autunnopopena1.jpg
Le Tre Cime viste dalla val Popena
autunnopopena10.jpg
Le Tre Cime viste dalla val Popena
autunnopopena11.jpg
Nebbiolina mattutina nei pressi di Misurina: spiccano le Tre Cime di Lavaredo
autunnopopena12.jpg
Le Tre Cime viste dalla val Popena
autunnopopena2.jpg
autunnopopena3.jpg
Colori in val Popena
autunnopopena4.jpg
Val Popena
autunnopopena5.jpg
Verso nord, le Dolomiti di Sesto
autunnopopena6.jpg
Le Tre Cime viste dalla val Popena
autunnopopena7.jpg
I ruderi dell'ex rifugio Popena
autunnopopena8.jpg
Panorami dall'ex rifugio Popena
autunnopopena9.jpg
La vista spazia verso nord: spiccano le Tre Cime
Autunno

Val Popena

La destinazione più curiosa della Val Popena è senza dubbio l’ex rifugio Popena, posto sull’omonima sella: ebbe vita breve, fu edificato nel 1938 e, distrutto da un incendio durante la II Guerra Mondiale, non fu più ricostruito. Ma i ruderi dell’ex rifugio, la cui sagoma è ancora ben conservata, non sono la principale attrazione di questa splendida vallata.

Il vero fascino della Val Popena, in particolare in autunno, risiede nella sua quiete, nei suoi colori, nei panorami che regala sin dai primi passi.

La vallata si estende in direzione nord-sud a partire dai dintorni del Km 5 della SP 49 di Misurina: la strada risale la val Popena bassa e si trova in territorio veneto,  e più precisamente nel territorio di Auronzo di Cadore, ma corre nei pressi del confine con l’Alto Adige ( comune di Dobbiaco) portandosi a due passi dai confini con il comune di Cortina d’Ampezzo.

La passeggiata è tranquilla, senza grandi strappi o tratti impegnativi: il compito più difficile è orientarsi lungo un sentiero (n.222) che affianca il rio Popena e spesso entra nel greto (asciutto) dello stesso per uscirne poco dopo. Non ci si deve dunque distrarre troppo nell’ammirare i panorami pena l’inevitabile ritorno sui propri passi alla ricerca del segno biancorosso o dell’ometto che identifica il sentiero.
Si procede lungo la traccia (poco indicata) n. 222 che dal fondovalle (1659 mslm) conduce fino all’ex rifugio (2215 mslm) guadagnando quota in poco tempo e attraversando una sorprendente varietà di ambienti.
Si passa dal fitto bosco di conifere – incantevole lo spettacolo autunnale offerto dai larici – alle praterie in quota fino all’ambiente più inospitale che caratterizza i piedi delle vetta che chiudono la val Popena. Spiccano sicuramente il Piz Popena, il Corno d’Angolo ed il Cristallino di Misurina.
Lungo tutta la salita è grandioso il panorama sulle vette e le pareti che racchiudono la valle ma è quando si sta per uscire dal bosco, quando gli abeti iniziano a lasciare spazio ai mughi, punteggiati qua e là dai qualche larice, che a nord appare inconfondibile la sagoma delle Tre Cime di Lavaredo ad accompagnarsi a quella, presente sin dalle prime battute, della Torre di Toblin e di altre vette del gruppo delle Dolomiti di Sesto.

Un panorama in più, un ulteriore quadretto per una passeggiata lontana dalla folla ma senz’altro estremamente gratificante!

Il dislivello colmato è di poco superiore ai seicento metri ed il tempo richiesto per la sola salita è di circa due ore. Non vi sono punti di appoggio né alla partenza, né all’arrivo, né lungo il percorso: è necessario quindi provvedere in autonomia ma è un prezzo che si paga ben volentieri alla fortuna di poter godere di un ambiente sostanzialmente incontaminato e privo di “valorizzazioni” artificiali.

Dalla sella dove sorgeva il rifugio Popena il panorama si apre poi verso sud e verso est abbracciando i Cadini di Misurina, ed il lago; le Marmarole ed il Sorapiss.

Clicca ed apri la mappa Kompass del percorso (pop-up)

Condividi su  -