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Macaion, mtb con vista! (scorri la gallery)
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Tour de Non (foto archivio APT Val di Non)
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Tour de Non (foto archivio APT Val di Non)
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Lago di Tovel
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Da passo Mendola
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In mtb attorno al Macaion (foto archivio APT Val di Non)
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Macaion mtb! (foto archivio APT Val di Non)
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Castelli e meleti in val di Non
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In val di Tovel
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Val di Non
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San Romedio
Trentino

Val di Non

La Valle di Non non è una valle. Sembra un paradosso, ma non lo è se per valle alpina si pensa al classico territorio a forma concava con i due pendii contrapposti che si incontrano in basso, sulle rive di un corso d'acqua. Bene, la Valle di Non, nel Trentino occidentale, non è così, è l'eccezione. L'Anaunia, questo il nome storico-letterario, è piena di luce, ondulata, rigogliosa, i suoi monti non la limitano, anzi la ampliano, il suo orizzonte è lontano. Un effetto, una sensazione che si avverte subito quando lasciata la valle dell'Adige alla piana rotaliana si passa la stretta gola della Rocchetta. Ecco il grande anfiteatro, la spaziosa scenografia, la natura che dà spettacolo. l pianori salgono dolci, il ricco giardino delle mele cede gradualmente al fitto bosco delle conifere, alle soleggiate distese dei prati, fin su alle montagne che fanno corona. Gruppi anche celebri come il Brenta o l'Ortles-Cevedale si alternano a quelli meno impegnativi dei monti Anauni, del Peller e del Roen, del Macaion, delle Maddalene e del monte Luco. Queste catene avvolgono il territorio e proteggono dalle fredde correnti di settentrione e assicurano il particolare clima dolce e asciutto di questa terra. La valle è ricca d'acqua: piacevoli laghetti alpini, il grande bacino artificiale di Santa Giustina, il fiume Noce che taglia un angusto canyon, ma soprattutto un'infinità di torrenti e ruscelli. Acque limpide, fresche e dissetanti, scorrono vivaci nelle profonde incisioni che caratterizzano la morfologia del paesaggio, in forte contrasto con l'armoniosa dolcezza dell'altopiano. La natura dunque grande protagonista, curata e protetta dalla saggezza tipica di questa gente di montagna. E natura oggi vuol dire accoglienza, natura si traduce in proposta turistica. Qui dove lunga è la tradizione dell'ospitalità in un ambiente umano che ancora sa trasmettere amicizia e familiarità.
(da www.valledinon.tn.it)

Sullo stesso sito da cui è tratta l'introduzione si possono scaricare le schede di altri itinerari da pedalare. Clicca qui: link

La pagina e diversi itinerari sono redatti in  collaborazione con l'Apt Val di Non. La stessa associazione turistica segnala, tra le opportunità dedicate ai biker, il Tour de Non, percorso in quattro tappe che porta  a scoprire tutti gli angoli di questo territorio. Vista l'altitudine non eccessiva può svolgersi per tanti mesi dell'anno, dalla primavera all'autunno inoltrato. "’L' innovazione che Tour de Non porta" - ci viene spiegato  - "è la possibilità di percorrerlo soggiornando in strutture convenzionate, che svolgono anche il servizio di accompagnamento e recupero al punto di partenza e di arrivo di ogni tappa del tour. Maggiori informazioni possono trovarsi sul sito dedicato al percorso, a questo link: www.tourdenon.it.

