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Lago di Ledro (scorri la gallery!)
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Trentino

Val di Ledro

La valle di Ledro è una tranquilla valle che scorre da est ad ovest, dal Garda alle Giudicarie, una valle quasi "sospesa" tra due ripidi versanti che digradano velocemente l'uno verso Storo ed il lago d'Idro, l'altro, appunto, verso il Benaco. I boschi ed i pascoli ledrensi sono una calamita per i biker più incalliti (frequentatissimo lo sterrato del Tremalzo, ad esempio, e la strada del Ponale, risistemata nel 2018) ma anche il ciclista più "lento" e rilassato, come anche le famiglie con i bambini, possono trovare soddisfazione: il lago è un incantevole specchio d'acqua cinto da una bella ciclabile. D'interesse storico è Bezzecca, paese che ricorderà ai più attenti l'Obbedisco di Garibaldi che rinunciava, su invito-ordine del Re d'Italia, alle schermaglie con gli Austriaci. Sulle pendici del Tremalzo correvano le linee del fronte durante la Prima Guerra Mondiale.
Curiosa, infine, la posizione di Pre, un borgo che, situato a piedi dei monti, non vede il sole per tre mesi all'anno.

MALGA CITA - PASSO GIOVO
Dai vari paesi della valle si può accedere a numerose valli laterali o a malghe in quota percorrendo sentieri e strade forestali immerse nei boschi delle Alpi di Ledro.
Itinerario di facile individuazione e percorrenza è quello per la malga Cita: da Molina si prende la circumlacuale "meridionale" (ovvero la variante che evita la statale) e, poco dopo, si svolta a sinistra proseguendo fino alla malga (traccia 419, km 3.5 circa).
Un altro itinerario, tuttavia da percorrersi in compagnia e con una buona cartina a disposizione in quanto più impegnativo da seguire passo passo, è quello che porta da Tiarno di Sotto a passo Giovo (dislivello da 744 a 1298 per un totale di cinque circa dalla strada statale): una strada forestale ed un sentiero salgono fino al valico che offre panorami sulla valle di Ledro, sulla valle del Chiese ed il gruppo dell'Adamello.
Da Bezzecca, paese reso celebre dagli eventi delle Guerre di Indipendenza (proprio qui Giuseppe Garibaldi mandò il telegramma "Obbedisco" al Re d'Italia interrompendo suo malgrado le schermaglie con gli Austriaci, sui quali stava avendo il sopravvento), si entra in val di Concei e si sale fino alla malga Trat (1753 mslm, circa 8 km) attraverso i paesi di Enguiso e Lenzumo (dove si svolta a destra incominciando a salire con decisione). A Lenzumo è inoltre possibile proseguire senza svoltare ed addentrarsi nella valle di Concei fino alla Malga Guil (1440 mslm, circa 6 km da Lenzumo). Itinerario di difficoltà media per mtb.


L'ANTICA STRADA PER IL GARDA: LA PONALE
Itinerario panoramico ma da percorrere con tutte le attenzioni del caso per le numerose gallerie e curve cieche. Fino al 2017 il percorso era uno sconnesso alternarsi di paraboliche, tratti in quasi single track e momenti di respiro: oggi, dopo i lavori che si sono resi necessari per la messa in sicurezza, è più scorrevole e meno.. "stimolante". Ma rimane pur sempre incredibilmente panoramico!
I chilometri da percorrere sono 14.5 da Riva del Garda a Pieve di Ledro per un dislivello di 550 metri circa.
La risalita lungo la valle scavata dal torrente Ponale incontra Biacesa (415 mslm) dopo 7 km, subito dopo Pre di Ledro e poi, dopo qualche tornante, raggiunge Molina ed il lago di Ledro.
Si rientra per la via di salita, un'imperdibile discesa!
La statale costeggia l'azzurro specchio d'acqua ed in sostanziale pianura giunge fino a Pieve. (Poco dopo Biacesa si può entrare in Prè e seguire strade secondarie che evitano il traffico della statale.)
La strada del Ponale risale al 1851: fu ultimata dopo quattro anni di lavorazione ed andò a sostituire l'ancor più insidioso tracciato, ripido e sconnesso, che portava dalla valle al Porto del Ponale da cui poi ci si imbarcava per Riva. Una comunicazione così difficile con l'importante centro gardesano ha per secoli bloccato l'economia della val di Ledro: la vecchia strada era così disagevole che nemmeno i carri potevano percorrerla e le merci erano trasportate dai muli.
Così su progetto di Giacomo Cis di Bezzecca iniziarono i lavori: curve a stretto raggio, tre gallerie ed andamento tortuoso sono le principali caratteristiche di questa strada, senza dubbio molto affascinante per gli scorci sul Garda che regala.
Incantarono anche l'Imperatore Francesco Giuseppe!


