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Strade lungo il Garda Trentino (scorri la gallery!)
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Trentino

Garda Trentino

La sponda trentina del lago di Garda è una sorta di mare tra le montagne: è visto così soprattutto dai turisti germanici. Nonostante le acque siano in effetti abbastanza fredde, durante l'estate le rive del Garda sono affollate dai bagnanti.
Riva, come la vicina Torbole, non è però solo spiaggia e passeggiate sul lungolago.
Alle porte del paese, come nella vicina Arco, si aprono percorsi affascinanti per gli amanti della bicicletta e del trekking.
In bici da corsa si sale verso il passo del Ballino, l'altopiano di Brentonico, il valico di Santa Barbara. In mtb ci si avventura su sterrati e sentieri lungo le pendici del monte Baldo o delle Alpi di Ledro.
In breve, volendo, si raggiungono le vicine Dolomiti di Brenta: in particolare la porta meridionale costituita dalla val d'Ambiez.
Altri itinerari su visitgarda.com.

PISTA CICLABILE
La pista ciclabile della valle del Sarca è divisa in due tronconi in quanto il tratto centrale - che attraversa il suggestivo deserto di pietre delle Marocche di Dro - è ancora in fase di completamento alla data di redazione della presente pagina.
I due tratti già in essere misurano dieci chilometri circa. Il più lungo ha inizio sulle rive del lago di Garda a Torbole e conduce sino a Ceniga, l'altro tratto, invece, conduce da Pietramurata a Sarche.
L'ambiente è suggestivo: l'influsso climatico del Garda favorisce lo sviluppo di una vegetazione di tipo mediterraneo che contrasta con l'ambiente geologico, segnato dalle alte falesie rocciose che chiudono gli orizonti tra la valle ed il lago.
La pista segue il corso del Sarca, sul suo argine: in sei chilometri si giunge ad Arco, cittadina storica ai piedi della rupe che accoglie un ardito castello.
A Ceniga, come detto, la pista si interrompe: è possibile arrivare a Pietramurata (da cui partono gli ultimi tre chilometri di pista) percorrendo a piedi i sentieri all'interno delle Marocche, costeggiando il lago di Cavedine o lungo la strada statale. Facile itinerario.

DA MORI A TORBOLE
Quattordici chilometri, in gran parte lungo il tracciato della dismessa ferrovia Mori-Torbole-Arco: un'alternativa alla strada preda del traffico motorizzato ed una soluzione escursionistica "remunerativa".
La pista stacca all'altezza di Mori nei pressi del canale Montedison, lungo la pista ciclabile dell'Adige, itinerario decisamente frequentato che segue tutto il corso del fiume in territorio altoatesino, trentino e veronese.
Una breve salita porta a Seghe Prime, toponimo che deriva dalla presenza di antiche segherie, e poi a Mori. Attraversando un vasto pianoro coltivato si giunge a Loppio e poi in dolce salita sino a passo San Giovanni, lungo le coste del prosciugato lago di Loppio (attenzione alle rane!).
Superato il passo si scende a Nago e poi a Torbole, sulle rive del lago di Garda.
Un percorso non difficile ma più lungo e decisamente più severo rispetto alla ciclabile che scende lungo il Sarca.
Grazie a www.salite.ch, il profilo altimetrico del passo San Giovanni, da Torbole.


