevate.
Nelle giornate limpide lo sguardo corre lontanissimo: prati verdi, rocce grigie e neve che a maggio crea un contrasto quasi irreale. Non era così domenica scorsa ma il panorama è stato comunque apertissimo: verso est, Montasio, Mangart, Srklica, Modeon del Buinz... ad ovest l'Antelao, il Pelmo ed il Civetta; il Cridola; i Monfalconi; le Dolomiti di Sesto.... e più vicini il Peralba, il Sasso Nero ed il monte Canale oltre, ovviamente, al monte Coglians.
Prima della discesa, la strada propone un'ultima salita, solo un paio di chilometri oltre una seconda malga.
 

DISCESA VERSO COMEGLIANS
La discesa in bici verso Comeglians richiede attenzione. Alcuni tratti sono veloci e molto panoramici, altri più stretti e sconnessi. Il fondo irregolare e le possibili zone umide dovute allo scioglimento della neve consigliano prudenza. Ma proprio questa dimensione un po’ selvaggia rende la Panoramica delle Vette una strada speciale: non una semplice salita, ma un viaggio dentro la montagna autentica.
 

Per altre pedalate in Carnia, clicca questo link: www.cicloweb.net/bicicletta/b-friuli/newcarnia.htm

 

  19/05/2026

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