CONCEI
Bell'itinerario circolare che si può attaccare dalle più varie località sia del lago d'Idro, della valle del Chiese, delle Giudicarie e della valle di Ledro.
Sono infatti queste le località toccate dai cinquantaquattro chilometri di questo itinerario.
Fissiamo Pieve di Bono come punto di partenza, a 514 metri di quota. Si sale in sedici chilometri fino a malga Cadria, 1914 mslm: la salita è impegnativa su asfalto e poi sentiero, sempre ripida.
Da Pieve di Bono si seguono le direzioni Por, Forte Carriola e poi Deserta e Malga Ringia (km 12, 1400 mslm). Nei pressi della malga finisce l'asfalto e si incomincia a salire, con pendenza media superiore al 12%, su mulattiera e poi sentiero pedalabile per ulteriori quattro chilometri.
La malga si raggiunge dopo aver risalito una scala in pietra e costeggiato un laghetto.
Si scende fino a Bezzecca prima su una ripida mulattiera sconnessa (malga Vies, 1522 mslm - km 25, nove di discesa), su stradina a sfondo bianco oltre malga Vies (sinistra) e poi su asfalto.
Giunti a Bezzecca (700 mslm, km 42) si entra sulla statale della valle di Ledro scendendo a Storo attraverso il passo d'Ampola e poi risalendo a Pieve di Bono.
Un'interessante deviazione è la discesa a Storo lungo uno sterrato che si imbocca presso il laghetto d'Ampola: si sale a malga Stigolo su sterrato e poi su sentiero fino a scollinare.


RAMPILEDRO
Quarantacinque impegnativi chilometri e millecinquecento metri di dislivello nel tracciato classico della Rampiledro, una manifestazione organizzata nei primi anni Duemila di cui, oggi, restano solo il ricordo e l'impegnativo percorso.
Si tratta di un bel tracciato, molto panoramico che corre sullo spartiacque tra la valle di Ledro ed il bacino del lago di Garda.
I primi chilometri sono su asfalto e conducono da Pieve di Ledro (660 mslm) a Molina sulla riva destra del lago di Ledro: il percorso è subito vivace con una salita di qualche centinaio di metri per superare, al 12.8% di media, il Dos de Pur.
Scollinati a Dos de Pur, km 1.8 ed a 755 mslm, si incontrano due bivi: al primo diritti, al secondo a destra per scendere su un'agevola strada sterrata sino a Molina, km 5.5.
Questo primo tratto permette di ammirare suggestivi scorci sul lago di Ledro.
Da Molina si gira a desta percorrendo una salita di circa 750 metri al 10% di pendenza. Breve tratto sterrato, un altro tratto acciottolato e si svolta a destra per tornare sull'asfalto sino ad un incrocio a quattro vie. Girando a destra si affronta il primo e più severo tratto sterrato con pendenza anche del 16,3% superato il quale le pendenze si fanno meno dure.
Quattro tornanti al km 8.1 con altri due chilometri prima di una breve discesa, soli cento metri. Il seguito è di nuovo in salita, ancora impegnativa, e tenendo sempre la destra si affrontano due tratti in salita al 13 e 15%.
Un continuo saliscendi caratterizza il percorso tra il km 12.5 ed il 15.2 sino ai 1204 mslm di passo Nota dove si prende un tracciato militare che su pendenza costante al 9% porta sino a Cima Marogna, metri 1843, km 23 (Bocca di val Marza).
Tutto questo tratto è caratterizzato da un bel panorama sul lago di Garda prima ed in seguito sui verdi declivi delle vallate disabitate che vi discendono. In seguito, oltre la cima Marogna, il panorama si apre sulla valle di Ledro e sulle Alpi di Ledro.
Galleria oscura ed è discesa prima sterrata poi asfaltata sino al km 27 quando in prossimità del rifugio Garibaldi (1520 mslm) si gira a destra per affrontare due chilometri di salita sterrata sino ai 1630 metri di quota per poi scendere in discesa, prima su sterrato poi su sentiero molto tecnico sino ad una nuova mulattiera in cemento molto ripida ed impegnativa.
In breve si è a Tiarno di Sopra, dove, in località Scarpi, si prende una stradina di campagna. Al km 36, dopo quasi un chilometro di questa stradina, si rientra sulla statale per soli 100 metri prima di girare a destra e percorrere una strada asfaltata parallela alla statale sino a rientrare a Pieve di Ledro, km 40.5
Itinerario per mtb, difficile


