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Bonassola (scorri la gallery!)
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Framura, vista sul mar Ligure
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Scorci di Levante
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A Portovenere
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Punta Corvo
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Vista di Levanto
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Attorno a Levanto
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Montemarcello
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Tra Bocca di Magra e Marinella di Sarzana
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Baia del Silenzio a Sestri Levante
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Vernazza nelle Cinque Terre
Liguria

Levante ligure

Dai confini con la Toscana alla città di Genova, la Riviera di Levante è un luogo molto amato dai cicloamatori che si dilettano a pedalare su itinerari incantevoli, sia nell'entroterra sia sui pendii che si affacciano sulla meravigliosa riviera.
Tra mare e montagna si concentrano luoghi di eccezionale bellezza dove l'opera dell'uomo ha saputo integrarsi con le meraviglie naturali.
Un esempio? Cinqueterre, Portovenere o Portofino, solo per citare i più celebri.

MONTEROSSO - BARDELLONE
Da Monterosso si prende quota per alcuni chilometri andando ad incrociare, in prossimità della Colla di Gritta, la provinciale che collega a Levanto. All'intersezione si gira a destra per continuare verso il Santuario di Soviore. In salita, si prosegue per deviare poco oltre a sinistra ed imboccare così una laterale che punta verso il monte Bardellone. Ad un primo bivio si prosegue diritti, lasciando sulla destra una variante che scende su Pignone. Una volta raggiunta la cappella di San Bernardo si passa a pedalare su sterrato, superando di seguito la foce di Sant'Antonio ove si entra nell'area protetta di Monte Serro e Punta Mesco. (è bene ricordare che in Liguria e Toscana, "colla" significa "colle" e "foce" indica un "valico").
Usciti dalla foce del Bardellone, 594 mslm, si continua compiendo un ampio semicerchio verso destra che porta dapprima al colle della Madonna, in prossimità di una costruzione diroccata, e successivamente ad aggirare i monti Pistone e Castellaro. La parte finale, interamente in discesa, taglia in diagonale il pendio della Costa Bandita, arrivando all'abitato di Cassana (frazione Valle), a 265 mslm (km 19). Da qui è possibile chiudere il giro puntando verso Pignone, un caratteristico borgo ben restaurato, superando per alcuni chilometri un alternarsi di brevi salite e discese che riconducono presso il Santuario di Soviore e di lì al punto di partenza.
Itinerario abbastanza difficile.
Clicca per una mappa d'insieme, tratta da www.openstreetmap.org 

CAPPELLA LAME
Da Rezzoaglio, 700 mslm, si prende la direzione per Santo Stefano, in leggera salita fino a Magnasco dove si devia in leggera salita verso il lago delle Lame. Ancora in salita si arriva al lago, ai limiti del Parco Naturale della val d'Aveto. Nel fitto della foresta si pedala su sterrato, si passa in prossimità della riserva delle Agoraie fino ad un bivio: dopo aver piegato sulla destra si rimane a pedalare lungo una carrareccia ampia che attraversa una zona davvero suggestiva.
Usciti su uno spiazzo si è alla Cappella delle Lame, 1306 mslm, km 13.
Qui si incontra il sentiero escursionistico "Alta Via dei Monti Liguri" che sale dal fondovalle e porta verso il rifugio Pratomollo. Più vicino è il lago di Giacopiane: si continua lungo la sterrata e poi a destra verso la conca.
Itinerario abbastanza difficile.

PASSO RASTRELLO
Il tracciato ripercorre parte dell'antica via "Reggia", asse principale delle comunicazioni tra costa ed entroterra nel corso del Medioevo.
Dalla piazza di Calice, a 405 metri slm, si raggiunge Nasso. Passati su sterrata si esce all'altezza della Sella Alpicella, a 714 mslm, oltre la quale si prosegue verso sinistra sino ad incrociare la strada provinciale proveniente da Calice.
Di seguito si compie una conversione a destra e poco dopo una deviazione a sinistra continuando lungo una diagonale panoramica.
Di nuovo su fondo sterrato, si raggiunge un tratto più facile che conduce sino a Nove Fontane.
Da qui si prosegue verso sinistra, rimanendo a cavallo del crinale segnato dall'antica "via Reggia". Si tratta di un passaggio spettacolare che si sviluppa per alcuni chilometri aggirando la cima del monte Cornoviglio per arrivare poi al passo dei Casoni.
Oltre il valico si continua a quota costante passando in prossimità del monte Civolano ed attraversando dunque la foce del Termine.
Si risale e poi si scende di nuovo fino a giungere al passo del Rastrello, a 1047 mslm (km 22). Il ritorno avviene lungo il percorso di andata.
Itinerario difficile.