SAN GIOVANNI
Bell'itinerario, particolarmente impegnativo quanto a pendenze, che copre una distanza di ventotto chilometri e colma un dislivello in salita di mille metri in tredici chilometri.
Da Varignano, centro prossimo ad Arco, si sale ripidamente verso Padaro su asfalto e raggiunta la Conca del paese (dopo 2 km il dislivello già colmato è di 250 metri) la strada sale su pendenze inferiori in direzione Prati da Gom-Gorghi. Lo sterrato incomincia solo dopo l'abitato di San Giovanni, quando ormai la cima dell'itinerario è prossima.
Giunti a Prati di Gom (km 13, 1150 mslm) la strada comincia a scendere prima dolcemente verso Gorghi. Di lì a destra lungo un sentiero che conduce ad una forestale (sinistra).
Questa strada forestale si immette in una a fondo pavimentato che porta a località Bondìga. Di lì si scende verso San Pietro - Tenno passando attraverso Trenì (km 16.5, 835 mslm) ed il rifugio San Pietro.
Oltrepassato il rifugio si giunge in breve a Ville del Monte (km 22.5, 550 mslm), dove si ammira un ampio panorama sull'alto Garda: si scende fino a Riva lungo la tortuosa e divertente statale. (possibilità di scendere a Varignano per un sentiero attraverso gli ulivi al tornante Volta di Nò). Alla fine i chilometri percorsi saranno quasi ventinove e saranno stati ammirati panorami sul Garda, sulla valle del Sarca e su tutti i monti circostanti. Difficoltà media, per mtb.



PASSO DEL BALLINO
Il passo del Ballino non si raggiunge solo su strada asfaltata ma anche pedalando su acciottolati che possono solleticare lo spirito d'avventura degli appassionati di mtb. Gli itinerari più "sconnessi" corrono tra vigneti ed olivaie, lontani dal traffico.
In bici da corsa si possono valutare due varianti dalla difficoltà sostanzialmente identica che toccano l'una Tenno ed il suo bel castello, l'altra le località di Pranzo e Campi (quest'ultima soluzione è senza dubbio meno trafficata).
La via principale - cioè l'opzione che passa dal centro di Tenno - rimane la tortuosa SS421 che tornante dopo tornante regala scorci sorprendenti e panorami sempre nuovi.
Fino a poco prima del lago di Tenno (km 11, 600 mslm) la salita è sempre costante. Senza strappi ma anche senza tratti di riposo.
Solo oltrepassato l'abitato di Ville del Monte si può pensare di indurire il rapporto e sviluppare velocità. Dopo Ville del Monte, si entra finalmente nell'ombra del bosco, si gode di una bella vista sul lago di Tenno, specchio celeste ottimo anche per un bagno ristoratore (occhio all'acqua fredda!), e poco dopo si giunge all'abitato di Ballino (km 14.6 da Riva, metri 767 slm). Quattrocento metri oltre il paesino si intuisce il valico e si conclude la salita. Percorso non banale ma breve, difficoltà media.
Grazie a www.salite.ch, il profilo altimetrico del passo Ballino, da Riva.


STRADA DEL PONALE
Itinerario panoramico ma da percorrere con tutte le attenzioni del caso per le numerose gallerie e curve cieche che caratterizzano questo tracciato dalla storia antica ma dalla riqualificazione recente.
La difficoltà è media, da percorrere in mtb: i chilometri totali sono 14.5 da Riva del Garda a Pieve di Ledro per un dislivello di 550 metri circa.
La risalita parte dalle porte di Riva del Garda e si sviluppa su pendenze mai eccessive, lungo la valle scavata dal torrente Ponale. Al km 7 si incontra Biacesa (415 mslm), subito dopo Pre di Ledro e poi, dopo qualche tornante, si raggiungono Molina ed il lago di Ledro.
La statale costeggia l'azzurro specchio d'acqua ed in sostanziale pianura giunge fino a Pieve. (Poco dopo Biacesa si può entrare in Prè e seguire strade secondarie che evitano il traffico della statale.)
Il vero "pezzo forte" della pedalata è comunque il primo tratto.
La strada del Ponale risale al 1851: fu ultimata dopo quattro anni di lavorazione ed andò a sostituire l'ancor più insidioso tracciato, ripido e sconnesso, che portava dalla valle al Porto del Ponale da cui poi ci si imbarcava per Riva. Una comunicazione così difficile con l'importante centro gardesano ha per secoli bloccato l'economia della val di Ledro: la vecchia strada era così disagevole che nemmeno i carri potevano percorrerla e le merci erano trasportate dai muli.
Così su progetto di Giacomo Cis di Bezzecca iniziarono i lavori: curve a stretto raggio, tre gallerie ed andamento tortuoso sono le principali caratteristiche di questa strada, senza dubbio molto affascinante per gli scorci sul Garda che regala.
Incantarono anche l'Imperatore Francesco Giuseppe!


