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Autunno in val Ferret, Monte Bianco e Aiguille Noire sullo sfondo (scorri la gallery!)
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Grandes Jorasses, val Ferret
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Monte Bianco
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San Pantaleone, la parrocchiale di Courmayeur
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Uno scorcio invernale della Val Ferret
Valle d'Aosta

Courmayeur, Monte Bianco

«Conca in vivo smeraldo tra foschi passaggi dischiusa,
o pia Courmayeur ti saluto.
Te da la gran Giurassa da l'ardüa Grivola bella
il sole più amabile arride.»
(Giosuè Carducci, Odi barbare, Courmayeur, 1889)
 

Courmayeur è il centro principale della Valdigne (Vaudagne, in patois valdostano), ovvero l'alta valle della Dora Baltea, che si dispone da Morgex fino ai piedi del massiccio del Monte Bianco e che comprende anche la valle del Piccolo San Bernardo. Altri centri sono La Salle (architettura rurale alpina), Morgex, Pré Saint Didier (con le celebri terme) e La Thuille, che si trova però al culmine di una vallata laterale.
Courmayeur è l'ultimo comune in Italia prima di attraversare il traforo del Monte Bianco: Entreves, località posta all'ingresso della galleria, è infatti parte del territorio comunale di Courmayeur. Curiosità: pur non avendo un accesso "non escursionistico" verso la Svizzera, è l'unico comune italiano a confinare sia con la Svizzera sia con la Francia.
Il toponimo Courmayeur è l'evoluzione francese di un iniziale Curia majori (attestato tra il 1233 e il 1381). Nel XVII secolo, Magini e Sanson lo chiamano Corte Maggiore (1620) e Cormoyeu (1648), rispettivamente. Si attesta in seguito Cormaior (Borgonio, 1680), Cormaior (Vissher, 1695), Cormaggior (L'Isle, 1707), Cormaior (Stagnoni, 1772) e Cormaieur (Martinel, 1799). La grafia attuale è fissata a partire dal 1860, secondo la celebre opera La Vallée d'Aoste di Édouard Aubert. Al Settecento risale la versione attuale della chiesa principale di Courmayeur: la parrocchiale dedicata a San Pantaleone.
All'origine del turismo di Courmayeur ci sono le fonti d'acqua solforosa che attirarono visitatori già nel XVII secolo: dall'Ottocento in avanti, però, tutto si legò alla montagna ed in particolare al desiderio di conquistare il tetto d'Europa, il Monte Bianco. Horace-Bénédict de Saussure condusse alcuni tentativi insieme alla guida Jean-Laurent Jordaney, originario di Pré-Saint-Didier. La prima ascensione, però, fu completata dalle guide Michel Paccard e Jacques Balmat che partirono dalla loro Chamonix.
 


(Monte Bianco dalla val Ferret)
 

Le principali attrazioni naturalistiche di Courmayeur, oltre alla superba vista sul Monte Bianco di cui si può godere anche in centro al paese, sono le due valli che staccano, in direzione nord-est sud-ovest, poco a monte del paese: la val Veny e la val Ferret.
Tali profondi solchi vallivi sono stati scavati nei millenni dal tumultuoso corso di due torrenti, due Dore, che confluiscono poco a monte di Courmayeur formando la Dora Baltea.
Nelle due valli si possono compiere numerose escursioni che permettono di ammirare diversi panorami sulle cime circostanti, prima fra tutte il Monte Bianco, e penetrare in fitti boschi alpini, intatti da secoli.
Gli enti locali hanno mappato sette itinerari, tre in Val Veny e quattro in Val Ferret, che permettono, con diversa difficoltà, di scoprire anche gli angoli più segreti delle due vallate.
La Val Veny è molto particolare ed offre sui suoi due versanti caratteristiche distinte: sulla sinistra orografica, gneiss e graniti paleozoici, mentre a destra rocce permo-mesozoiche più erodibili. E' diversa anche l'altitudine dei due versanti: il sinistro infatti si erge fino ai 4810 metri di altitudine della cima del Monte Bianco mentre il destro è più basso, giungendo "solo" a tremila metri di altitudine.
Caratteristico il fondovalle per la presenza - a quote sempre più elevate - di due ghiacciai un tempo monumentali, Brenva e Miage, e per le Pyramides Calcaires che chiudono la valle stagliandosi nel cielo come vette isolate in una grande conca.
Interessante è il lago di Combal in quanto non naturale ma nato dai lavori che il Conte di Chatillon, nel XVII secolo, volle per difendersi da un'invasione francese che in realtà non passò mai per questa valle: la diga ed i canali che fece scavare diedero origine al lago e loro tracce sono visibili ancora oggi ad un osservatore attento.
Recente, ma naturale, è la formazione del Lac du Jardin, o Lac Vert, originatosi nel 1930 e caratteristico per la sua colorazione molto intensa dovuta alla quantità di limo glaciale presente nelle sue acque.
In val Veny merita una visita anche l'ottocentesco santuario di Notre-Dame-de-Guérison.
 

Forte è anche il contrasto tra i due versanti della Val Ferret: il versante sulla destra orografica è molto ripido e scosceso si erge fino ai 4206 metri della vetta delle Grandes Jorasses, l'altro versante è invece più dolce e, tra verdi pascoli, risale fino a quote inferiori. La valle si chiude in una depressione, la Depressione del Col du Grand Ferret, zona di valico con la Svizzera vallese, area con tradizioni ed usi comuni a quelli del versante valdostano.
Domina il larice mentre tra i fiori sono più comuni le varietà di orchidea e di genziana che colorano i prati delle pendici: inutile dire come primavera ed autunno siano le stagioni "d'oro" per visitare la val Ferret. Di escursioni autunnali in val Ferret parliamo qui: www.cicloweb.net/autunno/autunno/autunnoferret
 

Da visitare anche il Giardino Botanico Alpino Saussurea, aperto da giugno a settembre, che è il più alto dell'Europa occidentale ed accoglie ottocento specie vegetali che spontaneamente crescono sulle pendici del Monte Bianco.
 

Cliccando questo link si possono scoprire itinerari da pedalare a Courmayeur ed in tutta la Valle d'Aosta.
Passeggiate ed escursioni in tutta la Valle d'Aosta, invece, cliccando qui! 

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