










dal passo Brennero fino al centro di Bolzano, su sede protetta
Un percorso tutto sommato facile (quasi facilissimo se percorso in discesa, dal passo del Brennero verso Bolzano) che offre una serie di suggestivi panorami sui castelli della val d'Isarco, sui verdi pendii che digradano verso il torrente e che mette in comunicazione alcune tra le più belle cittadine sudtirolesi: Vipiteno, Bressanone, Chiusa e appunto Bolzano.
Il passo del Brennero si trova ad un'altitudine poco superiore ai 1300 mslm: da qui si perde quota in direzione di Vipiteno, a 960 mslm. La cittadina regala una piacevole sosta offrendo un centro storico molto ben curato in cui spicca la Torre delle Dodici che domina la Città Nuova, la via principale.
Attorno al centro si dispongono alcune caratteristiche chiesette.
Il percorso dal Brennero a Vipiteno è meno banale di quanto possa sembrare: ad una lunga discesa fino al fondovalle della val di Fleres segue un tratto più nervoso, in saliscendi, con qualche strappo anche ripido, in uscita da Colle Isarco.
Questo accade perché fino a Colle Isarco si segue il vecchio tracciato della ferrovia (passando anche per alcune caratteristiche stazioni dismesse), oltre, invece, si procede tra masi e spazi rurali, abbandonando le pendenze tipiche di una ferrovia.
Per saperne di più su Vipiteno, si può leggere questa nostra pagina: www.cicloweb.net/guide/g-altoadige/nsvipiteno.htm
Ripresa la via lungo l'Isarco si raggiunge, al km 56, Bressanone, 569 mslm: la città è preceduta dall'abbazia di Novacella, un monumentale complesso sacro che racchiude una basilica barocca, un chiostro gotico, un pozzo dei miracoli ed una pinacoteca.
Anche questo tratto non è una semplice discesa come la differenza altimetrica lascerebbe immaginare. Da Vipiteno, infatti, si scende a Campo di Trens ma poi si sale verso alcune frazioni per continuare in saliscendi fino alle porte di Fortezza, appena prima di Novacella e Bressanone.
Bressanone è una città raccolta attorno al celebre Duomo con i due campanili: risale al 980. Da visitare il chiostro ed il vicino Palazzo Vescovile.
Per saperne di più su Bressanone e dintorni: www.cicloweb.net/guide/g-altoadige/nsbressanone.htm
Ripresa la via di Bolzano si passa dalla vicina Chiusa che merita una deviazione. Impegnativa è la salita (da fare a piedi, però) al monastero di Sabiona, una delle più antiche abbazie tirolesi, posta su uno sperone roccioso che domina la vallata.
A Chiusa ed all'Abbazia di Sabiona abbiamo dedicato questa pagina: www.cicloweb.net/guide/g-altoadige/nschiusa.htm
Oltre Chiusa (523 mslm) la valle si fa più stretta e superato il caratteristico Trotsburg (Castel Forte in italiano) si raggiunge Bolzano quando il contachilometri sfiora il centesimo chilometro pedalato.
Gran parte del percorso si può integrare con il treno. E' sufficiente consultare gli orari del servizio ferroviario nazionale e provinciale per avvicinarsi alla destinazione in caso le distanze siano eccessive o si incappi nel maltempo!
Bolzano si trova a circa 250 mslm ed offre un centro storico tutto da visitare: clicca per saperne di più!
Clicca i link per scoprire:
- le passeggiate in Alto Adige - Sudtirol
- le pedalate e le escursioni in mountain bike in Alto Adige - Sudtirol
- le guide di www.cicloweb.net alle località ed alle vallate dell'Alto Adige Sudtirol

