

Val Fiorentina e val di Genova,
quali i legami tra le città e queste vallate?
Spoiler: Genova e Firenze non hanno nessun legame con la val di Genova - il profondo intaglio glaciale che si apre a ovest di Pinzolo e Carisolo, in val Rendena - e con la val Fiorentina, dove si trovano Selva di Cadore e Colle Santa Lucia, in piena Ladinia veneta.
La val di Genova (anche se oggi si sente sempre più spesso la forma "val Genova") dovrebbe prendere il suo nome dal latino janua, cioè "porta", da cui avrebbero preso il nome le cosiddette case di Genua, antichi fienili oggi scomparsi, riportati su diverse carte storiche, che si trovavano all'imbocco della valle, prima dell'attuale località Ponte Verde. Ci sono però anche altre ipotesi: alcuni documenti del '200 circa nominano la valle con il termine Zenua, ovvero un "territorio ricco d'acqua".
"La val Genova è superiore per pittoresche vedute, grandiosità di quadri e severa poesia alle più valutate vallate della Svizzera e del vicino Tirolo". Scrisse così Carlo Gambillo nel 1882 e più di un secolo dopo Paolo Rumiz sancì la superiorità di questa valle nei confronti della più celebre Yosemite Valley, in California.
E la val Fiorentina? Qui il discorso è più semplice. Fiorentina, infatti, è il nome del torrente che solca la valle ed il suo nome è storicamente legato all'abbondanza di ferro delle montagne qui attorno. Tale ricchezza alimentò le miniere già nel Medioevo: si trattava di una vera e propria filiera industriale. Qui si estraeva il ferro che veniva poi portato a Valparola (che infatti in tedesco si chiama Eisenhofen, un nome che rimanda alla fusione ed agli altiforni) ed a Piccolino per essere lavorato e utilizzato poi dalle botteghe e protoindustrie del Vescovato di Bressanone.
Non nelle valli ma in due rifugi, nemmeno così distanti tra loro, Genova e Firenze trovano però un vero legame con le Dolomiti.
Sul versante nord, in val di Funes, il rifugio Genova è posto ai piedi del Col de Poma. Fu costruito alla fine dell’Ottocento dal commerciante di Dresda Franz Schlüter (e per questo in tedesco si chiama Schlüterhütte). In occasione dell’inaugurazione, nel 1898, la struttura venne affidata alla Sezione di Dresda del Club Alpino Austro-Tedesco (DÖAV).
Dopo la Prima Guerra Mondiale, con il passaggio dell’Alto Adige all’Italia, anche la gestione del rifugio cambiò. Lo Stato italiano lo assegnò alla Sezione di Genova del Club Alpino Italiano (CAI), da cui deriva il nome italiano. Nel secondo dopoguerra, la gestione passò al CAI di Bressanone, mentre dal 1° gennaio 2011 la proprietà è della Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige. Un capitolo particolarmente importante nella storia del rifugio iniziò nel 1964, quando Anton e Katharina Messner ne assunsero la gestione. Per venticinque anni si dedicarono con grande impegno all’accoglienza di escursionisti e alpinisti.
Nel 1990 il testimone passò al figlio Günther, che insieme alla moglie Marlene proseguì nel solco della tradizione familiare, ponendo sempre al centro il benessere degli ospiti. Günther si impegnò con passione nella cura e nello sviluppo del rifugio, ma la sua attività fu interrotta prematuramente da una grave malattia, che lo portò alla scomparsa nel dicembre 2007.
Il rifugio Firenze, invece, si trova sul versante gardenese delle Odle, a poco più di un'ora e mezza di cammino da Selva di val Gardena.
Fu costruito come uno dei primi rifugi alpini della Val Gardena nell'anno 1888 dalla sezione alpina di Ratisbona (DÖAV Regensburg) che gli conferì il nome tedesco di Regensburgerhütte (attuale nome tedesco del rifugio). Nel 1921, quando la fine della Grande Guerra comportò il passaggio dell'Alto Adige all'Italia, la gestione del rifugio fu affidata al CAI di Firenze, che lo ribattezzò con il nome della città toscana.
Nel 2010, dopo ben quasi novant'anni in mano al CAI di Firenze, il rifugio fu affidato alla Provincia Autonoma di Bolzano che ne è tuttora proprietaria.