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Valle d'Aosta

Valle del Lys

Sono i verdi boschi, l'imponenza delle cime ed il patrimonio di tradizioni e sapere che da secoli si tramandano le popolazioni Walser a rendere unico lo scenario della valle del Lys, dal suo inizio, nei pressi di Pont Saint Martin fino al suo culmine, in località Staffal, dove le pendici del monte Rosa convergono nel fondovalle.
 

Gressoney La Trinité, ad esempio, è caratterizzata da costruzioni di particolare interesse architettonico, in parte protette dalla sovrintendenza.
Il centro del paese ed alcuni nuclei agro-pastorali (composti dagli stadel, edifici rurali che poggiano su corte colonne a forma di fungo) spiccano per interesse, come assolutamente affascinante è una passeggiata per le strette vie di Gaby.
Il piccolo abitato di Niel, frazione di Gaby, a 1040 mslm, si trova nel cuore della valle e conserva le tracce della sua antica civiltà agricola e pastorale.
Proprio Gressoney e Issime sono, come quasi tutti gli altri centri valligiani, una testimonianza della cultura del popolo "walser", una popolazione di origine tedesca che secoli fa si stanziò in questa regione delle Alpi (sono presenti anche in val Sesia e nell'Ossola).

L'etnia walser si è insediata come detto da diversi secoli ma, in alcune vallate, ha saputo conservare nel tempo la propria identità, i propri costumi e la propria lingua. Le genti da cui discendono gli attuali abitanti della valle abbandonarono i loro insediamenti vallesani (da questo nome deriva quello di "walser", ovvero proveniente dal cantone del Vallese, in Svizzera) e vennero a stabilirsi sul versante italiano del Monte Rosa, fondando piccoli centri sparsi. Nacquero così nella valle del Lys i citati paesi di Gressoney, Niel e Issime. Nel corso dei secoli furono mantenuti i contatti con la terra di origine e furono avviati contatti commerciali abbastanza intensi: la valle del Lys, negli scorsi secoli, era la Kramertal, la "valle dei mercanti".

Oltre all'edilizia tipica legata al mondo rurale, si trova in valle il fiabesco castello della Regina Margherita fatto costruire in suo omaggio dal Re Umberto I.
Fu progettato in stile medievale dall'architetto Emilio Stramucci, ideatore delle decorazioni neobarocche per il palazzo reale di Torino e per il Quirinale di Roma.
I lavori durarono dal 1899 al 1904. Il castello è immerso nel verde della località chiamata "Belvedere" perché da essa si domina tutta la vallata fino al ghiacciaio del Lyskamm.
E' un castello, come detto, in stile medioevale, descritto come "stile lombardo del XV secolo", una scelta stilistica in voga in Francia e Savoia, regione dalla quale provenivano i regnanti.
Il nucleo centrale è affiancato da cinque torrette cuspidate mentre l'esterno è rivestito in pietra da taglio proveniente da cave situate in valle. L'interno è articolato su tre piani: un pianterreno con i locali da giorno, il piano nobile e gli appartamenti reali; i sotterranei con le cantine ed il secondo piano riservato ai gentiluomini di corte.

Desta interesse anche il ponte di pietra, con una grande campata, che attraversa le acque del Lys a Pont Saint Martin. L'origine del manufatto è romana.

Notevole anche l'eredità medioevale e rinascimentale: allo sbocco della valle del Lys, il vecchio borgo di Bard, con il prestigioso forte, o il Castellaccio di Pont Saint Martin meritano senz'altro una visita.

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