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Castel Toblino (scorri la gallery!)
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Castel Drena
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Castel Madruzzo (Syrio, Creative Commons)
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Le cascate del Rio Bianco, poco fuori Stenico
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Stenico, il castello nel panorama
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Mtb invernale a Castel Toblino
Trentino

Valle dei Laghi

La valle dei Laghi è posta tra il monumentale gruppo di Brenta ed il Monte Bondone e si estende dai laghi di Lamar fino al tratto inferiore del fiume Sarca, sino ai pressi dell'immissione del lago di Garda. Dotata di clima generalmente mite, la zona gode di una singolare varietà di situazioni climatiche che garantiscono un'alternanza di ambienti naturali.

Un tracciato antico collega Calavino a Lagolo ed il sentiero, che nei secoli scorsi serviva come passaggio per il trasporto del fieno e del legname, offre oggi una piacevole passeggiata. Il cammino avviene in contesti mutevoli, dai terrazzamenti ai versanti montani, al fondovalle. Ed anche la vegetazione è eterogenea, alternando varietà alpine ad altre sub-mediterranee come il leccio o l'ulivo.
Calavino è un paese situato tra un terrazzo ed il fondovalle, strutturato a blocchi chiusi e ben distinto negli aggregati di valle (Mas) e monte (Mezzavilla, Dos, Piazza, Nadac, Bagnol). La prima zona è tradizionalmente dedita all'artigianato, basato sullo sfruttamento energetico della roggia, e costituito da case compatte; a monte invece l'immagine dell'abitato è più rurale e signorile.
 

La zona è ricca di castelli, memoria di antiche casate nobiliari: Castel Madruzzo, Castel Terlago o Castel Drena dominano la vallata ed accolgono opere d'arte, memorie antiche ed arredi.
 

Castel Madruzzo sorge maestoso sopra l'abitato di Lasino e rappresenta uno dei complessi fortificati più significativi del Trentino, legato indissolubilmente alla potente famiglia che diede alla Chiesa di Trento quattro principi-vescovi. Il castello è diviso in due anime: la parte più antica, con il mastio e le mura medievali, e la residenza signorile cinquecentesca, trasformata in un elegante palazzo rinascimentale dai Madruzzo. Situato in posizione strategica per sorvegliare il passaggio verso Trento, l'edificio è oggi una proprietà privata non sempre accessibile all'interno, ma la sua sagoma che domina i vigneti e la valle resta uno degli elementi più scenografici dell'intera zona. Una passeggiata lungo la via che sale dal borgo permette di ammirarne l'imponenza e di respirare l'atmosfera di quello che fu uno dei centri di potere più influenti durante il Concilio di Trento.
 

Castel Terlago si presenta come una residenza fortificata di grande fascino, immersa nel verde. Caratterizzato da due torri distintive, una quadrata e una circolare, l'edificio ha origini medievali ma è stato trasformato nel corso del Cinquecento in una dimora nobiliare dai Conti di Terlago, che ne sono ancora oggi i proprietari. Essendo una residenza privata, il castello non è solitamente aperto al pubblico, ma la sua mole scenografica domina il paesaggio circostante ed è ben visibile percorrendo i sentieri che costeggiano il lago di Terlago.
 


(Castel Drena)
 

Appollaiato su uno sperone roccioso, Castel Drena domina dall'alto lo spettacolo lunare delle Marocche di Dro e la piana del Sarca. Questa fortezza medievale, caratterizzata da un'imponente torre merlata alta trenta metri, fungeva da fondamentale punto di controllo sulla via che collega il Garda a Trento. Nonostante la distruzione subita nel Settecento per mano delle truppe francesi, il castello è stato sapientemente restaurato e oggi accoglie i visitatori tra mura cariche di fascino. Salire sui suoi camminamenti di ronda regala una vista mozzafiato che spazia dalle cime del Brenta fino al riverbero del lago in lontananza, rendendolo una tappa iconica per chi esplora la valle.
Il sentiero principale che si snoda sotto le mura del castello è quello che attraversa il biotopo delle Marocche di Dro, un itinerario che sembra portarti su un altro pianeta. Si tratta di un percorso ad anello, molto apprezzato sia dagli escursionisti che dai fotografi, che si immerge in quella che è la più imponente frana post-glaciale delle Alpi.
Camminare qui significa muoversi tra ciclopici blocchi di roccia calcarea, in un ambiente arido che ricorda un deserto di pietra o un paesaggio lunare, dove la vegetazione fatica a farsi spazio. Il contrasto tra il grigio dei massi e l'azzurro del cielo, con la torre di Castel Drena che svetta sopra la testa, è davvero notevole.
Il percorso è agevole e ben segnalato, perfetto per una passeggiata che non richiede grandi sforzi fisici ma regala molte suggestioni visive.

