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Alpe Sangiatto, in autunno
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Alpe Blizz, in Val Vigezzo
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Craveggia, paese caratteristico in Val Vigezzo
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Intrasca
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Isola dei Pescatori
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Isola dei Pescatori
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Villa Taranto
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Villa Taranto
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Tre immagini del Lago d'Orta, dal Sacro Monte
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Qualba
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Alpe Veglia, ad ottobre
Piemonte

Verbano Cusio Ossola

Non serve descrivere l'incanto del lago Maggiore, il secondo lago italiano per estensione è uno scrigno che custodisce tesori naturali ed architettonici. Ancora di più: spesso propone località e situazioni dove l'uomo ha saputo integrare la sua opera con la meraviglia della natura. Le ville, le isole Borromee, il santuario di Santa Caterina del Sasso. Ad ogni passo, un motivo per fermarsi ad ammirare.
Un tempo il lago di Mergozzo non era altro che un lembo del lago Maggiore. Con il passare dei secoli, tuttavia, i detriti portati a valle dal torrente Toce hanno costituito la piana di Fondotoce ed hanno separato i due bacini, ora collegati da un canale.
Tra il lago di Mergozzo ed il lago Maggiore si trova una preziosa riserva naturale, la Riserva Naturale dei Canneti di Fondotoce. All'interno sono possibili itinerari ciclabili facili e piacevoli.
Il lago d'Orta è invece un piccolo specchio d'acqua impreziosito da particolarità uniche: su tutte, Isola San Giulio, una meravigliosa isola lacustre caratterizzata da una storia leggendaria, ed il borgo storico di Orta, un intricato sistema di piccole viuzze sulle quali si affacciano storici edifici.
A monte dei laghi d'Orta e di Mergozzo si estendono dapprima la val d'Ossola, con le sue numerose diramazioni che si spingono verso il monte Rosa o gli alpeggi fatati di Veglia e Devero, e successivamente la val Formazza che prende quota fino al confine con la Svizzera tra boschi e villaggi dove è ancora forte l'eredità walser.
Cliccando questo link si scarica un opuscolo a cura della locale associazione turistica per altri percorsi da pedalare in zona.
Sul sito http://www.mtb-vco.com sono proposti altri itinerari mentre le proposte di GoodBike http://goodbike.wordpress.com sono:
Attorno all'Alpe Veglia
Santuario della Trinità
Val Sesia e valle Anzasca

ANELLO DI FONDOTOCE
Dall'abitato di Fondotoce si può accedere alla pista ciclabile in più punti: dalla rotatoria della strada statale verso Feriolo, dai pressi della sede della Riserva (di fronte ai campi sportivi), dal ponte in cemento a fine paese (verso Suna), dalla passerella in legno alla frazione Canton Magistris.
La pista percorre il canale semi-naturale che unisce il lago di Mergozzo al lago Maggiore, recentemente sistemato dal comune di Verbania utilizzando anche tecniche di ingegneria naturalistica.
Poco prima della passerella in legno la pista lascia il canale svoltando a destra: è comunque possibile proseguire in bicicletta lungo il canale per un breve tratto, fino all'osservatorio avifaunistico sul canneto.
Tornando lungo il tracciato principale si costeggia il canneto lungo il suo margine più asciutto, bordato per un tratto da una stretta striscia di bosco di salici, con i campi (periodicamente coltivati) sulla destra. Si raggiunge quindi la strada sterrata di accesso al campeggio "Isolino". Qui, è possibile, con una bicicletta robusta, raggiungere una suggestiva spiaggetta attraverso un sentiero pedonale e risalire poi il fiume all'interno di un bel bosco ripariale, fino alla strada del campeggio.
Proseguendo invece sulla pista ciclabile, tra la strada del campeggio e i campi coltivati, si ritorna al paese (per un totale di circa 3,5 km).


SPONDA SINISTRA DEL TOCE
Questa pista è accessibile dal sentiero nel bosco ripariale alla foce del fiume Toce, in sponda sinistra, nei pressi di un distributore di carburanti.
La  ciclabile risale il corso del fiume dapprima lungo campi coltivati ad azalee, poi, dopo il ponte ferroviario, all'interno di un ampio bosco ripariale. Gli scorci lungo il fiume in questo tratto sono molto suggestivi.
La pista termina sotto il ponte della strada statale per Gravellona, dopo circa cinque chilometri, in corrispondenza dello svincolo per Mergozzo.
Si può raggiungere questo caratteristico paesino affacciato sull'omonimo lago per una strada poco trafficata e pianeggiante e rientrare quindi a Fondotoce costeggiando il lago stesso (10 km). In alternativa, dalla pista si può raggiungere Gravellona su un'ampia strada statale.
Da Gravellona, svoltando a sinistra al semaforo, oltrepassando il ponte sul torrente Strona e costeggiando quest'ultimo fino al Toce, all'ingresso della zona industriale, si raggiunge il terzo anello ciclabile della Riserva, che riconduce a Fondotoce.