GIRO DI TREMALZO
L'ascesa al passo del Tremalzo è sicuramente una delle salite più affascinanti ed impegnative della valle di Ledro e l'itinerario proposto porta a pedalare per svariati chilometri sui crinali dello spartiacque tra la val di Ledro ed il bacino del Garda.
Dalla valle si segue la strada statale fino a superare Tiarno di Sotto (km 0, 730 mslm): nei pressi del passo d'Ampola (km 5.5, 750 mslm) si svolta a sinistra per attaccare la salita del passo (su asfalto). La salita propone subito pendenze impegnative e vari tornanti.
Punti intermedi riconoscibili lungo il percorso sono la Chiesetta di Santa Croce, la malga Tremalzo di Sotto (1430 mslm) e la conca di Tremalzo. Continuando nella salita su una strada che si fa più stretta negli ultimi chilometri si raggiunge l'albergo Garda (km 18, 1670 mslm).
Chi arriva in bici da corsa può scendere dai pedali e prepararsi al rientro lungo il medesimo itinerario mentre ai bikers si prospetta anche un'altra soluzione: a questo punto, infatti, l'asfalto lascia il posto ad uno sterrato molto divertente ma altrettanto insidioso. Si supera dunque una buia galleria rocciosa e si apre un'ampia visuale sull'alto Garda: bocchetta di val Marza, km 20, 1864 mslm.
La discesa è molto suggestiva ma non bisogna farsi distrarre dal panorama in quanto la strada è abbastanza pericolosa, seppur divertente (occhio ai canaletti di scolo che quasi ritmicamente fanno sobbalzare la bici ed a qualche piccola e buia galleria).
A passo Nota (1208 mslm, km 27) si potrebbe scendere direttamente verso sinistra per indirizzarsi verso la valle di Ledro (Molina dista solo 7 km di discesa su strada sterrata) mentre continuando sulla destra si scenderebbe in val di Bondo, a Vesio e poi al lago di Garda. Chi non teme la fatica potrebbe anche risalire da Vesio al passo Tremalzo lungo la valle di san Michele.
Si può infine proseguire per qualche chilometro fino al passo Guil (km 32), un poco evidente valico prativo, per buttarsi in picchiata su Prè di Ledro (km 38, ma la discesa Guil-Prè fa quasi 800 metri di dislivello in 6 km) da dove poi si torna a Tiarno lungo la statale della valle di Ledro. Itinerario impegnativo, per mtb.
Altimetria al passo d'Ampola ed al passo Tremalzo grazie a www.salite.ch


PASSO D'AMPOLA, PASSO TREMALZO
Da Storo, principale centro della valle del Chiese, parte una gradevole salita che porta fino alla valle di Ledro. Pochi chilometri di una salita non difficilissima ma mai banale.
La pendenza media del tratto Storo - Passo d'Ampola è di circa il 3%: si sale infatti da 400 a 750 metri circa.
Questo dato è però ingannevole: appena fuori da Storo la strada si impenna per circa quattro km di tornanti e salita impegnativa che conducono ad un canyon oltre il quale la strada spiana fino al valico ed al biotopo del laghetto d'Ampola ( 770 mslm, km 8). La salita si affronta anche lungo una via secondaria che partendo sempre da Storo arriva al laghetto tramite una forestale ed un sentiero.
Dal passo d'Ampola tredici chilometri di tornanti, in gran parte privi di momenti di respiro, conducono ai verdi pascoli del passo Tremalzo, a 1686 metri di altitudine. Si sale dapprima su pendenze impegnative, alleggerite da qualche largo tornante, poi su pendenze meno proibitive ma sempre senza tratti in cui rifiatare davvero. Nel finale la strada si stringe e torna a farsi molto tortuosa. L'arrivo apre panorami sui verdi pascoli del Tremalzo, sull'imponente cima del Carè Alto - circondato dai ghiacciai del gruppo dell'Adamello - e sul lago di Garda.
Altimetria al passo d'Ampola ed al passo Tremalzo grazie a www.salite.ch


PASSO DELLA ROCCHETTA
Quasi novecento metri di dislivello in salita, una galleria (controllare i faretti!) e diciannove chilometri di distanza per quest'itinerario panoramico sui due laghi di Ledro e Garda.
L'itinerario parte dal bivio per Pregasina sulla statale della val di Ledro. Nell'attraversamento della località girare a destra e poi subito a sinistra verso la chiesa, dopo la quale inizia un tratto sterrato e sassoso.
Dopo l'ultima casa procedere verso malga Palaer - passo Rocchetta sino alle costruzioni del Dosso dei Larici che si lasciano a sinistra e proseguire salendo ancora fino alle rovine di malga Palaer. Qui a destra si giunge nei pressi di una baita e si imbocca la forestale percorrendola per cinquecento metri, poi arrivati di fronte ad un grosso masso si prende a sinistra e si continua a salire fino al passo della Rocchetta (ignorare le varie deviazioni). Una breve sosta permette di ammirare gli strapiombi sulle acque del lago, caratterizzate da un intenso colore blu, e sull'inconfondibile sagoma del monte Baldo che chiude il panorama ad oriente.
Si riparte in direzione Guil scendendo per circa un chilometro ed ancora salendo a destra sino a passo Guil. Dopo il valico, un sentierino tra i prati scende a destra per malga Vil riallargandosi poi verso la verde conca di Leano. Ci si mantiene sempre sul sentiero sino a congiungersi con la ripidissima (e sconnessa!) sterrata che scende a Pre , da dove si rientra al punto di partenza lungo la statale.



La cartografia è fornita da Kompass
Carta K71 Valli Giudicarie Alpi di Ledro
www.kompass-italia.com

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