MONTE GOTTERO
Dall'abitato di Sesta Godano, 220 mslm, si segue la provinciale che risale il corso del torrente Gottero, in direzione Chiusola.
Raggiunta la frazione, un caratteristico borgo con case in pietra ben conservate, si prosegue per circa due chilometri sino ad un bivio sulla sinistra: qui si imbocca una laterale che poco oltre diviene sterrata. Dopo una zona prativa la carrareccia si addentra nel fitto bosco, con una serie di tornanti. Tralasciate alcune laterali si arriva ad un colletto ove si gira decisamente a sinistra per seguire un sentiero sconnesso, di difficile ciclabilità. In breve si giunge al cippo che segna il confine tra Liguria, Toscana ed Emilia detto "cippo dei tre confini". Si è a 1416 mslm: a piedi si raggiunge la sommità del monte Gottero, 1630 mslm km 19.
Itinerario difficile.

DA VARESE LIGURE ALLA CAPPELLETTA
Da Varese Ligure, 353 mslm, si segue la statale per il passo Centocroci, fino ad un primo tornante: qui si devia a sinistra per una stradina che raggiunge Taglieto. Alla biforcazione si prende il ramo di sinistra, scendendo poi ad attraversare un ponte. Ripresa la salita, ad un successivo bivio, si va ancora a sinistra pedalando su sterrato. Superata una casa contadina si prosegue in piano, lungo una diagonale che esce sulla statale del passo Centocroci, appena prima del valico a 1055 mslm.
Di fronte allo sterrato da cui si proviene si apre una laterale, inizialmente asfaltata, che sale leggermente per aggirare un poggio ed arrivare quindi al passo della Cappelletta , a 1070 mslm, dove un tempo passava l'antica "strada dei termini", chiamata perché sul tracciato si trovavano i cippi di confine tra la Repubblica di Genova ed il Ducato di Parma.
Il ritorno è sulla via dell'andata.
Itinerario difficile.

MONTE PORCILE
Ai confini tra le province di Genova e La Spezia svetta sulla val di Vara il monte Porcile, la cui cima si innalza a circa 1300 metri sul livello del mare. Dal paese di si sale, in mountain bike perchè la strada lo impone (dall'asfalto si passa allo sterrato e poi a mulattiera), con pendenza media del 5%, colmando il dislivello di 900 metri in diciassette chilometri circa. Per arrivare alla meta, si sale a Tavarone, 3.5 km, per poi scendere leggermente e risalire infine nuovamente con decisione. Il monte è un punto di osservazione estremamente privilegiato e consente di ammirare mare e monti a 360 gradi. Altrettanto suggestivo l' ambiente in cui si pedala, ideale anche fuori stagione: si viaggia tra boschi di faggi, castagni ed abeti che fino all'autunno possono regalare grandi soddisfazioni cromatiche.
Itinerario difficile.