PIANO GRANDE E SPONDA DESTRA DEL TOCE
Dai pressi del ponte sul Toce, tra Fondotoce e Feriolo, prendere via Piano Grande, oltrepassare la cascina Garlanda , sede di un maneggio cavalli, e imboccare la pista ciclabile sulla destra.
Dopo poche centinaia di metri, tra campi e prati, si raggiunge una zona boscata nei pressi del Toce, poco a valle del ponte ferroviario. Oltrepassato un ponticello di legno è possibile svoltare a sinistra, in modo da raggiungere, per strada sterrata, nuovamente via Piano Grande.
Proseguendo invece sulla pista principale, con il fiume a destra e coltivazioni di azalee a sinistra, si raggiunge in breve la cosiddetta "Montagnetta" (o "Sas Soelaroel"): un piccolo dosso granitico, coperto dal bosco, sulla cui sommità, raggiungibile a piedi in un minuto, vi è un punto di sosta e di osservazione. Ai piedi della Montagnetta la pista prosegue attraversando, su un ponticello, lo sbocco di una vecchia lanca del fiume, caratteristica zona umida in via di interramento, molto frequentata da uccelli acquatici e anfibi.
Costeggiata la lanca, la pista corre ancora tra il fiume e il terrapieno autostradale per un breve tratto (bella vista sul Monte Orfano) per sbucare al margine della zona industriale di Gravellona. Da qui è possibile raggiungere quest'ultimo abitato oppure tornare per stradine secondarie, tra la zona industriale e le coltivazioni di azalee, nei pressi della "Montagnetta" e poi alla base.


LAGO D'ORTA
Da Omegna si pedala verso il centro e poi in direzione del lago fino a giungere proprio sulle rive del lago d'Orta (km 0.0): proseguendo verso sinistra si costeggia il Cusio (nome latino del lago) fino ad Orta San Giulio, cittadina ricca di tesori architettonici ed anima del lago (km 9.2): l'antico borgo di pescatori è perfettamente conservato ed una passeggiata tra le vie del borgo rimarrà indelebile nei ricordi.
Una breve, ma ripida, salita conduce dal semaforo (km 10) al Sacro Monte, con ampi panorami su tutto l'Orta e sulla pittoresca isola di San Giulio.
La pedalata è tranquilla, la strada che costeggia il lago non è interessata da un significativo flusso di traffico ed i panorami sono davvero appaganti.
Impegnativa solo l'ascesa al Sacro Monte: data la brevità dello "strappo", tuttavia, anche i meno allenati possono giungere sulla sommità del promontorio portando - eventualmente! - a mano la bici.


