Veneto

Belluno e le sue Prealpi

IL PARCO NAZIONALE DELLE DOLOMITI BELLUNESI
Situato nella zona più occidentale della provincia bellunese, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi (istituito nel 1990, il 20 aprile) si estende per 32.000 ettari, delimitato dal confine con il Trentino (valle di Primiero), dai comuni della fascia prealpina (Feltre, Sedico, la stessa città di Belluno) ed è chiuso a nord dalla valle Agordina e la Valzoldana.
Simbolizzato dalla Campanula di Moretti (campanula morettiana), una specie endemica dalle fioriture violetto intenso che s'incontra oltre i 1000-1200 mslm, il territorio del parco accoglie una significativa dotazione di flora (millecinquecento specie), fauna (duemila camosci, cinque coppie di aquila reale, gallo cedrone, fagiano di monte, pernice bianca) e di testimonianze antropiche, legate allo sfruttamento silvo-pastorale ed all'ingegno di chi ha costruito la Certosa di Vedana (complesso di costruzioni alle pendici del Monte Vedana), la casera e la pendana (strutture per il ricovero del bestiame) di Brendol o il Centro Minerario di Valle Imperina.
La natura offre boschi impenetrabili, gole profonde (gole del Brent), dolci praterie, pareti verticali ed interessanti fenomeni geomorfologici. Vetta più alta è il monte Schiara, alto 2565 metri.
L'attività escursionistica è senza dubbio il modo migliore per scoprire il territorio del parco: la Transparco, impegnativa, è una camminata in alta quota organizzata ogni estate, anche ai meno allenati invece si rivolge la Via delle Chiesette, un percorso di cento chilometri a bassa quota da Pedavena a Ponte nelle Alpi, nei pressi di Belluno.

PAESI E CITTA'
Il Piave nel suo corso mediobasso tocca luoghi di vita, morte, storia e lavoro.
Longarone, ad esempio, è risorta - in veste moderna -  dopo la terribile alluvione del 9 ottobre 1963 (il disastro del Vajont) che distrusse il paese, più a monte si trova Castellavazzo, l'antico Castrum Laebatii romano della cui denominazione è rimasto un cippo dedicato all'Imperatore Nerone. In questo comune si trova Codissago dove si ricorda e si fa rivivere la fluitazione, sistema di trasporto fluviale che portava verso Venezia ingenti quantità di legname sostenendo l'economia locale. Sono maestri gli "zater del Piave" che hanno tramandato nei secoli l'abilità di portare dalle montagne al mare le zattere cariche di legname ma non solo.
L'influenza è anche cimbra, forte in particolare nel Cansiglio, dove l'antica popolazione germanofona era legata al lavoro nei boschi.
A proposito di attività economiche, oltre alla produzione ed alla lavorazione del legno, tutta la zona si è basata tradizionalmente sulla lavorazione del ferro e della pietra che gli artigiani lavorano con sapienza.
Nei pressi di Soverzene si trova un'importante diga collegata ad un'altrettanto importante centrale idroelettrica, scavata nella roccia della val Gallina, valle che peraltro è una naturale palestra di roccia per gli amanti dell'arrampicata.
Proseguendo verso valle, nei pressi di Belluno si incontra Ponte nelle Alpi, antica Pieve di Frusseda sostituita nel Medioevo da Capodiponte. Interessante è il Ponte sul Piave, opera che risale al 1181. Oltre al ponte sono significative le chiese di Cadola, Sanr'Andrea (forse XII secolo), Quantin, Losego e S.Caterina. Tra gli edifici "laici" Villa Cappellari conserva nel giardino lapidi romane che testimoniano l'importanza secolare di questa località come luogo di collegamento tra pianura e valli montane.

La citata Certosa di Vedana è uno dei luoghi più interessanti della zona. Risale al XII secolo e inizialmente servì come ospizio per accogliere i pellegrini in transito. Al complesso architettonico da risalto il chiostro, probabilmente opera del Palladio, e risultano molto interessanti anche i dipinti conservati all'interno della chiesa principale e della cappella, opere del Corvi e di Paolo Fiammingo.

Scendendo verso la pianura si fanno più numerose le ville, residenze di importanti famiglie di nobili e commercianti: Villa Zupponi (XVI secolo), Villa Crotta (XVII), Villa Manzoni e Villa Miari a Sedico; villa Piloni-Foscolo, villa Alpago Novello, villa Piloni a Trichiana.
Ogni paese ha comunque il suo patrimonio storico da offrire: a Cesana la strada dei Capitelli o la Chiesa Arcipretale di Santa Maria Assunta, a Mei sono numerose le tracce romane, dalle lapidi alle monete, alle pietre miliari ed alle strade. Sempre a Mei rimane l'unico castello della provincia, il castello di Zumelle. Limana, abitato anche da popolazioni pre-indoeuropee, fu invaso dai Celti, Illirici e Germani ma già dal 200 a.C. fu conquistato dai Romani (testimonianza a Canè, epigrafe).
Fu importante sotto i vescovi conti, della cui epoca rimangono un castello ed un convento a San Pietro in Tuba, ed anche nelle epoche successive fu residenza di nobili famiglie che fecero costruire ville e luoghi di culto che rimangono tuttora a testimoniare l'evoluzione artistica della zona.

BELLUNO
Il capoluogo di provincia non è una città fuori luogo in un contesto ambientale così particolare. E' anzi un abitato discreto, di ridotte dimensioni e ricco di storia ed arte.
Definito da più fonti l'ideale "trait d'union" tra Venezia ed i monti, Belluno guarda le vallate come un balcone naturale, protetto dalle Dolomiti.
Affascinante la Piazza del Duomo dove alla Cattedrale si affiancano il Palazzo Comunale, il Palazzo dei Rettori, dei Vescovi e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Ma la città nasconde diversi scorci e percorsi suggestivi che permettono di scoprirne ogni segreto.

FELTRE
Feltre, secondo centro della provincia di Belluno, domina le zone circostanti dall'alto del Colle delle Capre ed è caratterizzata da edifici di varia epoca.
Particolarmente ricca è via Mezzaterra, un'evocativa passeggiata tra muri di palazzi affrescati che rimandano a tempi lontani. Piazza Maggiore è il cuore della città, dominata dalla torre del castello e dal Duomo che cela tra le sue fondamenta reperti che riconducono a secoli fa l'origine di Feltre.
Suggestivo è assistere al Palio di Feltre: ogni anno si ripropone la consegna della città a Venezia attraverso sfilate in costume, gare e corse di cavalli il tutto immerso in atmosfera quattrocentesca.
 

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