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Bordighera
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Dolceacqua
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Ventimiglia
Liguria

Ventimiglia e Bordighera

VENTIMIGLIA
Ventimiglia è una città antica, ricca di cultura ed aperta al confronto. Non potrebbe essere altrimenti data la sua posizione di confine e la sua storia di importante centro commerciale.
Spiccano, in città, il teatro romano ed il borgo medioevale con le sue mura, gli archivolti in pietra e la Cattedrale dell'Assunta, eretta nei secoli XI-XII sulle rovine della Cattedrale di età Carolingia.
La tradizione vuole che sia stata costruita sulle rovine di un tempio pagano: tale leggenda si basa sull'iscrizione dedicata a Giunone Regina che si conserva tutt’oggi all'interno dell'edificio.
Altro motivo di richiamo sono i Giardini Hanbury: nel 1867 il giovane Thomas Hanbury fu colpito dal promontorio verdeggiante che ripidamente declina in mare in località La Mortola. Decise di acquistarlo e progettò di farne un giardino di acclimatazione introducendovi piante esotiche provenienti dalle regioni più diverse. Sono previste una zona coltivata ed una lasciata a vegetazione naturale di tipo mediterraneo.
La Seconda Guerra Mondiale arrecò gravi danni al Giardino e non fu mai possibile restituire al giardino lo splendore iniziale. Nel 1960 Lady Dorothy Hanbury, moglie di Thomas, decise di vendere il terreno allo Stato italiano.
Ed infine le grotte dei Balzi Rossi: distribuite in un breve tratto tra Mentone e Ventimiglia, si presentano sotto forma di fenditure verticali della roccia, poco lontano dal mare.
I primi lavori di scavo furono portati a compimento intorno al 1846 per volontà del Principe di Monaco Fiorestano I. Nel 1892 fu Alberto I di Monaco sovvenzionare i lavori di scavo e grazie a questi fu possibile evidenziare la stratigrafia delle grotte, le caratteristiche dei giacimenti e la loro cronologia .
Sono quattro le grotte individuate: la grotta dei Fanciulli, la grotta del Principe, la grotta del Conte Costantini e la Barma Grande.

BORDIGHERA
Ha ispirato anche Claude Monet, uno dei più importanti pittori impressionisti, la "bella Bordighera".
Fondata da Sant'Ampelio nel XII secolo, la cittadina fu poi valorizzata a livello architettonico dai nobili inglesi, durante il corso del XIX secolo.
Lo stesso fondatore, nell'Alto Medioevo, vi portò le essenze orientali ed esotiche che oggi caratterizzano alcuni dei viali di Bordighera: in particolare le palme da dattero che qui si esaltano nel palmeto più settentrionale d'Europa.
Preziose le ville liberty di fine Ottocento: spicca Villa Garnier, costruita dall'omonimo architetto dinanzi al Porto.
Sulla strada che scende dal casello autostradale s'incontra il punto dove Claude Monet dipinse la sua veduta sulla cittadina.


L'ENTROTERRA TRA SANREMO E VENTIMIGLIA
Ai confini tra Italia e Francia, la valle Intemelia è territorio di straordinaria bellezza, ricco di testimonianze artistiche ed architettoniche. Percorrendo una carrozzabile immersa in boschi e pinete si giunge a Bajardo, borgo mediovale posizionato su un crinale montuoso.
Prima ancora si passa da Apricale, quasi avvolto attorno ad una collina vicina ad Isolabona e Dolceacqua.
Quest'ultima incantò il pittore francese Claude Monet, padre dell'Impressionismo, che rimase affascinato dal ponte che unisce "borgo" e "terra", le due frazioni medievali di questo paese sulle rive della Nervia. "Vi è un ponte che è un gioiello di leggerezza", scrisse. E ne fece un soggetto per svariati quadri.
Ad Isolabona si trova un castello voluto dai Doria così come a Apricale dove i Conti di Ventimiglia edificarono nell'Undicesimo secolo il castello della Lucertola. Vicissitudini alterne lo portarono a far parte dei vasti possedimenti dei Doria mentre oggi è di proprietà comunale. Il castello si trova su uno sperone roccioso e da questa posizione domina l'abitato e la chiesa della Purificazione, una delle tante chiese sparse per questa borgata davvero piacevole.
Tra le curiosità, il veliero nello stemma, un po' insolito per un paese dell'entroterra: la particolarità è dovuta al fatto che da questi boschi la Repubblica di Genova ricavava il legno per le imbarcazioni. Ed infine Apricale vanta gli statuti comunali più antichi della Liguria, datati 1267.

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