SU E GIU' DAL MOTTARONE
Il Mottarone è davvero la montagna simbolo del lago Maggiore ed un'impegnativa escursione in bicicletta consente di ammirarne i vari profili e gli sterminati orizzonti.
Si parte da Stresa (via Cardinal Borromeo e poi via Selvalunga) o Baveno (via Marconi e poi via per Campino) in direzione delle frazioni Campino e Someraro.
La salita da Baveno è più lunga (un chilometro in più) e dunque più dolce, mentre da Stresa ci si arrampica fino a Someraro.
In questo fitto bosco, allontandosi dalla statale lungo il lago ed uscendo dai centri abitati, si guadagna una bella vista sul lago e sulle Isole Borromee.
Si passa accanto ad alcune ville molto eleganti e si attraversano frazioni talora suggestive.
Dopo un inizio (i primi 5 km) attorno al 7% la strada sale con pendenza più abbordabile per circa cinque chilometri: in corrispondenza del km 10 (misurato da Baveno) iniziano invece quattro chilometri molto nervosi in cui tratti anche molto impegnativi si alternano a passaggi meno duri.
Dopo il pedaggio (pagano solo i veicoli a motore!), posto ad 870 mslm (km 12.5 da Baveno) si rifiata perdendo quota per circa un chilometro, immersi tra boschi dove le latifoglie pian piano lasciano spazio alle conifere.
In uno scenario sempre più ampio si prende quota e dopo un inizio blando la salita regala i quattro terribili chilometri finali in cui la pendenza media è sempre attorno al 10% (chilometro per chilometro).
Giunti in vetta ci si può godere lo spettacolo e conquistare un panorama vastissimo. Con questa pedalata si arrivano a sfiorare i 1500 metri di quota, partendo dai 200 circa del lago Maggiore.
In discesa, per disegnare un itinerario circolare (relativamente impegnativo visto che si affronteranno nuovi tratti tra saliscendi e falsopiani) non si percorre la strada di andata ma si scende verso Armeno per poi rientrare a Stresa e sul lago passando per Sovazza e Gignese, il paese dove ha sede il museo dell'ombrello .
Chi vuole provare l'itinerario in senso inverso affronta il versante più impegnativo del Mottarone: mentre da Stresa (via Gignese o via Someraro), da Baveno e da Orta (328 mslm) si rimane su una pendenza media inferiore al 7%, la salita da Armeno (535 mslm) propone infatti un'ascesa al 7,6% di media per oltre dodici chilometri (dislivello 920 metri).


LA VALLE DEL TORRENTE QUALBA
A ovest del lago d'Orta, tra i monti Mazzone, Piogera e Trevigno, scorre il torrente Qualba, che parte dalla provincia di Vercelli fino a sfociare nel lago d'Orta. Boschi silenziosi in alta quota da scoprire.
Scopri il percorso sulla pagina http://mtb-vco.com/itinerari-cusio-la-valle-del-torrente-qualba/

VERSO LA VALLE INTRASCA
Un itinerario senza particolari salite e discese che si svolge lungo le due valli a ridosso di Verbania, scavate dal torrente San Bernardino e dal torrente San Giovanni. Entrambi i torrenti sfociano nel lago Maggiore e lungo il loro cammino attraversano luoghi pittoreschi e selvaggi.
Scopri il percorso sulla pagina http://mtb-vco.com/itinerari-verbano-dalla-valle-del-san-bernardino-alla-valle-intrasca/

I due percorsi sopra sono a cura di Amedeo Liguori - Redazione MTB-VCOwww.mtb-vco.com - redazione@mtb-vco.com

VAL FORMAZZA
A partire da Crevadossola sono poco più di cinquanta i chilometri che portano al passo San Giacomo, punto di confine con la Svizzera a 2313 metri di altitudine.
Dal paese ossolano si sale a Premia, a 780 mslm, in circa diciotto chilometri di strada di fondovalle. Oltre questo paese ci si addentra in una valle sempre più selvaggia e caratterizzata dalla presenza walser.
Le montagne nel Medioevo non erano affatto una barriera: la Valle d'Aosta, il Vallese e la Savoia solo ora sono parte di tre stati diversi, all'epoca delle migrazioni Walser erano invece parte di un unico Stato ed intrattenevano fitte relazioni, integrandosi culturalmente.
Perchè i Walser abbiano deciso di migrare è una domanda che, al momento, è priva di risposta anche se in realtà si ipotizza un aumento della pressione demografica sul territorio di origine dovuto ad un insolito periodo di pace e prosperità economica. Troppe persone su un ambiente ristretto: l'unica soluzione potrebbe essere stata quella di cercare nuovi pascoli e nuovi territori da coltivare e sfruttare.
La val Formazza è una delle isole culturali walser italiane: altre sono in val d'Ayas, val di Gressoney e val Sesia.
Da Premia, si diceva, la salita procede verso il cuore della val Formazza sino a Ponte, a 1286 metri di altitudine (km 36): il traffico è scarso perchè una nuova galleria convoglia automobili e motocicli lasciando pressochè libero il vecchio tracciato (i cosiddetti "tornanti delle casse").
Oltre Ponte si continua attraverso varie frazioni walser fino a Riale dove termina l'asfalto: da qui si può procedere solo in mountain bike verso il rifugio Maria Luisa e, infine, il passo San Giacomo (km 53).
Questo tracciato è destinato a diventare, con segnaletica dedicata, il percorso di Via del Gries e Via Sbrinz (www.sbrinzroute.ch) per chi si muove in bici o a cavallo anziché a piedi. In questo modo escursionisti e ciclisti avranno percorsi separati, limitando i possibili contrasti.
Altimetria della salita alla Cascata del Toce, già sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia. Da www.salite.ch