CICLABILE DI FONDOVALLE
Provenendo da sud la pista ciclabile ha inizio dal centro abitato di Malgolo (frazione di Romeno), qui si trova un comodo parcheggio di interscambio dove poter lasciare l’auto e proseguire in sella alla propria bicicletta.
Lungo la strada provinciale urbana a traffico promiscuo si raggiunge il primo tratto della nuova ciclabile che costeggia la strada statale SS43 ripercorrendo il vecchio tracciato della ferrovia “Trento - Malè”. Con una salita leggera e costante si raggiungono i prati a valle di Romeno ed il ponte in legno che sovrasta la strada statale e che funge da raccordo di congiunzione per l’anello della pista ciclabile.Proseguendo sulla destra si attraversa una zona all’ombra del bosco per sbucare nella piccola e soleggiata frazione di Salter. La ciclabile attraversa il centro abitato e lungo strade urbane e interpoderali raggiunge il vicino paese di Romeno. Qui il tracciato porta alla caratteristica chiesa di S. Antonio che merita una sosta per ammirare il bellissimo ciclo di affreschi dedicati alla “Leggenda dell’Impiccato”. La pista prosegue poi inoltrandosi tra i meleti e raggiungendo i campi all’ingresso di Cavareno. Da qui, grazie ad un prolungamento della ciclabile, è possibile arrivare fino ai centri di Amblar e Don da dove hanno inizio due ulteriori piccoli circuiti su strade sterrate e tecnicamente più impegnativi.Proseguendo invece lungo il tracciato ufficiale si attraversano una serie di prati fino a raggiungere il centro sportivo “Tennis Halle” di Cavareno e il centro storico del paese. Usciti da Cavareno ci si trova nuovamente immersi nel verde e si attraversano i paesi di Sarnonico, Ronzone e Malosco. Da Malosco il tragitto scende per un breve tratto ripido e raggiunge il vicino paese di Fondo, famoso per il suo percorso nei canyon di roccia. Ora ha inizio uno dei tratti più caratteristici dell’itinerario, quello del paesaggio verdissimo della zona dei Pradiei, una bellissima distesa incontaminata dove tra l’altro sorge anche il “Dolomiti Golf Club”, uno dei più amati campi da golf del Trentino e il nuovissimo Bicigrill. La ciclabile prosegue ora tra i prati per lo più pianeggianti fino a fare ritorno a Romeno e al già ricordato ponte sulla statale che chiude l’intero anello. Una volta attraversato il ponte si prosegue in discesa fino al vicino centro di Malgolo dove si rientra al parcheggio d’interscambio.

RANKIPINO
La Pista rampi pedonale “RankiPino” si sviluppa nel cuore del territorio delle Maddalene e collega il Passo delle Palade alla località Mostizzolo, che corrisponde all'imbocco della pista ciclabile della Val di Sole.
Per lunghI tratti sterrata, è accessibile a tutti e non presenta difficoltà tecniche; sono presenti solo alcuni brevi tratti ripidi che richiedono attenzione per i meno esperti.  Il percorso “Rankipino” attraversa cinque centri abitati compresi nell’area delle Maddalene: Senale, Rumo, Preghena, Bresimo e Cis. 
Il tratto compreso tra il paese di Cloz e la località “Frari” tra Revò e Rumo si presenta perfettamente pianeggiante poiché segue un vecchio canale irriguo e può essere percorso con facilità nelle due direzioni da tutti. Sopra il paese di Cloz lungo il tracciato si trova ora il nuovissimo Bicigrill Red!

SAN ROMEDIO
Da Coredo (830 mslm) si parte per questo itinerario di venti chilometri attraverso il santuario di San Romedio e la selvaggia val Verdes.
Si sale leggermente a Tavon (km 2, 860 mslm) per scendere (inizia lo sterrato) al santuario (735 mslm, km 4.3): qui, intorno all'anno 1000 Romedio, giunto per visitare i luoghi di sacrificio di alcuni missionari cristiani, rimase colpito da tanta devozione e decise di ritirarsi in eremitaggio. Nel momento della sua morte fu edificata una cappelletta attorno alla quale ne furono costruite altre in varie epoche: il risultato è una costruzione ardita, davvero unica e sorprendente.
Dal Santuario si torna indietro fino al bivio e si segue direzione val Verdes: si riprende a salire (tenere la sinistra nei pressi di un parcheggio) fino a giungere al km 11.5 alla vetta del percorso - località Larici 1155mslm - oltre la quale si gira a sinistra al primo bivio per attaccare la discesa.
Durante l'ascesa si costeggia sempre il rio Verdes, ignorando le deviazioni che se ne allontanano. Sempre durante la salita, al km 9.2, si attraversa il rio nei pressi di un interessante gruppo di mulini (ruderi).
La baita 7 Larici segna il punto più alto e si incomincia a pedalare in piano: girare a sinistra nei pressi di un parcheggio ed a destra al km 12 verso una strada forestale con stanga. Poco dopo si raggiunge una pizzeria nei pressi della quale si gira a destra e subito dopo a sinistra. Non si scende a Sfruz ma si prosegue verso una segheria davanti alla quale si gira a destra per tornare nei pressi di un campo di pattinaggio. Appena lo si supera si incontrano due bivi: al primo dritti, al secondo a sinistra. E' facile ora scendere seguendo le indicazioni dei laghi che portano nei pressi del punto di partenza. Itinerario di difficoltà medio/alta, per mountain bike.


