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Appennino bolognese
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Monteveglio
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Castello di Serravalle
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Passeggiando per Castello di Serravalle
Emilia Romagna

I colli bolognesi

L'area che si spinge dalla città delle Due Torri al cuore dell'Appennino bolognese, verso il confine con la Toscana, è una zona che fu teatro di grandi eventi politici e religiosi, incessantemente percorsa da pellegrini (ed anche dai Crociati), viaggiatori e mercanti.
A memoria degli eventi storici rimangono oggi borghi medievali, antiche chiese e santuari, castelli e rocche, ma anche ville e residenze signorili di gusto più "moderno". La natura offre spettacolari formazioni di gessi, boschi di roverella e il corso tortuoso dei fiumi: il tutto a poche decine di minuti dallo splendido centro storico di Bologna (cui abbiamo dedicato questa pagina: www.cicloweb.net/guide/g-emilia/nsbolognacitta.htm
 

Valsamoggia: l'eredità di Matilde di Canossa tra Monteveglio e Serravalle
Il perfetto itinerario nell'Appennino bolognese occidentale comincia dai dintorni della Valsamoggia, un territorio dove la storia medievale si fonde con una tradizione vitivinicola d'eccellenza.
Il punto di partenza ideale è Monteveglio Alto, uno dei borghi più suggestivi della provincia di Bologna. Si accede al nucleo medievale oltrepassando la trecentesca porta ad arco, sormontata da una torre merlata. Procedendo lungo il suggestivo acciottolato in salita tra case in sasso, si raggiunge l’Abbazia di Santa Maria Assunta, fondata nel 1092 per volere di Matilde di Canossa. Questo capolavoro del romanico custodisce una cripta del X secolo e un chiostro quattrocentesco che invita alla contemplazione.
Il colle è protetto dal Parco Regionale di Monteveglio, un'area naturale dove boschi di querce e piccoli coltivi si alternano ai calanchi, impressionanti solchi erosivi argillosi che disegnano il profilo delle colline bolognesi.
A poca distanza si incontra Castello di Serravalle. L'ingresso al borgo è annunciato dal maestoso Cassero del 1304, l'antica torre d'accesso originariamente dotata di ponte levatoio. All'interno delle mura si respira un'atmosfera sospesa nel tempo: si costeggiano la Casa del Capitano, la Torre Campanaria e il seicentesco Palazzo Boccadiferro, frequentato nell'Ottocento dal compositore Gioachino Rossini. Il territorio circostante è punteggiato da antiche case-torri trecentesche e borghi storici come Tiola e Zappolino. Quest'ultimo fu il teatro della celebre Battaglia di Zappolino del 1325, uno dei più sanguinosi scontri del Medioevo tra guelfi e ghibellini, che ispirò il poema "La Secchia Rapita" di Alessandro Tassoni.
 

Castello di Serravalle
(Castello di Serravalle)
 

Le valli del Reno e del Setta: Guglielmo Marconi, Etruschi e Rocchetta Mattei
Spingendosi verso il cuore dell'Appennino bolognese, l'itinerario incrocia le valli dei fiumi Reno e Setta, un'area ricca di attrazioni archeologiche e scientifiche. Tra le località spicca Sasso Marconi, il paese che deve il suo nome alla rupe che si erge non lontana dalla confluenza tra Setta e Reno ed a Guglielmo Marconi, lo scienziato che inventò il telegrafo senza fili proprio nella vicina Villa Griffone.
La maestosa parete di arenaria della Rupe del Sasso ospita il Santuario della Madonna del Sasso e domina i Prati di Mugnano, punto di partenza prediletto per gli escursionisti che intraprendono la Via degli Dei, il famoso cammino trekking da Bologna a Firenze.
Procedendo verso la Toscana, si incontrano tappe fondamentali della memoria e dell'architettura.
Presso Marzabotto (nota per la vile strage nazifascista) si sviluppa l'area archeologica dell'antica città etrusca di Kainua, dove si cammina tra i resti monumentali di una delle città meglio conservate del V secolo a.C. Subito sopra si estende il Parco storico di Monte Sole, un'area protetta dove i fitti boschi di querce e castagni circondano i ruderi dei borghi distrutti nel 1944, oggi laboratorio di pace a cielo aperto. Più a monte si raggiunge la spettacolare Rocchetta Mattei a Grizzana Morandi, una fortezza dall'architettura eclettica che fonde il gotico medievale con lo stile moresco, ispirata all'Alhambra di Granada. Nello stesso comune si visita la casa-studio del celebre pittore Giorgio Morandi.


Appennino Orientale: il Monte delle Formiche e il Parco La Martina
Il settore orientale dell'Appennino bolognese regala mete naturalistiche insolite e santuari avvolti dal mistero. Il Monte delle Formiche è un rilievo isolato che sorge a quindici chilometri da Pianoro. Il suo nome si riferisce al curioso fenomeno che avviene l'8 settembre, festa della Madonna: nei primi giorni del mese, migliaia di formiche volanti arrivano sino alla chiesa sulla cima per poi morire tra le mura dell'edificio. Gli insetti vengono tradizionalmente raccolti e distribuiti ai fedeli come simbolo devozionale.
Per gli amanti dell'outdoor e del turismo sostenibile, le tappe imperdibili includono il Parco La Martina, un'oasi di 155 ettari caratterizzata da grandi conifere, carpini, querce e una piccola colonia protetta di cervi e caprioli.
Infine, l'itinerario si completa a est con il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, situato a ridosso della pianura. Questo territorio offre uno spettacolare paesaggio carsico unico in Europa, con doline, inghiottitoi e grotte sotterranee ideali per il trekking e la speleologia, regalando un finale perfetto a un viaggio indimenticabile.
 

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