IN BICI A LEVANTO
In vacanza a Levanto? Da pedalare ce n'è!
Sulla località, infatti, convergono diverse strade provinciali, solitamente poco trafficate, dove dedicarsi ad impegnative salite o gratificanti itinerari circolari. Ma anche chi non ha voglia di faticare trova la propria soddisfazione.
Partendo dal percorso più facile, a Levanto ha inizio un itinerario ciclopedonabile di circa sei chilometri che conduce a Bonassola ed alla spiaggia di Framura. Tra andata e ritorno si tratta di una dozzina di facili e pianeggianti chilometri che scorrono sull'ex tracciato ferroviario, ora dismesso a favore di una linea spostata verso l'entroterra.
Lunghe gallerie illuminate si alternano ad affascinanti affacci sulla costa: piccole spiagge, scogliere ed il bel golfo di Bonassola sono le cartoline di questa facile pedalata.
Seconda idea, più difficile. Sul golfo di Bonassola si affaccia la tortuosa provinciale che risale verso la collina. Lungo la strada principale di Levanto, poco prima dell'ufficio turistico e del lungomare, si notano le indicazioni per Genova.
E' il momento di alzarsi sui pedali ed affrontare l'inizio di una lunga salita, con frequenti tratti di respiro e numerosi affacci panoramici, che si alza sopra Bonassola (evitare le deviazioni verso il paese ma proseguire verso A12 e Genova) e Deiva Marina passando per alcuni caratteristici borghi come Castagnola. Appena fuori da quest'ultimo paese (km 14) ci si lancia in una rilassante discesa verso sinistra al termine della quale si riprende a salire seguendo, di nuovo, le indicazioni per il casello A12. In assenza di traffico, quest'ascesa cala nella macchia mediterranea tipica della fascia costiera ligure ed è un trionfo di profumi e fragranze.
Poco prima del casello si svolta a destra in direzione della SS1 Aurelia dove si arriva al km 23, a quasi seicento metri di altitudine. Pochi chilometri di strada statale, comunque ampia e relativamente sicura, lo scollinamento del passo del Bracco e si incontrano le indicazioni per Levanto. Si svolta quindi a destra e, dopo qualche chilometro di saliscendi tra i boschi, si inizia una veloce discesa verso il mare.
L'ultimo tratto di discesa ripercorre i primi chilometri di salita già percorsi all'inizio della pedalata. In tutto si pedala per 42 km superando un dislivello effettivo superiore agli ottocento metri.
Clicca per una mappa d'insieme, tratta da www.openstreetmap.org 
Terzo percorso attorno a Levanto. Salendo i primi metri dell'anello appena descritto, si nota una deviazione verso Lavaggiorosso: è possibile dunque disegnare un altro itinerario ad anello, autonomo o concatenato al percorso precedente. Si sale per poco meno di quattro chilometri alla volta di Lavaggiorosso, piccola frazione, aggrappata alla montagna. Case alte e slanciate, addossate l'un l'altra ed unite da stretti vicoli. Poco fuori, la parrocchiale. Lavaggiorosso è davvero una bella immagine da portare via da una giornata a Levanto. Tra salita e discesa a Levanto, passando da Montale, altro panoramico borgo, si pedala per circa undici chilometri colmando un dislivello di trecento metri (Lavaggiorosso si trova a 290 mslm).
Clicca per una mappa d'insieme, tratta da www.openstreetmap.org 
Un ultimo splendido percorso - caratterizzato da asfalto insidioso come quasi tutte le strade dell'entroterra - porta a Monterosso, la più occidentale delle Cinque Terre.
Si pedala dal centro di Levanto in direzione dell'autostrada per circa 1.5 km prima di svoltare a destra in direzione Chiesa Nuova, Fontona, Monterosso.
La SP38 risale verso il santuario di Nostra Signora di Soviore ma prima di arrivarvi si notano sulla sinistra le indicazioni per Monterosso (km 7), in corrispondenza di un hotel.
La ripida e tortuosa discesa porta fino al centro di Monterosso, nei pressi della stazione ferroviaria (km 10).
Due passi per il centro, un passaggio sul lungomare e si può tornare a salire. Per ripartire e "chiudere il cerchio" si attraversa tutta Monterosso in direzione nord fino all'inizio della zona a traffico limitato, dove ha sede il Consorzio Turistico Cinqueterre. Da qui una diramazione della SP38 sale tra mille curve fino al bivio incontrato al km 7 da cui si rientra a Levanto.
Per chi ha più tempo ed allenamento la SP38 confluisce poi nella SP51 che corre alta sopra le Cinqueterre fino a Riomaggiore prima di entrare in una lunga galleria che apre le porte di Spezia (e dunque non pedalabile oltre).
Orientati con la cartografia open-source di www.openstreetmap.org: clicca ed apri la mappa su Levanto

Qualche altimetria grazie a www.salite.ch:
provincia di Genova
- Passo del Bocco, da Borgonovo Ligure,
- Passo della Bocchetta, da Campomorone,
- Passo della Bocchetta, da Isoverde,
- Passo del Turchino, da Voltri,
- Passo della Crocetta, da Rapallo,
- Passo della Forcella, da Borgonovo Ligure,
- Passo della Forcella, da Borgonovo Ligure,
- Passo della Forcella, da Borgonovo Ligure,
- Passo della Scoffera, da Davagna,
- Passo della Gava, da Arenzano
provincia della Spezia
- Colle della Gritta, da Monterosso,
- Passo del Termine, da Monterosso,
- Passo del Termine, da Levanto,
- Passo del Termine, da Pignone,
- Passo del Bracco, da Borghetto di Vara,
- Passo del Bracco, da Levanto,
- Passo del Bracco, da Deiva,
- Passo del Biscia, da Varese Ligure,
- Passo Cento Croci, da Varese Ligure

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