PASSO NOTA
Il passo Nota separa la valle di Bondo dalla valle di Ledro ed è punto di transito per la salita sterrata al passo Tremalzo, attraverso i 1935 mslm della Bocca di val Marza (galleria).
Il passo Nota si trova a 1200 metri di quota, ovvero più di mille metri più in alto della SS45 Gardesana Occidentale, da cui si diparte la provinciale che segna l'inizio della salita. Da Limone la strada sale su selettive pendenze fino alle porte di Vesio. Giunti alle porte della frazione si svolta a destra - seguendo le indicazioni - e si prosegue sempre su fondo asfaltato fino a trovare uno sterrato compatto che con diversi tornanti prende quota fino al valico.
Da Vesio (630 mslm) al passo i chilometri sono dieci: falsopiano iniziale (circa 4 km) e un'impegnativa salita alleggerita da qualche tornate in seguito.
Attenzione perchè potrebbe capitare di incrociare motociclette e auto (!). Da passo Nota si può salire lungo un tracciato militare fino a passo Tremalzo e scendere nuovamente a Vesio per la valle di san Michele oppure scendere verso la valle di Ledro e rientrare sul lago di Garda tramite la strada ciclopedonabile del Ponale. Quest'ultima variante, però, richiede due vetture o un aiuto esterno in quanto in bici si sconsiglia la percorrenza delle gallerie della Gardesana occidentale tra Limone e Riva.


MALGA CAMPO
Punti panoramici, visita a preziosi luoghi di interesse artistico ed anche un impegnativo itinerario che lascerà un po' di fatica nelle gambe ma nel contempo anche tanta soddisfazione.
Questo è ciò che offrono i trentasei chilometri che da Arco portano a Malga Campo, malga Pedrini e Pala Stivo per poi scendere nuovamente in valle.
Da Arco si muove al vicino abitato di Caneve: la salita è dolce (tra prati e frutteti) nei primi nove chilometri al termine dei quali si arriva al castello di Drena, veramente suggestivo. Gli slanciati ruderi si raggiungono dopo una serie di tornanti molto panoramici.
Dal castello si sale più ripidi nel bosco prima di giungere (al km 19) a malga Campo ed ai suoi verdi pascoli.
Dopo la malga segue un breve tratto di pianura che anticipa un'ultima asperità, prima di scendere proseguendo diritti dopo il primo tornante.
Un bel tratto attraverso vaste distese prative, poi a destra sul primo incrocio si procede in discesa verso Carobbi. Qui, ad un bivio tra due case si gira a sinistra lungo una ripida discesa sterrata che porta ad un nuovo incrocio. Su asfalto a sinistra si arriva al borgo di Braila e poi in sentiero verso Pianaura, San Martino, Massone e Caneve. Difficile, per mtb.