ALPE VEGLIA
La salita all'Alpe Veglia (1750 mslm) è una durissima ascesa che solo i più allenati riusciranno a terminare senza spingere la bici per neanche un metro.
Si parte dai 1410 metri di quota di San Domenico e, dopo esser scesi fino ai 1320 mslm di Nembro, si risale poi fino a raggiungere l'Alpe, un vasto pianoro pianeggiante punteggiato da baite, rifugi ed antichi villaggi di pastori e contadini.
La discesa avviene per l'itinerario di salita: attenzione, il tracciato è ripido e molto esposto sulla gola del torrente Cairasca. La salita si concentra dunque in meno di quattro chilometri.

 

IN MOUNTAIN BIKE SULL'ALPE BLIZZ
Da diversi anni, la Val Vigezzo è pubblicizzata per il “treno del foliage”, ovvero per la possibilità di percorrere, comodamente seduti, la tratta che dalla Val d’Ossola conduce a Locarno rimanendo così incantati dai colori dei boschi di latifoglie che si accendono di tutte le tonalità di ocra, arancio e marrone durante i mesi di ottobre e novembre.
Più lentamente, e gustando di più ogni metro, preservandosi la possibilità di sostare per qualche fotografia, si può optare per una pedalata in mountain bike che parta e faccia ritorno a Craveggia dopo aver sfiorato le case da monte dell’Alpe Blizz e percorso in discesa le solitarie forestali delle pendici del monte Ziccher.
La partenza avviene ai piedi di Craveggia: curiosamente si può scegliere di partire da località California o da località Siberia.. sembra uno scherzo, ma si chiamano proprio così due località poste tra Santa Maria Maggiore e Malesco. In realtà, però, la partenza ideale avviene dall’incrocio tra la provinciale della val Vigezzo e la strada che sale a Craveggia.
In un ampio parcheggio, posto appena dopo il passaggio a livello, si può lasciare l’auto ed iniziare a pedalare verso il pittoresco abitato. Chi arriva in treno può prendere come riferimento la stazione di Prestinone. 
Craveggia soprende. I tetti in beole, le strade strette, i viottoli, i camini: questo paese è uno dei tanti tesori poco noti della montagna piemontese così come altrettanto affascinante è la vicina Santa Maria Maggiore che, però, è più elegante ed “aperta” mentre Craveggia ci appare più aspra e quasi aggrappata a sé stessa.
Dal fondovalle al paese si colmano già più di cento metri di dislivello (2.2 km di cui 1.5 di ascesa) e la salita non molla quasi mai fino all’Alpe Blizz, distante cinque chilometri dall’incrocio poco oltre il centro di Craveggia (altitudine poco meno di 1300 metri s.l.m)
Vale la pena lasciare la bici e salire a piedi per qualche metro ammirando gli scorci che, in particolare in autunno, regala questo alpeggio: nelle giornate più limpide spicca, in lontananza, il gruppo del Monte Rosa. Purtroppo le strutture non sono aperte ad ottobre e novembre, nonostante il panorama sia davvero invitante!
E’ il momento di iniziare la parte discendente del percorso ad anello. La strada, già sterrata da qualche decina di metri, prosegue per poche decine di metri in salita (indicazioni CAI). In corrispondenza di un prato ombreggiato sembra farsi sentiero ma in realtà la sede stradale torna quasi subito ampia per divenire una pista forestale che, spesso dissestata, conduce con buona pendenza fino all’abitato di Villette.
Si è ormai tornati su asfalto e ripresa la provinciale (SS337) a Malesco si fa rientro alla base (5.5 km da Villette) dopo aver pedalato per poco meno di diciotto chilometri di cui almeno un terzo sterrati.
 


A proposito di Mottarone, su www.salite.ch le altimetrie da:
- Orta;
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Armeno;
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Baveno;
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Stresa;
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Gignese (congiunzione delle due varianti da Stresa e da Baveno)
E a seguire altre altimetrie nel VCO a cura di www.salite.ch
Passo Sempione, da Varzo (solo altimetria)
Cascata del Toce, da Passo (solo altimetria)
Salita al Mottarone, da Baveno (solo altimetria)
Salita a Macugnaga , (solo altimetria)
Salita al Mottarone, da Orta (solo altimetria)
Salita a Macugnaga, dalla val d'Ossola (solo altimetria)

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