(Appena a valle del passo del Brennero)
Aggiungiamo la nostra esperienza nel 2025!
Tra 10 e 13 luglio 2025 abbiamo compiuto la terza "impresa" ciclistica in compagnia di un bambino pedalando dai dintorni di Bolzano (e precisamente da Colma, frazione di Barbiano) fino ad Innsbruck sfruttando la ciclabile dell'Isarco, la ferrovia italiana, quella austriaca e la viabilità ordinaria tirolese.
Impresa non tanto per la distanza, che un ciclista allenato farebbe in giornata, senza usufruire del treno, ma perchè abbiamo pedalato in compagnia di Giulio, un bambino di otto anni alla sua terza esperienza di "cicloturismo".
Inutile dire che - dalla prima impresa - tante cose sono cambiate.
Prima tra tutte, la bici, che già dall'anno scorso è una 20 pollici invece della prima biciclettina che ci aveva accompagnato nel 2023, sulla ciclabile della val Pusteria. E poi gli stimoli per le soste: dai parchi giochi della val Pusteria nel 2023 ai campi da calcio di quest'anno. Ne abbiamo trovati ben tre, uno proprio a Colma, uno a Bressanone ed uno a Pfons, alle porte di Innsbruck (in realtà un parcheggio erboso con due porte).
Quello che non è cambiato sono l'emozione, il divertimento e la passione che hanno accompagnato il piccolo Giulio durante questa quattro giorni. Qualche salita è stata affrontata in sella finchè si poteva, senza vergogna di scendere e spingere dove le pendenze erano troppo ripide... ma sempre con il sorriso e la voglia di provarci.
Con lo sguardo rivolto alla strada ma anche a tutto quello che c'era attorno!
Consigliamo a tutti di provare un'esperienza simile, magari ispirandosi a questa pagina oppure a quelle dedicate al cicloviaggio del 2023 in val Pusteria (www.cicloweb.net/news/sulla-ciclabile-con-i-bambini) oppure a quello in val Venosta, lo scorso anno (www.cicloweb.net/?pg=news&art=ciclabile-della-val-venosta).
Ecco le tappe di quest'anno, nel dettaglio.
Partenza da Colma e pedalata di venti chilometri fino a Bressanone. Il dislivello è di circa 120 metri, praticamente impercettibile ed affrontato tra falsopiani e saliscendi ombreggiati. Durante questa prima tappa spiccano il castello Trostburg, appena sopra il punto di partenza, e l'abbazia di Sabiona, sopra Chiusa (non ci si può arrivare in bici).
Proprio Chiusa merita di essere scelta per una sosta dal momento che il suo centro è una perla di architettura tirolese e gli scorci dalle rive dell'Isarco sono impagabili.
Il secondo giorno abbiamo preso il treno da Bressanone fino a Fortezza (una fermata).
Da Fortezza la pista ciclabile si affianca inizialmente ala statale e non è gradevolissima. A Mezzaselva, però, ci si porta sull'altro versante ed inizia un piacevole percorso tra prati e boschi, passando per paesi molto caratteristici, fino alla frazione di Campo di Trens, Stilfes. Ci sono momenti particolarmente impegnativi, brevi: le pendenze toccano anche il 17%.
Qui abbiamo incontrato alcuni bambini che offrivano succo di zenzero o lampone ai ciclisti di passaggio.
Ad ogni modo si arriva senza troppe difficoltà a Campo di Trens dove la pista si riallinea al corso dell'Isarco ed arriva a Vipiteno in piano, all'ombra di Castel Pietra.
I chilometri sono circa 23.5 con un dislivello positivo di quasi trecento metri (compresi i numerosi saliscendi).
Il terzo giorno, treno fino al passo del Brennero, per superare il dislivello di quasi cinquecento metri da Vipiteno. E poi - su suggerimento del locale ufficio turistico - trasferimento in treno (si scende dal treno italiano e si procede lungo il binario fino a prendere il treno austriaco) fino al paese di Sankt Jodok, per evitare la statale del Brennero, particolarmente "stretta e trafficata".
Da Sankt Jodok si è pedalato in discesa fino a Steinach e Matrei, poi è iniziato un lungo tratto che ha alternato falsopiani in discesa, in salita e saliscendi anche impegnativi fino a Pfons.
Seguendo le indicazioni verdi, si pedala su strade aperte al traffico (scarso), su piste ciclabili anche sterrate o su corsie ciclabili che - in alcuni casi - affiancano la sede stradale.
Da Pfons inizia una discesa secca su Innsbruck che termina su una strada regionale abbastanza trafficata: fortunatamente con auto e pullman si convive per soli tre chilometri che, in discesa, passano abbastanza rapidamente.
Graziosi alcuni dei paesi incontrati, così come affascinante la vista sui ghiacciai della valle di Stubai.
In tutto 32 km con un dislivello positivo di circa 200 metri.
L'ultimo giorno, treno da Innsbruck fino al passo del Brennero e poi discesa sulla ciclabile dell'Isarco fino a Colle Isarco. La ciclabile segue la linea della ferrovia e quindi si addentra decisamente in val di Fleres prima di piegare nuovamente verso il corso dell'Isarco.
Appena fuori da Colle Isarco (dove ci siamo fermati ad ascoltare un po' di musica tirolese suonata dalla banda locale) una salita spezza la discesa: solo cento metri di dislivello prima di lanciarsi nell'ultima discesa che porta a Vipiteno (km 20).
Il cielo nuvoloso ha impedito di ammirare le cime che chiudono le vallate laterali (in val di Fleres si trova il Tribulaun, la montagna che dà origine al nome Dolomiti pur non facendone ufficialmente parte), peccato!
Qui, all'ombra della Torre delle Dodici si può chiudere l'avventura e rientrare in treno al punto di partenza... ma avevamo ancora energie ed abbiamo proseguito per Campo di Trens dove abbiamo preso il treno fino a Chiusa per un gelato in città e per scendere lungo gli ultimi chilometri arrivando a pedalare, in quattro giorni, per 122 km con un dislivello positivo complessivo di quasi 800 metri!
I siti della OBB (la ferrovia austriaca, www.obb-italia.com/it/) e di Alto Adige Mobilità (www.altoadigemobilita.info/it/#/) sono molto comodi e consentono di selezionare i soli treni che consentono il trasporto di bici.
Un cicloviaggio che vale davvero!
Non esitate a scriverci per eventuali curiosità!

(Trotsburg)