GIRO DI TREMALZO

L'ascesa al passo del Tremalzo è sicuramente una delle salite più affascinanti ed impegnative della valle di Ledro e l'itinerario proposto porta a pedalare per svariati chilometri sui crinali dello spartiacque tra la val di Ledro ed il bacino del Garda.
Dalla valle si segue la strada statale fino a superare Tiarno di Sotto (km 0, 730 mslm): nei pressi del passo d'Ampola (km 5.5, 750 mslm) si svolta a sinistra per attaccare la salita del passo (su asfalto). La salita propone subito pendenze impegnative e vari tornanti.
Punti intermedi riconoscibili lungo il percorso sono la Chiesetta di Santa Croce, la malga Tremalzo di Sotto (1430 mslm) e la conca di Tremalzo. Continuando nella salita su una strada che si fa più stretta negli ultimi chilometri si raggiunge l'albergo Garda (km 18, 1670 mslm).
Chi arriva in bici da corsa può scendere dai pedali e prepararsi al rientro lungo il medesimo itinerario mentre ai bikers si prospetta anche un'altra soluzione: a questo punto, infatti, l'asfalto lascia il posto ad uno sterrato molto divertente ma altrettanto insidioso. Si supera dunque una buia galleria rocciosa e si apre un'ampia visuale sull'alto Garda: bocchetta di val Marza, km 20, 1864 mslm.
La discesa è molto suggestiva ma non bisogna farsi distrarre dal panorama in quanto la strada è abbastanza pericolosa, seppur divertente (occhio ai canaletti di scolo che quasi ritmicamente fanno sobbalzare la bici ed a qualche piccola e buia galleria).
A passo Nota (1208 mslm, km 27) si potrebbe scendere direttamente verso sinistra per indirizzarsi verso la valle di Ledro (Molina dista solo 7 km di discesa su strada sterrata) mentre continuando sulla destra si scenderebbe in val di Bondo, a Vesio e poi al lago di Garda. Chi non teme la fatica potrebbe anche risalire da Vesio al passo Tremalzo lungo la valle di san Michele.
Si può infine proseguire per qualche chilometro fino al passo Guil (km 32), un poco evidente valico prativo, per buttarsi in picchiata su Prè di Ledro (km 38, ma la discesa Guil-Prè fa quasi 800 metri di dislivello in 6 km) da dove poi si torna a Tiarno lungo la statale della valle di Ledro. Itinerario impegnativo, per mtb.
Altimetria al passo d'Ampola ed al passo Tremalzo grazie a www.salite.ch


RIFUGIO VELO
Percorso classico della zona nord del lago di Garda, questo itinerario porta dal paese di Arco al Rifugio Velo, scollina poco oltre il rifugio e poi scende a valle attraverso Pianaura e Massone.
Da Arco si raggiunge agilmente Bolognano (km 2, 145 mslm) da dove incomincia la salita più seria. Il primo brevissimo tratto di salita si percorre sulla provinciale del Monte Velo che si abbandona per una salita solo inizialmente asfaltata: su un'ampia curva si imbocca una ripida strada a destra.
Si prosegue su uno sterrato via via più sconnesso e stimolante.
A 870 metri di quota si incontra di nuovo una strada provinciale che si segue fino ad incrociare il segnavia numero 2 (sentiero Caproni). Si raggiunge dunque il rifugio Velo (1020 mslm, km 12). Quattro chilometri oltre il rifugio si raggiunge quota 1110 mslm: è la vetta, a cui seguirà una lunga discesa che riporta a valle su un fondo buono ed attraversando Pianaura e Massone, con interessante passaggio vicino alla Fratta di Valsorda e le cave di oolite (materiale calcareo usato in antichità per fregi ornamentali e nelle costruzioni).
Si rientra ad Arco dopo 30 km di percorso.


CAPANNA GRASSI
Circondata da verdi prati Capanna Grassi dista sedici chilometri da Riva del Garda ed è posta ad un'altitudine di 1048 mslm.
Il percorso parte da Riva e devia dalla Gardesana occidentale ancora dentro al paese, seguendo la provinciale di Deva e Pranzo (SP37). Oltrepassato Pranzo (km 6.5, 463 mslm) si prosegue verso Tenno fino a svoltare per Campi dove si arriva al km 10. Campi è un primo parziale obiettivo, raggiunto dopo aver colmato un dislivello di seicento metri. (altitudine 670 mslm)
Da Campi si prosegue sull'asfalto fino a giungere nei pressi di Capanna Grassi: la salita, una volta arrivati a 1048 metri di altitudine e dopo sedici chilometri di fatiche, è terminata.
Un'occhiata al panorama, ai verdi boschi di conifere e faggi che circondano i prati della malga e via in discesa!
Un sentiero sulla destra del torrente Gamella porta a Parisi, piccolo centro abitato, dove si prende una stradina che scende attraverso Pinza (stradina, poi cemento poi forestale) e giunge infine a Riva.
Le fatiche terminano e i chilometri percorsi sono ventiquattro. Itinerario difficile, per mtb.


