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I tetti di Morbegno
Lombardia

Bassa Valtellina

La bassa Valtellina ha in Morbegno il suo centro principale: a 248 metri di altitudine è circondato da luoghi naturali ancora intatti ed offre al visitatore un borgo storico custode di notevoli testimonianze artistiche ed architettoniche. Vi si trovano la chiesa dell'Assunta (XV secolo), la chiesa Arcipretale di San Giovanni Battista (XVII secolo), realizzata in granito locale, e la romanica abbazia di San Pietro in Vallate, poco fuori da Morbegno (XI secolo).
A Morbegno hanno sede anche il Museo Civico di Storia Naturale, presso Palazzo Gualteroni, ed il Palazzo Malacrida.

A ridosso di Morbegno, verso sud, si trova l'alta cresta delle Orobie Valtellinesi: quest'area è tutelata da un vasto Parco Regionale che corre, attraverso venticinque comuni, dal lago di Como sino al passo dell'Aprica. Tra i boschi ed i prati di questo Parco si rifugiano numerosi esemplari di specie faunistiche e floristiche ma non solo: vi si inseriscono esempi di architettura rurale, tra cui i "calecc" (ricoveri temporanei per pastori).

Ad est di Morbegno la Costiera dei Cech, un percorso di interesse storico-architettonico che porta a conoscere costruzioni di antica origine, tra cui i resti del castello di Domofole (XII secolo), la torre della Regina di Mello o il settecentesco Torchio di Cerido.

Da non perdere la selvaggia val di Mello, laterale della Valmasino, ed il Sasso di Remenno, sempre in Valmasino, il più grosso monolite d'Europa. Sempre la Valmasino ospita un Museo Etnografico Naturalistico, in località San Martino, e le Terme Bagni, citate già nel '500 dal novelliere Matteo Bandello. Infinite le possibilità escursionistiche in val di Mello e val Masino: si arriva al cospetto di colossi di granito alti oltre tremila metri.

La vicina Valgerola, nel cuore del Parco delle Orobie Valtellinesi, propone un sorprendente Museo dell'Homo Selvadego, in località Sacco: in un'antica dimora pastorale restaurata si trova una camera picta con affreschi del XV secolo. Al suo interno si può ammirare la più antica raffigurazione in provincia di Sondrio dell'Uomo Selvatico, un vero e proprio simbolo della cultura alpina.

Infine, le valli del Bitto, piccole vallate laterali dalle cui malghe esce il "Bitto", un formaggio estremamente rinomato, risultato vincitore in diverse "competizioni" riservate ai prodotti caseari.
Le due vallate offrono incredibili panorami e meravigliose località verso le quali dirigere le proprie passeggiate. Lungo la valle di Albaredo si snoda l'antica strada Priula, dal nome del podestà di Bergamo che la progettò nel 1592: si tratta di una strada che attraverso il passo San Marco congiunge Bergamo a Morbegno e fu voluta dalla Repubblica di Venezia, desiderosa di aprire un percorso per portare nel nord Europa le proprie merci. Tale strada evitava il transito delle merci dal Lario e quindi i relativi dazi che esigeva il Ducato di Milano.

Sapori di Valtellina
Le piane ed i pendii della Valtellina non sono solo mete affascinanti per un turismo appassionato e curioso ma anche un territorio fertile e produttivo dal quale nei secoli i valtellinesi, con operosità ed impegno, hanno saputo ricavare prodotti di grande qualità. Su tutti la Bresaola IGP ed i vini di Valtellina. La bresaola, di colore rosso intenso ed uniforme, con eventuale lieve marezzatura data da fini striature di grasso, ha un profumo delicato e leggermente aromatico.
Da Ardenno a Bormio ogni angolo di Valtellina ha il suo vino pregiato: il Rosso di Valtellina e lo Sforzato sono prodotti in tutte le aree della valle. Caratteristici sono invece il Maroggia nella zona di Chiavenna e nel Terziere inferiore; il Sassella nei dintorni di Sondrio; il Grumello tra Sondrio e Poggiridenti; l'Inferno tra Poggiridenti e Chiuro; il Valgella tra Chiuro e Teglio mentre nell'alta Valtellina il Valtellina Superiore.
Vini dal gusto diverso ma tutti di elevata qualità per accompagnare i sapori di una cucina dalla pregiata tradizione.

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