MALGA COREDO VECIA, DA PREDAIA
Itinerario che sale da Predaia fino alla malga Coredo Vecia, dislivello di cinquecento metri da coprirsi in dodici km pedalando attraverso boschi e prati molto estesi.
Dal parcheggio di Baita 7 Larici (1100 mslm) si prende per il rifugio Predaia passando per il rifugio Sores fino a giungere infine al Predaia, km 5 - 1440 mslm.
Le nuove direzioni da seguire sono dapprima malga Rodeza e poi malga Coredo. Si sbuca sulla strada principale della zona che si prende salendo verso sinistra. Al km 12.5 si arriva alla Malga Coredo Vecia (1622 mslm) dove finisce la salita ed incomincia un'impegnativa discesa tecnica. Ripido sterrato a destra della malga e poi sempre più facile fino a 7 Larici (km 19). Itinerario di difficoltà medio alta!


PASSO MENDOLA
L'altitudine raggiunta non è ragguardevole ma comunque un buon test o un buon allenamento può essere fatto sulle strade che in 25 km portano dal centro di Bolzano al passo della Mendola, uno dei valichi di confine tra Alto Adige e Trentino. Un altro stimolo a pedalare su questo percorso è il panorama dal passo: se il tempo è favorevole, si possono ammirare i monti dell'Alto Adige da un bel terrazzo naturale .
Da Bolzano (262 mslm) si raggiunge agevolmente San Michele (450 mslm, 10 km) e poi, in 14 km con pendenze impegnative fino a picchi del 10%, il passo a quota 1363 mslm. Dal passo, già in territorio trentino, si può salire - in mtb - per quattro chilometri fino alla cima del monte Penegal. Arrivando da Bolzano si attraversa l'Oltradige passando attraverso i castelli di Appiano e la bella cittadina di Caldaro: attorno ai paesi, rigogliosi vigneti!
Il dettaglio della salita, con le altimetrie chilometro per chilometro, si verifica grazie al sito www.salite.ch


PASSO PALADE
E' un passo che come il Mendola non nasconde insidie particolari per i più allenati ma è senza dubbio un bel terreno per una tranquilla sgambata. Raggiunto Fondo (18 km da Cles) si prosegue per 7 km per varcare il confine con la provincia di Bolzano ed altri 6 km circa prima di valicare il passo. Al valico si è a quota 1500 mslm.
Sul sito www.salite.ch, l'altimetria della salita dalla val di Non.


LAGO DI TOVEL
Da Cles si raggiunge su fondo pianeggiante o lievemente ondulato l'abitato di Tuenno. Da Tuenno, 650 slm, si imbocca la strada che si segue fino alla meta: il lago di Tovel. Questo luminoso specchio d'acqua era celebre per la colorazione rossastra delle acque, un fenomeno che non avviene più e che si è interpretato in vari modi. Una delle ultime teorie è che tale colorazione derivasse proprio dall'inquinamento organico che, invece, era stato messo all'indice negli scorsi decenni come causa della mancata colorazione.
Il lago dista undici chilometri di salita da Tuenno (quota d'arrivo: 1180 mslm): le pendenze sono impegnative soprattutto nel finale, tra i sassi ed i boschi appena a valle del lago.
Oltrepassato il lago - attenzione ai pedoni - si può procedere ancora per qualche chilometro fino alla malga Pozzol di Flavonia.
Il ritorno è possibile solo lungo lo stesso itinerario di salita. Addentrandosi in val di Tovel si sale tra i boschi del Parco Naturale Adamello Brenta, ai piedi delle maestose cime delle Dolomiti di Brenta: ogni prosecuzione oltre malga Pozzol, tuttavia, è riservata a chi cammina! Itinerario di difficoltà medio alta!
Sul sito www.salite.ch, l'altimetria della salita da Tuenno.


AMBLAR E MONTE ROEN
Da Amblar (980 mslm) si sale su sterrato nei pressi della falegnameria e si mantiene la stessa strada fino a Bocca delle Valli, km 7 1470 mslm, dove si prosegue a sinistra lungo una forestale che si segue fino a malga Romeno (km 11, 1770 mslm).
Giunti alla malga si prosegue verso il rifugio Oltradige, un eccezionale punto panoramico che si raggiunge al km 12.5 (1775 mslm).
E' il momento di scendere imboccando, nei pressi di Malga Romeno, la stradina meno evidente (si tratta della seconda da sinistra) che porta a malga Amblar. Mezzo chilometro oltre quest'ultima malga si incontra un incrocio in cui si prende, a gomito, la prima a sinistra che sale leggermente fino a malga Don (km 17.8, 1670 mslm).
Si passa per malga Sanzeno e si prosegue in discesa fino al paese Don da dove in scioltezza ci si riporta ad Amblar (km 24.5). Itinerario di difficoltà medio alta. Per mtb.