PASSO DELLA ROCCHETTA
Quasi novecento metri di dislivello in salita, una galleria (controllare i faretti!) e diciannove chilometri di distanza per quest'itinerario panoramico sui due laghi di Ledro e Garda.
L'itinerario parte dal bivio per Pregasina sulla statale della val di Ledro. Nell'attraversamento della località girare a destra e poi subito a sinistra verso la chiesa, dopo la quale inizia un tratto sterrato e sassoso.
Dopo l'ultima casa procedere verso malga Palaer - passo Rocchetta sino alle costruzioni del Dosso dei Larici che si lasciano a sinistra e proseguire salendo ancora fino alle rovine di malga Palaer. Qui a destra si giunge nei pressi di una baita e si imbocca la forestale percorrendola per cinquecento metri, poi arrivati di fronte ad un grosso masso si prende a sinistra e si continua a salire fino al passo della Rocchetta (ignorare le varie deviazioni). Una breve sosta permette di ammirare gli strapiombi sulle acque del lago, caratterizzate da un intenso colore blu, e sull'inconfondibile sagoma del monte Baldo che chiude il panorama ad oriente.
Si riparte in direzione Guil scendendo per circa un chilometro ed ancora salendo a destra sino a passo Guil. Dopo il valico, un sentierino tra i prati scende a destra per malga Vil riallargandosi poi verso la verde conca di Leano. Ci si mantiene sempre sul sentiero sino a congiungersi con la ripidissima (e sconnessa!) sterrata che scende a Pre , da dove si rientra al punto di partenza lungo la statale.


MALGA DOS CASINA
Itinerario lungo ventiquattro chilometri che porta a 1130 metri di quota, nei boschi sopra Torbole e che gira attorno a Dos Casina, Dos della Gialeta, Dos della Zaca e Doss'Alto di Nago.
L'ascesa incomincia subito quando da Torbole si sale verso Nago lungo la strada vecchia. Al primo tornante si sale dritti nella valletta di Santa Lucia (acciottolato) ai piedi della rupe dominata dai ruderi dell'antico Castel Penede.
Si arriva a Nago ma non ci si addentra nell'abitato, subito a destra si sale sulla strada del monte Baldo che procede con ripidi tornanti.
Si arriva a malga Zures, 690 mslm, dopo 6.5 km: si possono vedere resti delle postazioni militari della Prima Guerra Mondiale. Ma la salita incombe di nuovo e superata malga Casina (1040 mslm, km 10) entra in un nuovo sterrato: la forestale che porta verso la strada brentegana.
Attraversata la val Grande si inizia a scendere attraverso un sentiero (sulla sinistra) fino alla strada statale che si segue in direzione Riva fino a rientrare a Nago e poi Torbole.



La cartografia è fornita da Kompass
Carta K101 - Rovereto Monte Pasubio
Carta K102 - Lago di Garda Monte Baldo www.kompass-italia.com Ostello della Gioventù di Riva
38066 Riva del Garda (TN)
Piazza Cavour, 10
tel.: +39 0464 554911
fax.: +39 0464 559966
e-mail: info@ostelloriva.com

 

OSTELLO RIVA, SOGGIORNI A RIVA DEL GARDA
L’Ostello si trova in un una posizione invidiabile, in prossimità del lago e nel pieno centro di Riva del Garda. Qui lago e montagna si fondono mirabilmente, offrendo infinite opportunità per una vacanza indimenticabile.
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www.ostelloriva.com

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