fuchiade2.jpg
Al Fuciade (scorri la gallery!)
fuciade2.jpg
fuciade3.jpg
pale3.jpg
Pale di San Martino da malga Venegia
rolle.jpg
Malga Rolle, ai piedi del Cimon della Pala
venegia.jpg
In val Venegia
Lasciati Ispirare

Valles e San Pellegrino

Percorso panoramico, in gran parte asfaltato ma con un divertente intervallo sterrato attraverso la val Venegia. Offre la soddisfazione di domare due passi tutt’altro che banali, come il Valles ed il San Pellegrino, e di buttarsi lungo le loro velocissime discese. Da non trascurare la possibile deviazione al rifugio Fuciade.
Incantevoli, ovviamente, i panorami: Pale di San Martino, Monzoni e Catinaccio salgono in cattedra durante il percorso, vivendo ognuno il suo momento di gloria.

Da Predazzo (1016 mslm) si pedala in direzione del passo Rolle lungo la SS50 che si segue fino al bivio per passo Valles. E’ una salita lunga, a tratti davvero monotona, ma che permette di avvicinarsi a luoghi al contrario molto emozionanti. Si esce da Predazzo in falsopiano, si prende quota con alcuni tornanti, si attraversa Bellamonte e poi ci si addentra nella foresta di Paneveggio.
Pochi secoli fa, i liutai più famosi salivano dalla pianura per scegliere tra questi boschi la materia prima per realizzare i loro violini. Pare, infatti, che le caratteristiche del legno di questi abeti fossero ideali per costruire strumenti musicali. E si racconta che il cremonese Antonio Stradivari in persona non mancasse di visitare la foresta per selezionare le piante più adatte. In virtù di questo racconto - che sfuma tra verità e leggenda - la città di Cremona ha adottato diverse aree di questi boschi, violentemente colpiti dal maltempo di fine ottobre 2018.
La salita è impegnativa fino al sesto chilometro: si colma infatti un dislivello di 370 metri. Nei successivi otto chilometri, invece, si procede su un fondo più docile, ideale per rifiatare o spingere rapporti più lunghi a seconda delle proprie condizioni e capacità. Tra il km 6 ed il km 14 si sale meno di duecento metri.
Il tratto successivo impegnerà le forze risparmiate finora: la pendenza cresce fino ad un bivio (km 15) in corrispondenza del quale si abbandona la direzione passo Rolle per pedalare invece verso il passo Valles fino a Pian dei Casoni (1660 mslm, km 18)
Qui si svolta a destra e si entra in val Venegia. La forestale (segnavia 721) offre un tracciato sterrato compatto e pedalabile fino a malga Venegiota. Oltre questa malga, situata in un contesto davvero incantevole, le pendenze iniziano a farsi sentire e sono frequenti i tratti in cui il fondo si fa davvero sconnesso rendendo ancora più difficile la salita.
Questi chilometri sono comunque tra i più affascinanti dell’escursione. La val Venegia è infatti una verde distesa ai piedi delle Pale di San Martino: il torrente Travignolo scorre tra ampie radure e radi boschetti, un quadretto bucolico di intensa suggestione. A sud spicca la mole del Cimon della Pala, la più alta montagna del settore e punto di riferimento del biker perché proprio alle sue falde si colloca Baita Segantini (2170 mslm, km 25) dove termina l’ascesa.
Raggiunto questo rifugio si scende rapidamente verso passo Rolle (km 28) e da lì, tornando a pedalare su asfalto, si fa rientro in veloce discesa al bivio del km 15 (stavolta km 34). E’ il momento di ricominciare a salire, ripercorrendo la SP81 verso passo Valles (2033 mslm, km 40). Non si svolta più verso la val Venegia ma si prosegue fino al valico assaggiando pendenze degne di un vero grimpeur: i tre chilometri finali salgono al 10-11% di media, con strappi ben più proibitivi. Il valico, e la picchiata in discesa verso Falcade, sono un momento di meritato sollievo!
Prima di raggiungere la località bellunese si gira a sinistra (km 47) e si torna a faticare sulle rampe del passo San Pellegrino. La strada che scende da passo Valles si innesta sul tracciato verso il San Pellegrino (SS346) proprio nel tratto più impegnativo: la pendenza media è superiore al 10% e raggiunge picchi prossimi al 20% prima di addolcirsi, pur rimanendo prossima all’8%, in vista dell’ultimo scollinamento di giornata.
Raggiunto il passo San Pellegrino (1918 mslm, km 53), l’entusiasmo per la fine delle fatiche può suggerire una bella quanto facile digressione al rifugio Fuciade, romanticamente collocato in un alpeggio chiuso in un anfiteatro dolomitico tra i Monzoni. Per rientrare al punto di partenza non resta ormai che una divertente discesa fino a Moena (km 64) e poi un lungo tratto in falsopiano che, sulla ciclabile dell’Avisio o sulla SS48, perde quota fino a Predazzo (km 73).

Ovviamente l'itinerario si può percorrere in senso inverso.

Senza le deviazioni in val Venegia ed al Fuciade, svolgendosi tutto su asfalto, è adatto alla bicicletta da corsa!

Per un dettaglio delle pendenze, clicca su www.salite.ch
- passo San Pellegrino, da Moena
- passo San Pellegrino, da Falcade Alto
- passo Valles, da Falcade Alto
- passo Valles, da Predazzo (dopo il bivio)
- passo Rolle, da Predazzo (fino a Paneveggio/bivio per passo Valles)

Questo percorso è tratto da UNDICI ANELLI NELLE DOLOMITI, il nostro libro, che potete acquistare cliccando su questo link!

Condividi su  -