 

Per scoprire i resti archeologici, testimonianza della colonizzazione millenaria di questi luoghi, l'ideale è la passeggiata archeologica di Cavedine, un percorso di circa 3,5 km che ricalca la antica strada romana (ancora visibile a tratti) che portava da Terlago al fondovalle del Sarca e nei cui pressi sono stati rinvenuti notevoli utensili e reperti archeologici di varia datazione. Lungo il cammino spicca la fontana romana, unica in Trentino. Costituita da un breve avvolto che scende con una scalinata ad una stanzetta, la fontana raccoglie in una vasca in pietra l'acqua proveniente da una sorgente perenne di faglie freatiche.
 

Per posizione e fascino, però, Castel Toblino spicca tra tutte le fortificazioni della zona.
Un sentiero porta proprio da Castel Toblino sino a Ranzo, inoltrandosi nella valle del rio Lanzo e regalando scorci suggestivi sullo splendido castello, cantato da Fogazzaro, Ada Negri e dal tedesco Scheffel.
Il castello di Toblino è l'unico esempio trentino di fortificazione lacustre ed è erede di secoli di storia. Fu infatti castelliere preistorico, quindi romano su un isolotto del lago che poi per l'abbassamento delle acque divenne penisola.
Nel XIII secolo i signori di Toblino vennero esautorati dai signori di Campo (Giudicarie) e nel XV secolo l'edificio fu incamerato nella Chiesa di Trento. In seguito, tra il 1536 ed il 1537, il Cardinale Bernardo Clesio ne volle la riedificazione secondo il gusto della residenza cinquecentesca (rimangono ancora oggi il porticato ed il loggiato del cortile, ad archi a tutto sesto) ed una nuova rivisitazione architettonica fu voluta da Gian Gaudienzo Madruzzo.
Nel 1703, come tutti i castelli della valle del Sarca, subì il passaggio delle truppe francesi guidate dal generale Vendome e nel 1848 divenne caposaldo dei Corpi Franchi durante il loro sfortunato tentativo di infiltrarsi in Trentino.
Negli anni successivi il castello cambiò proprietà per effetto di matrimoni ed oggi è parzialmente trasformato in ristorante.
 

Oltre alle gole impervie scavate dal rio Ranzo ed alla rigogliosa vegetazione che ne contraddistingue le rive, il paesaggio è vivacizzato dai vigneti dove vengono coltivate le uve (varietà "nosiola") da cui una lavorazione tradizionale ed ancora artigianale estrae il Vin Santo (dal greco Xanthos, giallo, biondo oppure derivato dal periodo di pigiatura, che avviene durante la settimana santa).
 

Di notevole fascino risultano anche le rive dei laghi di Lamar, Terlago o Lagolo, anche balneabili, o il lago Santo, meraviglia cromatica soprattutto durante la stagione autunnale.
Sul lago di Cavedine è possibile praticare il windsurf.
 

Non abbiamo dimenticato Dro, con le sue marocche, e Pietramurata! Abbiamo dedicato loro questa pagina: www.cicloweb.net/guide/g-trentino/nsdro.htm
 

Per saperne di più: www.valledeilaghi.it
 

Il Trentino su www.cicloweb.net, clicca:
- percorsi per mountain bike e bicicletta in Trentino,
- passeggiate ed escursioni in Trentino,
- guida a valli e luoghi del Trentino
E quando nevica? Ciaspolate in Trentino, da www.ciaspole.net (clicca)

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