FORCELLA DI BREZ (BREZERJOCH)
Salita costante al 10% quella che porta da Cloz (790 mslm) alla forcella di Brez: tra le coltivazioni di mele e passando per il campo sportivo del paese si incomincia a salire verso il valico. Proprio nei pressi del campetto si devia a destra per prendere uno sterrato che si tiene fino al km 5 quando si è raggiunta quota 1365 mslm. A questo punto si può ritornare o continuare in piano verso la Forcella di Brez, distante 3.5 km, e da lì scendere di nuovo a Cloz attraverso Salobbi.
L'itinerario così disegnato misura diciotto km di cui dieci sono la divertente discesa finale.


SANTUARIO DI SENALE
Dislivello ridotto ma itinerario comunque impegnativo: da Fondo (990 mslm) ci si dirige in direzione del passo Tonale per prendere presto una stradina in porfido. Poco oltre però si riprende in discesa la statale del Tonale (SS 42) fino ad entrare sulla provinciale di Castelfondo. In questo paese, al km 4.5, si seguono le direzioni Dovena-Regole fino a giungere a questa seconda località. I chilometri percorsi sono dunque otto fino a raggiungere l'altitudine di 1250 mslm.
In località Regole si svolta a destra e si prosegue sempre dritti sulla strada principale ignorando le deviazioni lungo il percorso. La salita termina in località Urbani, 1400 mslm e km 12.5.
Primo obiettivo nella discesa è il santuario di Senale (km 14) in prossimità del quale si entra nella piazzetta e si gira poi subito a destra. Brevissima salita e di nuovo discesa fino al centro di San Felice (km 17, 1290 mslm). Si imbocca una sterrata (in paese a destra prima della chiesa) che scende a Tret, alla vecchia ciclabile e poi alla statale che riporta a Fondo (km 26). Per mountain bike, difficoltà medio alta.


PASSO FORCOLA
Lunga salita sterrata che porta da Cles ai 2100 mslm del passo Forcola, spartiacque tra val di Sole e valle di Non. Il dislivello è di millecinquecento metri da colmare in venti chilometri.
Dal capoluogo anauno si sale verso località Bersaglio e poi, su sterrato, si prosegue su lunghe diagonali fino a località Verdè, a 12 km da Cles ed a 1237 metri di altitudine.
Da qui la pendenza si fa ancora più dura: i novecento metri di dislivello infatti sono superati con soli otto chilometri di strada di cui, peraltro, i primi sono in saliscendi. Solo dopo la località passo Fraine la strada si impenna in modo deciso. Durante questa ascesa si attraversano il laghetto Durigal, di origine carsica, e si lambisce il rifugio Peller.
Salendo sempre più vicini alla meta, i panorami si ampliano fino a dominare la valle di Tovel ed a scorgere le vette innevate ai confini con l'Austria.
Incantati dal panorama si arriva dunque al passo della Forcola, km 20, a circa 2100 metri di altitudine. Itinerario per mountain bike, difficoltà medio-alta.


MONTE MACAION
Millecento metri di dislivello per arrivare da Fondo alla sommità del monte Macaion, un terrazzo sulla valle dell'Adige ed il Sud Tirolo.
Si prende verso passo Palade ma ben presto si gira a sinistra per imboccare la pista ciclabile che si segue per tre chilometri: al km 4.5 si taglia una strada comunale che si prende verso sinistra.
Si giunge dunque a Tret dove ci si dirige verso località Cascata. Questa direzione si abbandona poco dopo, circa trenta metri, per continuare sulla sterrata: incomincia una salita lungo la quale, ignorando le deviazioni, si giunge in provincia di Bolzano.
Incrociata una nuova strada asfaltata la si prende verso sinistra fino a San Felice e lì si continua per Merano, sulla statale. La statale si segue in realtà per poco andando presto a confluire sulla comunale 78. Si passa per un parcheggio e si continua lungo la forestale in salita: si arriva al km 12.5 alla malga San Felice (1620 mslm) ed appena dopo, 100 metri di sentiero, ad un ristorante.
Si aggira il lago e dopo un chilometro si gira a sinistra per prendere il sentiero 511 per malga Fondo: qui c'è una discesa che si percorre sempre sulla principale. Al km 16 si ricomincia a salire fino al km 22 quando la salita ha termine: è la vetta di monte Macaion.
Si torna indietro fino al primo bivio quando si prende il 513 che scende dritto a Fondo (km 32).



La cartografia è fornita da Kompass
Carta K95 Val di Non
Carta K73 Dolomiti di Brenta www.kompass-italia.com

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